Viaggio in Europa centrale, in fuga dalla pandemia

Nel 2020 non è stato facile organizzare le vacanze estive. Per questo motivo, abbiamo deciso di partire in auto da Milano diretti verso nord, facendo sempre attenzione agli sviluppi della pandemia. Abbiamo visitato Vienna, Slovacchia, Polonia e Rep. Ceca.
Scritto da: capoca
viaggio in europa centrale, in fuga dalla pandemia
Partenza il: 01/08/2020
Ritorno il: 31/08/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: Fino a €250 €

Alcune INDICAZIONI GENERALI prima di passare al racconto delle singole giornate:

  1. Il viaggio si è svolto nell’estate 2020. A causa dell’epidemia di Covid-19, lo scenario in Europa era peculiare, con il turismo ridotto ai minimi termini. Considerata l’imprevedibilità della situazione sanitaria, abbiamo deciso di stabilire le tappe man mano e di non procedere ad alcuna prenotazione dall’Italia. È stato quindi un vero e proprio viaggio on the road con un itinerario stabilito di giorno in giorno.
  2. In termini di sicurezza, in estrema sintesi le quattro nazioni da noi visitate ci sono sembrate sicure.
  3. Il periodo da noi scelto, agosto, è stato ottimo: caldo, ma non troppo e quest’anno con pochi turisti, soprattutto locali.
  4. Prezzi: medi. Le quattro nazioni non sono costose, ma neppure economiche. A Vienna, in Polonia ed in Slovacchia un hotel o una casa decorosa su Airbnb costavano circa 40/50€ a notte, mentre stranamente Praga aveva dei prezzi incredibilmente competitivi. In genere, tranne che a Vienna, si riesce a cenare al massimo con 15€ a testa. La benzina costa un po’ meno che in Italia e la carta di credito viene accettata ovunque. Nessun problema neppure a ritirare contanti dai numerosi bancomat, ma in Polonia, se non si sceglie l’opzione di contabilizzare in Euro il ritiro degli zloty – con un cambio peraltro sfavorevole – viene applicata sempre una commissione di circa PLN 16, indipendentemente dalla banca. Noi abbiamo sempre optato per l’applicazione della commissione. Cambio medio: 1 € = PLN 4,31; CZK 25,50.
  5. Ci siamo mossi in macchina dall’Italia. In Austria, Rep. Ceca e Slovacchia bisogna acquistare una “vignette” per l’uso delle autostrade, mentre in Polonia è in uso il sistema di pedaggio per la limitata rete autostradale. Lo stato delle strade è molto buono ovunque, ma in Polonia, a causa dei numerosi lavori in corso e dei semafori collocati inspiegabilmente ovunque, si formano code che spesso e volentieri rallentano la tabella di marcia a volte in modo notevole. Lo stile di guida di austriaci, slovacchi, polacchi è molto buono, mentre i cechi lasciano un po’ più a desiderare, soprattutto a Praga, dove gli automobilisti guidano in maniera nervosa ed abusano del clacson. Per orientarci in strada, abbiamo scaricato l’app Maps.me, che è sempre una garanzia, anche se con tutti i suoi limiti. Abbiamo guidato per 5.403 km.
  6. Comunicazioni: il wi-fi è presente quasi ovunque ed in alcune città c’è anche una rete pubblica gratuita.
  7. Alberghi: buoni in genere e sempre molto puliti, prenotati uno o due giorni prima utilizzando prevalentemente Booking – che sembra avere un numero di strutture molto maggiore della concorrenza – Agoda, Expedia ed Airbnb.
  8. Cibo. Davvero molto buono, con abbondanza di carne. I pirogi sono uno degli highlights culinari del viaggio, così come anche il Tatratea, uno dei migliori liquori dell’Europa Centrale e la vodka.
  9. Lingua. L’inglese è parlato un po’ ovunque; conoscere il tedesco aiuta a volte in qualche centro più piccolo.
  10. Gente. Tutti molto simpatici ed ospitali.
  11. Guide. Punto dolente. Le guide che abbiamo utilizzato sono la DK Eyewitness per Rep. Ceca e Slovacchia (mediocre), la Lonely Planet 2020 per la Polonia (sufficiente) e la DK Eyewitness – Mini Map and Guide del 2020 per Praga (decente). Per integrare la mancanza di informazioni offerte dalle guide di scarso livello, abbiamo spesso seguito dei free tours nelle principali città.
  12. 1Assicurazione: anche se il viaggio è in paesi all’interno dell’UE, abbiamo comunque stipulato una polizza con EuropAssistance, l’unica compagnia che garantiva la copertura delle spese per i giorni trascorsi all’estero in un’eventuale quarantena.

Giorno 1 – Vienna

Partiamo da Milano verso le 8 del mattino e, passando dal Tarvisio, arriviamo a Vienna poco prima delle 18.30. C’è davvero poco traffico, com’è prevedibile in questo 2020 così insolito, anche se oggi è sabato 1° agosto. Arriveremmo anche prima se non fosse per qualche rallentamento nella zona di Brescia e per alcuni lavori poco prima del paesino di Tarvisio. Lasciamo i bagagli in hotel (Best Western Plus Amedia, Landstraßer Hauptstraße 155; 53,70€ la doppia con bagno e colazione) e a piedi raggiungiamo il ristorante (Plachuttas Gasthaus zur Oper, Walfischgasse 5-7; 73 € circa in totale, molto buono) per una cena a base di Wiener Schnitzel e insalata di patate. Facciamo poi un giro in centro e, dopo qualche foto, torniamo in hotel.

Giorno 2 – Vienna e Bratislava

Al mattino ci mettiamo in marcia per visitare la Hundertwasserhuas, che merita davvero (un po’ meno invece il limitrofo ed omonimo villaggio). Proseguiamo con un breve tour Art Nouveau che ci porta al metrò di Karlsplatz, al Palazzo della Secessione ed infine ad un paio di case di Otto Wagner. È dunque la volta di una conferma: il Kunsthistorisches Museum, splendido anche a distanza di alcuni decenni dalla prima visita. Dopo una sosta allo storico caffè Landtman per una buona Esterhazy ed una pessima Sacher, torniamo alla palazzina della Secessione, che visitiamo per ammirare lo splendido fregio di Beethoven ad opera di Klimt.

Andati in hotel prendiamo l’auto e abbandoniamo Vienna diretti alla volta di Bratislava, che raggiungiamo in meno di un’ora. Lasciamo bagagli ed auto in hotel (Bastion Apartments, Smrecianska 6; circa 56€ un appartamentino soppalcato con colazione) e facciamo un breve giro serale al castello e nel bel centro storico. Cena molto buona al Koliba Kamzik (Zelena 5; circa 33€ in totale).

Giorno 3 – Bratislava

Iniziamo la giornata, che si preannuncia un po’ piovosa e decisamente plumbea, con una visita al curioso edificio della Radio Slovacca. Alle 10 siamo nella piazza centrale della città per partecipare a un tour gratuito. Milli, la nostra guida, è molto estroversa e simpatica e ci conduce a vedere i principali monumenti della città. Dopo una pausa caffè in un bel locale del centro (Franchise n. 1 – Mondieu, Mileticova 1), integriamo il tour guidato visitando alcuni monumenti per conto nostro (il Palazzo della Filarmonica, l’interessante Sinagoga, che purtroppo oggi è chiusa, e la splendida Chiesa Blu). Raggiungiamo in autobus il monumento di Slavic, purtroppo in restauro, da dove possiamo godere di un bel panorama sulla città. Cena in un locale centrale consigliatoci da Milli (Slovak Pub; Obchodná 62; meno di 18€ in totale per tre piatti tipici; molto buono ed ottimo rapporto qualità-prezzo) e ritorno in hotel in prima serata dopo un breve giro in centro.



    Commenti

    Lascia un commento

    Bratislava: leggi gli altri diari di viaggio