In tour da Istanbul a Izmir…

... attraverso la Cappadocia, Pamukkale ed Efeso
Scritto da: giannir
in tour da istanbul a izmir...
Partenza il: 07/07/2014
Ritorno il: 14/07/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

7 luglio 2014: Torino – Istanbul

Partenza con il volo TK1310 della Turkish Airlines delle 11,15 da Torino per Istanbul aeroporto Atatürk.

Volo tranquillo durante il quale abbiamo l’occasione per provare la cortesia e l’efficienza della Turkish Airlines, cuffiette per la musica, cuscino e a richiesta la copertina. Ci vengono offerti dei dolci tipici turchi (i lokum o Turkish Delight) e dopo averci portato il menu del giorno, pranziamo assaggiando tra le altre cose una piccola porzione del kebap (cibo che ci accompagnerà per tutta la vacanza).

All’arrivo, l’aeroporto di Istanbul si conferma come il crocevia principale tra l’occidente e il medio oriente, una folla di persone di ogni etnia, idiomi dei più disparati, il sovraffollamento conferma che l’aeroporto avrebbe bisogno di un bell’ampliamento. All’uscita, incontriamo la nostra assistente del Turchese, che ci accompagna al nostro albergo. Nel tragitto abbiamo un piccolo assaggio del traffico di Istanbul, ma la cosa non sembra turbare affatto il nostro autista. Il nostro albergo è il Günes Hotel, situato nel quartiere di Merter in Nadide Caddesi Günay Sok n.1. Qui facciamo conoscenza con la nostra guida Erol, che ci accompagnerà nei prossimi otto giorni. Una breve riunione serve per illustrarci il programma del viaggio che ci attende, le escursioni facoltative, il numero di cellulare della guida e dell’assistente del Turchese e tutto quanto c’è da sapere per evitare inconvenienti e per trascorrere una tranquilla vacanza.

Raggiungiamo la stanza per darci una rinfrescatina, dalle valige prendiamo di volta in volta ciò che serve, non ci fermeremo mai più di due notti nei vari alberghi e quindi non avremmo il tempo per disfare i bagagli.

A cena iniziamo a fare conoscenza con alcuni dei nostri compagni di viaggio. La cena è a menu fisso, buona la coscia di pollo “ripiena”di verdura. Dopo cena partiamo per la prima escursione facoltativa: “Istanbul by night”.

Premesso che siamo in pieno periodo di Ramadan (o Ramazan in turco), di conseguenza dopo il tramonto la città, i parchi, le piazze, il lungomare sono stracolmi di gente e di famiglie che mangiano, giocano e chiacchierano. Il Sultan Ahmet Parkı, tra la Moschea Blu e Agia Sofia è popolato da venditori di souvenir, carretti di cibo da strada e turisti. Il giro notturno ci porterà a vedere tra l’altro il lungomare con i venditori di pesce, la stazione che fu dell’Orient-Express, la parte residenziale di Istanbul, al di la del Corno d’Oro, attraversando il ponte di Galata. Attraversiamo i quartieri di Beyoglu, arriviamo nella piazza Taksim con il celebre Gezi Parkı, luogo degli scontri tra polizia e manifestanti del maggio 2013. Giungiamo fino al quartiere di Besiktas, attraversiamo il ponte sul Bosforo e ci troviamo in Asia.

Rientriamo in Hotel e andiamo a dormire, siamo piuttosto stanchi.

8 luglio 2014: Istanbul

Sveglia alle 7,00, colazione a buffet in hotel e poi partenza per la prima tappa della nostra giornata: La Chiesa di San Salvatore in Chora, (Kariye Müzesi).

L’edificio, nato come chiesa ortodossa, è situato nel distretto occidentale di Istanbul, detto Edirnekapı.

L’interno è decorato con mosaici e affreschi, considerati fra le massime espressioni dell’arte bizantina. Fu edificata in origine nel V secolo, fuori dalla mura di Costantinopoli, in effetti “en te Chora” significa letteralmente “in campagna”. Nel XVI secolo la chiesa fu trasformata in moschea dai Turchi Ottomani e a causa della iconoclastia dell’islam, i mosaici e gli affreschi furono ricoperti di calce, ma non distrutti, conservandosi intatti fino ai giorni nostri. Divenne museo statale nel 1958.

In pullman raggiungiamo La Moschea di Solimano il Magnifico, (Süleymaniye Camii).

E’ una moschea imperiale ottomana, costruita tra il 1550 e il 1557, è costruita su un colle che declina rapidamente verso il Corno d’oro, dai suoi giardini, difatti, si gode di uno stupendo panorama sul tratto di mare con unisce il Corno d’oro e il Bosforo. L’edificio è opera di un famoso architetto di quell’epoca, Mimar Sinan, il quale volle essere seppellito in questa moschea. Il modello della pianta della moschea è ripreso dalla chiesa di Agia Sofia.

Usciamo e a piedi attraversiamo la zona del campus universitario di Istanbul e raggiungiamo la terza tappa della nostra visita mattutina: Il Gran Bazar di Istanbul, (Kapalı çarşı).

Il Gran Bazar è uno dei più grandi ed antichi bazar del mondo, ci sono oltre 4.000 negozi o botteghe che vendono ogni genere di spezie, tessuti e dolci. Il Bazar è sempre affollato e pieno di turisti per l’intero orario di apertura, in effetti come ci ha spiegato la guida, è rimasto solo ad uso turistico, gli abitanti di Istanbul non vengono qui a fare acquisti. All’uscita del Bazar approfittiamo per prelevare ad un bancomat un po’ di lire turche.

Pausa pranzo in un ristorantino nel centro della zona vecchia della città, dove assaggiamo tra le altre cose un’ottima salsiccia di agnello alla brace.

Attraversiamo rapidamente l’Ippodromo Bizantino di cui rimangono pochi resti, ma è ancora visibile una parte dei monumenti che ne decoravano il centro: l’obelisco di Teodosio, la colonna Serpentina in bronzo e l’obelisco in muratura di Costantino VII.

Entriamo nella famosa Moschea Blu o Sultanahmet camii in turco. Costruita tra il 1597 e il 1616 dal Sultano Ahmed I. ll suo nome deriva dalle oltre 20.000 piastrelle di ceramica turchese inserite nelle pareti e nella cupola. È infatti il turchese il colore dominante nel tempio. Pareti, colonne e archi sono ricoperti dalle maioliche di Nicea, decorato in toni che vanno dal blu al verde. Rischiarate dalla luce che filtra da 260 finestrelle, conferiscono alla grande sala della preghiera un’atmosfera suggestiva quanto surreale. La Moschea Blu, è anche l’unica a poter vantare ben sei minareti, superata in questo solo dalla moschea della Ka’ba, alla Mecca, che ne ha sette.

Attraversiamo il giardino Sultanhamet Parkı ed entriamo in Agia Sofia, (Ayasofya Müzesi).

Fu cattedrale cristiana di rito bizantino fino al 1054, sede patriarcale greco-ortodossa, cattedrale cattolica, poi moschea, infine museo dal 1935. Nota per la sua gigantesca cupola, apice dell’architettura bizantina, fu terminata nel 537. Facciamo un giro veloce e qualche fotografia, le decorazioni, i mosaici e i marmi danno un’idea della maestosità di questa cattedrale, ma siamo molto stanchi e anche se a malincuore ci accomodiamo all’ombra di alcune piante in un bar a fianco di Agia Sofia, rinunciando anche alla visita della Basilica Cisterna.



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