Il fascino di Cividale del Friuli… e “gli abbinamenti perfetti” con il Picolit

Il diario di viaggio di Valentina, Blogger per Caso in provincia di Udine
 
Partenza il: 26/10/2012
Ritorno il: 28/10/2012
Spesa: 500 €

È mattino presto e piove. Fra me e me penso: non potrà piovere all’infinito E invece mi sbagliavo… Purtroppo! Partiamo in auto, una 508RXH gentilmente messa a disposizione dalla Peugeot Italia, che dopo 4 ore di viaggio sotto un cielo minaccioso, ci porta a destinazione: l’azienda Aquila del Torre nella frazione di Savorgano del Torre a Povoletto (UD).

Il tempo di riprenderci dal viaggio e siamo pronti per iniziare il nostro itinerario “Taste” nella provincia di Udine. A tal proposito, è già ora di pranzo e io avevo programmato di mangiare a Cividale del Friuli, ma dobbiamo fare una prima modifica ai nostri piani. Francesca dell’Aquila del Torre, vista l’ora, ci consiglia di mangiare in un posto più vicino: il Val Rojale, specializzato in carni cotte al fogolar, il tradizionale focolare domestico intorno al quale si riunivano, soprattutto al momento del pranzo, le donne, gli anziani e i bambini. Il fogolar si trova proprio al centro della sala in cui mangeremo e al primo impatto è molto suggestivo: sembra un enorme champignon… che buffo! Qui assaggiamo un antipasto a base di porcini e poi i famosi cjarsons, piatto tipico della Carnia ma diffuso anche in queste zone: sono ravioli dal particolare contrasto dolce del ripieno (nel nostro caso pere e frutta secca) e salato del condimento (burro fuso, ricotta affumicata, qui chiamata scuete fumade e una spolverata di cacao), il tutto accompagnato da un bicchiere di merlot della casa. Il calduccio emanato dal fogolar è davvero piacevole, ma noi dobbiamo proseguire il nostro itinerario.

eccoci a Cividale del Friuli

Arriviamo a Cividale del Friuli scortati da nubi che non promettono niente di buono, infatti, dopo la pioggerellina si scatena un temporale in piena regola! Cerchiamo di vedere i luoghi simbolo della capitale longobarda del Friuli: iniziamo con Piazza Paolo Diacono, perla incastonata fra palazzi di varie epoche e stili diversi, poi passiamo davanti al Duomo dedicato a Santa Maria Assunta, crollato a causa di un terremoto all’inizio del 1500 e ricostruito in stile rinascimentale dall’architetto Pietro Lombardo. Proseguiamo attraversando il Ponte del Diavolo, da cui si gode una vista suggestiva e vertiginosa sul fiume Natisone, che mi colpisce subito per il colore delle sue acque cristalline. Esiste una leggenda legata al Ponte del Diavolo, lo sapevate? Ve la racconto in breve… Si narra che il Diavolo avesse chiesto, in cambio dell’agevolazione alla costruzione del ponte, l’anima del primo essere che vi fosse transitato. Ma i cividalesi, popolo furbo, appena terminato il ponte, fecero passare per primo un cane e in questo modo risparmiarono le anime umane.

Cividale del Friuli, fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui deriva il nome della regione, divenne la capitale longobarda del Friuli e per questo motivo conserva importanti testimonianze monumentali, artistiche e culturali di quel tempo. Fra queste spicca il Tempietto Longobardo, costruito nel VIII secolo nel luogo in cui un tempo sorgeva la gastaldia e cioè il palazzo del gastaldo, signore della città. Poi venne trasformato in un monastero, per questo motivo rinominato oratorio di Santa Maria in Valle. È composto da un’aula con base quadrata e volte a crociera: bellissimi gli stucchi, mi colpiscono soprattutto quelli della lunetta della porta che raffigurano intrecci di grappoli d’uva. Poi andiamo al belvedere e rimaniamo a bocca aperta per lo splendido panorama sul fiume Natisone, visto da un’altra prospettiva. Sulle acque chiare nuotano anatre e cigni… che spettacolo! Ma si è fatto tardi e dobbiamo andar via perché ci aspetta una bella visita in cantina più degustazione vini dell’azienda Aquila del Torre.

Una volta arrivati, veniamo accolti da Pier Francesco, marito di Francesca e responsabile accoglienza dell’azienda, che ci porta a fare una visita fra i vigneti prima che cali il buio. Il paesaggio è davvero molto bello: filari di vigneti dalla foglie dorate si perdono a vista d’occhio sulle colline e nei cosiddetti “teatri naturali”, dove si concentra il calore e le uve maturano bene. L’Aquila del Torre è un fondo composto da 18 ettari vitati e 66 ettari di bosco. I vitigni coltivati sono il Picolit, il Riesling, il Friulano, il Sauvignon Blanc, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Merlot… Insomma, i migliori vitigni autoctoni uniti agli internazionali, che qui trovano il terreno ideale per produrre uve da cui nascono ottimi vini. Nel bosco, indispensabile per la biodiversità, troviamo querce, carpini e agrifogli e una fauna composta da lepri, ramarri, cinghiali, caprioli, tassi, poiane e anche scoiattoli… Proseguiamo poi con la visita in cantina. Pier Francesco ci spiega con passione le fasi e i macchinari della vinificazione in bianco e in rosso e poi vediamo anche le uve di Picolit in appassimento nel fruttaio. Tutto molto interessante!

La visita termina con una degustazione curata da Francesca, che ci accoglie nel bel salone con camino del b&b Oasi Picolit dell’azienda. Degustiamo nell’ordine un Picolit vinificato in secco (una chicca che solo questa azienda produce) e due annate di Picolit vinificato in dolce (2008 e 2000), il tutto accompagnato da un piatto di anatra confit con pere caramellate e un bellissimo, oltre che gustoso, tagliere di formaggi erborinati serviti con miele, gelatina di picolit, mandorle e uva. Che delizia e che magia gli abbinamenti proposti! Dopo qualche piacevole chiacchiera ci ritiriamo per andare a dormire. Domani sarà un’altra giornata alla scoperta della provincia di Udine e dei suoi sapori e dobbiamo essere in forma!

San Daniele del Friuli e il suo prosciutto d’eccellenza

Sveglia presto, colazione leggera e si parte direzione Fagagna: in programma c’è la visita all’Oasi Avifaunistica dei Quadris ma probabilmente salterà causa maltempo! Passeremo comunque da Fagagna per vedere il luogo di elezione delle cicogne, dove vivono e soprattutto nidificano. Lungo la strada incontriamo infatti alcuni grandi nidi in cima ai pali… Che spettacolo della natura! Come temevo, siamo costretti a fare una deviazione di percorso: diluvia e preferiamo non visitare l’oasi… Ci fermiamo per scattare qualche foto e poi si riparte!

La nostra prossima tappa è San Daniele del Friuli: qui visitiamo il prosciuttificio artigianale Prolongo, dove Arianna, la figlia del proprietario dell’azienda, ci mostra tutte le fasi di produzione del San Daniele Dop, prodotto di eccellenza riconosciuto a livello internazionale. San Daniele è un luogo ideale per produrre prosciutto grazie al microclima dato dai venti di montagna freschi e aromatici e dalla brezza di mare più calda e umida che viene dall’Adriatico. Inoltre, il fiume Tagliamento incanala queste brezze e mantiene bene l’umidità. La primissima fase avviene nel cosiddetto periodo vernengo (ottobre, novembre) ed è quella del ricevimento delle cosce fresche che per legge devono provenire da maiali nazionali. La fase successiva è quella della salagione: le cosce vengono massaggiate con il sale marino sia manualmente e sia con macchinari per eliminare i liquidi della carne, per poi essere cosparse di sale e messe nella cella frigorifera. Si passa poi alla pressatura, in cui le cosce vengono messe le une sulle altre per eliminare ancora i liquidi e rendere la carne più compatta. Le cosce passano in una cella di sosta (per 3 mesi), per poi arrivare nel salone di pre-stagionatura dove non ci sono impianti di condizionamento ma solo finestre per permettere un’asciugatura naturale. Intorno al quinto mese c’è la fase della stuccatura, in cui la parte della coscia senza cotenna viene coperta da un impasto fatto con sugna, farina di riso, sale e pepe. Al nono mese i prosciutti passano in cantina e quando hanno raggiunto la stagionatura minima di 13 mesi, vengono controllati da un ente esterno e se valutati positivamente vengono marchiati. Al termine della visita facciamo un piccolo aperitivo offerta dall’azienda e assaggiamo il prosciutto San Daniele Dop Prolongo: molto saporito… si scioglie in bocca!



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi i Diari di viaggio su Cividale del Friuli
    Diari di viaggio
    limpido isonzo

    Limpido Isonzo

    Qualche anno fa, scorrendo i vari hashtag turistici, ero rimasta colpita da un’immagine che ritraeva un fiume dalle acque azzurrissime!...

    Diari di viaggio
    da cracovia al friuli in bus: una bella avventura

    Da Cracovia al Friuli in bus: una bella avventura

    proprietaria dell’albergo), e poi da Trieste abbiamo raggiunto Cividale, cittadina Patrimonio dell’Unesco a causa delle numerose...

    Diari di viaggio
    il friuli, emblema del triveneto di frontiera

    Il Friuli, emblema del Triveneto di frontiera

    Il Friuli è una regione eterogenea. Presenta alcuni tratti del Veneto (il suo dialetto sembra una estremizzazione della lingua...

    Diari di viaggio
    in giro per il friuli venezia giulia

    In giro per il Friuli Venezia Giulia

    Questo viaggio parte con il mare e finisce con il mare (per la precisione Jesolo). Nel mezzo abbiamo avuto il piacere di visitare alcune...

    Diari di viaggio
    girovagando in friuli venezia giulia

    Girovagando in Friuli Venezia Giulia

    la chiusura del museo che dunque non possiamo visitare. Restano, però alcune grotte e vasti antri scavati Gorizia.9 Agosto Oggi...

    Diari di viaggio
    aquileia, sorprendente caccia al tesoro!

    Aquileia, sorprendente caccia al tesoro!

    Prima di lasciare la città c’è un’ultima cosa da fare: provare ad incontrare il fumettista Francesco Tullio Altan, noto ai più come...

    Diari di viaggio
    per bruna arte, storia e sapori a palmanova

    Per Bruna arte, storia e sapori a Palmanova

    "Mandi!" è il tipico saluto friulano, una formula di commiato benaugurante che ho imparato ad utilizzare durante il mio weekend da...

    Diari di viaggio
    friuli, assaggi di un territorio tutto da scoprire

    Friuli, assaggi di un territorio tutto da scoprire

    Domenica 25 agosto Si parte alle 8 dalla provincia di Como e subito ci si immerge nell’atmosfera di vacanza concedendosi una bella...

    Diari di viaggio
    il fascino di cividale del friuli... e gli abbinamenti perfetti con il picolit

    Il fascino di Cividale del Friuli… e “gli abbinamenti perfetti” con il Picolit

    È mattino presto e piove. Fra me e me penso: non potrà piovere all'infinito E invece mi sbagliavo… Purtroppo! Partiamo in auto, una...

    Diari di viaggio
    friuli venezia giulia, alla scoperta di una terra di confine

    Friuli Venezia Giulia, alla scoperta di una terra di confine

    edili susseguitesi nel tempo e delle tracce perpetuate fino a noi.A Grado si arriva percorrendo una lunga e diritta strada che corre...