I segreti del Cairo

Una settimana nella seconda città più popolosa d’Africa, tra piramidi e scorci medievali, parchi e antichi mercati, lungo le rive del Nilo, il fiume che ha fatto la storia dell’antico Egitto
 
Partenza il: 02/01/2018
Ritorno il: 07/01/2018
Viaggiatori: 1
Spesa: 1000 €

Nove milioni e mezzo di abitanti vivono lungo la riva orientale del Nilo, nel punto immediatamente a sud del suo Delta. “Al-Qahira”, ovvero “La soggiogatrice”, questo il suo nome: un nome che racconta di guerre e conquiste tra le storiche dinastie che si contendevano il controllo del Califfato. Altri tre milioni circa vivono a Giza, lungo la riva occidentale del fiume Nilo, in quello che era il Regno dei Morti, tutt’oggi custode di alcune delle più belle Piramidi, che raccontano la storia antica di un regno abitato da faraoni, sacerdoti e divinità di ogni genere. Nonostante gli ultimi eventi, dalla dittatura alla rivoluzione del 2011, dagli attacchi terroristici contro forze dell’ordine e minoranze religiose, tra cui i cristiani copti, fino all’uccisione brutale nel 2016 del ricercatore e nostro connazionale, Giulio Regeni, il Cairo ancora resiste, ma a fatica.

Turisti ce ne sono ormai pochi, e le strade sono pattugliate da forze dell’ordine armate fino ai denti, praticamente presenti ad ogni angolo della città. Eppure essa nasconde ancora piccoli gioielli dell’arte e della cultura, della gastronomia e dell’artigianato. La gente ha ancora voglia di un cambiamento, che tarda ad arrivare, forse a causa degli eventi avversi, che non hanno certo favorito il dialogo politico e l’affermazione di libertà e diritti a pieno titolo. E intanto la nave da crociera sul Nilo, la Nile Maxime, con tanto di cena e danze tradizionali, segna ancora il tutto esaurito ogni sera, mentre il Museo Egizio resta ancora sovraffollato ogni giorno, e le code all’entrata della Cairo Tower sono interminabili. Ecco Il Cairo che cercherò di raccontarvi in questo mio diario di viaggio, frutto di un mio soggiorno di una settimana intera, a gennaio 2018.

Raggiungo il Cairo con un volo nazionale, da Luxor, dopo essermi stupito di fronte alle tantissime meraviglie dell’antica Tebe. Già, un viaggio a ritroso, perché la terra che mi accingo a visitare ora è ben più antica, risalente all’epoca storica dell’Antico Regno. Decido di pernottare nel centro della città, non lontano dalla stazione della metropolitana di Ataba, che è uno snodo importantissimo, dal quale partire per raggiungere qualsiasi angolo della metropoli. All’aeroporto mi servo di uno shuttle al prezzo fisso di 230 lire egiziane (circa 10 euro) per poter quindi raggiungere il mio albergo.

Com’è mio solito, trascorrerò il mio soggiorno al Cairo in compagnia di egiziani, quelli veri, incontrati in passato su di un sito per imparare le lingue straniere gratuitamente (Livemocha) oppure incontrati su Couchsurfing, di quelli dalla mentalità aperta ed ansiosi di sapere com’è la vita in Italia, ma anche di raccontarmi com’è la realtà di chi vive in un Paese così complesso come l’Egitto.

Il Cairo è una città vastissima, per cui occorre redigere un programma ben definito, giorno per giorno, per poter conoscere i vari volti di questa metropoli:

1) il Museo Egizio e Downtown Cairo

2) le antiche Piramidi di Giza

3) Il Cairo Copto e le sue chiese

4) Khan Al Khalil e il Cairo Islamico

5) la Cittadella, il Parco di Al Azhar e la Città dei Morti

6) la moderna città del Cairo, con le attrazioni delle isole di Roda e Gezira.

Pronti a partire?!

PIAZZA TAHRIR E IL MUSEO EGIZIO

Bahaa, couchsurfer trentaquattrenne, puntualissimo, mi viene a prendere per un giro a piedi attraverso Downtown fino al Museo Egizio. Partendo dalla Via 26 Luglio, passeggeremo per la piacevolissima area, molto verde, di Sherifeen, vicino a Qasr El-Nil, dove ci sono i palazzi della Borsa e dell’Assicurazione Italiana. Quindi, attraverso la bella piazza di Midan Talaat Harb, oltrepassiamo il famoso Café Riche, fondato nel 1908, e per molto tempo luogo di ritrovo di intellettuali e scrittori egiziani. Altri duecento metri circa ed ecco aprirsi di fronte a noi l’immensa Piazza Tahrir. Essa è stata il fulcro della rivoluzione egiziana del 2011, quando una folla di oltre un milione di manifestanti ha chiesto ed ottenuto le dimissioni di Hosni Mubarak. Maidan Tahrir significa “Piazza della Liberazione”, nome davvero profetico, dato che è stata teatro anche di altre manifestazioni storiche, ad esempio nel 1919 contro il dominio inglese, e nel 1952 contro la monarchia. Purtroppo al momento le entrate della metropolitana di Piazza Tahrir sono chiuse per motivi di sicurezza… un tentativo di evitare che la rivoluzione si ripeti ancora?

Tra i vari edifici che contornano questa immensa piazza, ci sono il Palazzo della Lega Araba, il Mogamma (bruttissimo palazzone in cemento, che dà lavoro a 18.000 impiegati statali) e il bell’edificio rosa che ospita il Museo Egizio. Quest’ultimo venne istituito nel 1835 dal Servizio Egiziano delle Antichità, nel tentativo di fermare l’emorragia di reperti archeologici puntualmente ritrovati dagli archeologi europei ed inviati in patria. Attualmente conta 136.000 reperti, anche se si è in procinto di trasferire buona parte della collezione nel nuovo Grande Museo Egiziano, che a breve aprirà a Giza, non lontano dalle Piramidi.

Il Museo Egizio raccoglie dei veri tesori dell’antica civiltà a cui è dedicata. Occorre mettere in conto almeno tre ore per una visita completa, seppur veloce. Il biglietto di entrata, che include la Sala delle Mummie Reali, costa 240 EGP, a cui occorre sommare un biglietto supplementare di 50 EGP per poter scattare fotografie al suo interno (escluse però la Galleria della Maschera di Tutankhamen e la Sala delle Mummie, dove devoti custodi sequestrano e cancellano personalmente gli scatti proibiti da macchine fotografiche e cellulari). Non ci sono parole per descrivere l’atmosfera che regna all’interno di questo museo. Tantissimi reperti, molti impolverati e persino senza custodie, sovraffollano questi spazi, con la stessa modalità con cui venivano riempite le tombe degli antichi faraoni. È proprio questa la sensazione più forte che provoca: sembra di venir catapultati all’interno di un grosso mausoleo, dove ogni metro dà gloria alla grandezza ed ai fasti dell’antico impero sulle rive del Nilo. Indescrivibile è il fascino della maschera funebre di Tutankhamen, lucidissima, dallo sguardo penetrante. Emozionante è pure ritrovarsi di fronte ai corpi mummificati di vari grandi personaggi del passato: Ramesse II, Amenhotep I, Tuthmosi II, Tuthmosi IV, Sethi I, Merenptah… Tutto ciò fa riflettere molto: grandi personaggi del passato ora ammutoliti, ridotti al silenzio e all’impotenza davanti ad un grande nemico, la morte, che tratta tutti allo stesso modo, a prescindere dall’importanza, dalla fama o dalla ricchezza…

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Cairo - Il Nilometro

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Il Museo Egizio del Cairo

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Cairo - Il Cimitero Greco-Ortodosso

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Cairo - Il Pozzo nei sotterranei della Chiesa della Vergine

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Cairo - Il Pozzo nei sotterranei della Chiesa della Vergine

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Cairo - Ritratto della Vergine che allatta

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Cairo - Cartello d'ingresso alla Sinagoga

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Cairo - Ingresso alla Chiesa di Sergio e Bacco

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Cairo Tower

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Cairo - Pupi affacciati al balcone, Khan al Khalili

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Cairo - Lungo la via Al Mu'izz

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Cairo - La Moschea di Al Azhar

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Cairo - La Moschea di Al Azhar

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Cairo - Complesso funerario di Salih Najm al Din Ayyub

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Cairo - Il famoso caffé El Fishawy

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Cairo - In compagnia di Mahmoud Abd El Ghaffar

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Cairo - Nile Maxime

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Cairo Tower

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Cairo - L'hammam di Inal

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Cairo Tower

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Cairo - Piazza Tahrir

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Cairo - Pausa in un caffè locale

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Cairo - Il Museo di Umm Kolthum

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Cairo - Il Museo di Umm Kolthum

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Le Piramidi di Giza

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Giza - La Sfinge

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Le Piramidi di Giza

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Il Museo Egizio del Cairo

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Cairo - Il Museo Copto



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