Firenze, weekend nel Rinascimento italiano

Far conoscere la nostra bella Italia a mia figlia che sta studiano il Rinascimento italiano, sia a livello storico sia artistico
Scritto da: micarox
firenze, weekend nel rinascimento italiano
Partenza il: 21/12/2013
Ritorno il: 23/12/2013
Viaggiatori: 3
Spesa: 500 €

Finalmente ci siamo: sono arrivate le vacanze di Natale e un po’ di meritato svago. Dieci giorni prima avevo pernottato all’hotel Desirèe in via Fiume a Firenze e così sabato 21 partiamo, io, mia figlia e mio marito con la nostra auto, incuranti che fosse il week-end prima di Natale. Per strada non abbiamo incontrato traffico, a parte un breve rallentamento per un tamponamento e alle undici e un quarto, usciti dall’autostrada, cerchiamo il nostro hotel. Peccato che il navigatore ci porti nella zona a traffico limitato e così perdiamo mezz’ora per trovare un’altra strada. Quando finalmente arriviamo, i posti per parcheggiare sono tutti occupati e ci accorgiamo con nostro rammarico che il costo orario è di 3,00€ l’ora, per fortuna l’albergo è convenzionato con un parcheggio e decidiamo di consegnare le chiavi della nostra auto e non pensarci più fino alla partenza. L’esigenza di fermarci a Parma da parenti al ritorno ci ha costretti a scegliere l’auto, altrimenti l’hotel è davvero comodissimo alla stazione di Santa Maria Novella ed è in pieno centro di Firenze. Il costo del parcheggio per due giorni è stato di 40,00 €. Con circa 500,00 € abbiamo trascorso 3 giorni immersi nell’arte. Lasciati i bagagli in hotel, ci siamo incamminati per piazza del Duomo. Dall’hotel sono dieci minuti a piedi e all’improvviso tra i palazzi sbucano le pietre bianche e verdi del Duomo, del campanile di Giotto e del Battistero. Mia figlia che non aveva mai visto questa piazza è rimasta incantata. Anche a me e a mio marito, lascia ogni volta senza fiato. Al n.9 della piazza comperiamo i biglietti per accedere al complesso di S. Maria del Fiore, per chi avesse necessità c’è il bagno (a pagamento). Il costo è di 10,00 € a testa (il biglietto ridotto è per i ragazzi fino ai 14anni) e permette l’entrata al Duomo, alla cupola del Brunelleschi, al campanile di Giotto, al Battistero, alla cripta di Santa Reparata e al museo del Duomo nell’arco di 24 ore dal momento dell’entrata al primo monumento.

Senza fare fila saliamo per prima cosa a vedere la cupola di Brunelleschi. Ci attendono 463 gradini, intervallati poco dopo la metà dalla visione ravvicinata dei dipinti del Vasari, che visti da così vicino ci appaiono enormi (Lucifero è alto 8 metri). Riprendiamo la salita e i gradini passano tra le due cupole, mostrandoci l’ingegno del Brunelleschi. Terminata la salita, ci siamo trovati sulla lanterna ad ammirare la città illuminata e riscaldata da un bel sole caldo, che in breve ci ha fatto dimenticare la fatica. Sulla terrazza della cupola ci sono alcuni turisti e sembra che nessuno voglia scendere, pure noi fatichiamo a riprendere le scale per scendere a visitare il Duomo. Scendendo c’è nuovamente la possibilità di vedere i dipinti, anzi di toccarli, per fortuna che hanno messo un vetro a protezione. A metà discesa, c’è un piccolo museo con gli strumenti ricostruiti dell’epoca per edificare la cupola, che rimane la più grande mai realizzata in muratura. Fatti i 463 gradini in discesa ci infiliamo dentro al Duomo dove mia figlia rimane delusa perché dopo la sontuosità dell’esterno della chiesa, si aspettava un interno ricco di decorazioni, ma a parte la cupola che vista dal basso ci lascia ancora a bocca aperta, la chiesa è abbastanza spoglia, sebbene sia enorme. Al centro c’è un presepe con statue quasi a grandezza naturale ma quello che ci colpisce sono i marmi policromi che rivestono tutto il pavimento del Duomo. Prima di uscire scendiamo alcuni gradini per vedere la cripta di Santa Reparata, dove un modellino ci spiega cosa c’era prima della costruzione del Duomo, da sempre luogo di culto. Dicono che ci sia anche la tomba di Brunelleschi, ma noi non l’abbiamo vista. Non avrei pagato un biglietto per vedere la cripta, ma visto che era compreso nel prezzo ne abbiamo approfittato. Usciti dal Duomo, abbiamo proseguito con la visita del Battistero, dando prima un’occhiata ai dipinti degli artisti da strada. Il Battistero la cui forma ottagonale è molto particolare, ci accoglie raccontandoci prima la storia della Bibbia per immagini attraverso le sue 3 porte bronzee, che a dire il vero sono un po’ difficili da vedere per via dei molti turisti che si fanno fotografare davanti. Biglietto alla mano entriamo in questo posto nato all’epoca per battezzare, che ci lascia senza respiro: sembra un copia ridotta di Santa Sofia a Istanbul. Ci sediamo sulle banche e ci lasciamo trasportare dal racconto dei mosaici. Dopo aver visto tanta bellezza, mio marito ha lamentato un certo languorino e così ci siamo seduti in un self service in via dei Calzaiuoli. Un piatto di cannelloni con mozzarella e pomodoro e un pezzo di pane 10,00€. Io e mia figlia invece abbiamo preferito prenderci un gelato, ma ci ha mosso l’appetito così fatti pochi passi in una stradina laterale per andare a vedere la casa di Dante (tema di studio per mia figlia), siamo entrati in un piccolo bar gestito da ragazzi giovani che ci ha attirato con la sua offerta di panini, stuzzichini e tante altre bontà. Ci siamo presi due enormi panini spendendo 7,00€. Sazi, ci siamo diretti a vedere la famosa chiesa di Dante e Beatrice (ovvero la chiesa di Santa Maria dei Cerchi) che non ci ha detto nulla, se non fosse stato per il famoso dipinto dell’incontro tra Dante e Beatrice. Abbiamo tralasciato di visitare la casa museo di Dante, perché la professoressa di mia figlia le ha detto che i maggiori reperti sono andanti bruciati, e in effetti le recensioni non erano delle migliori. Il quartiere comunque merita una passeggiata, perché si respira l’aria della Firenze vera, quella meno turistica. Ormai sono le quindici quando ci troviamo in piazza della Signoria la quale ci accoglie con la maestosità di Palazzo Vecchio e della sua torre. Visto il sole, ne approfittiamo per fare le fotografie di rito alla piazza, alla fontana di Nettuno, alla copia del David di Michelangelo e alle varie sculture della Loggia della Signoria. Decidiamo di visitare la Galleria degli Uffizi il cui biglietto è maggiorato perché c’è la mostra “Il Gran Principe” e costa 11,00€ a testa (mia figlia 15enne non paga). Io decido di noleggiare l’audio guida che ci costa altri 6,00€. In effetti, l’audio guida è ben strutturata, non si dilunga troppo nelle spiegazioni e racconta anche qualche aneddoto. Anche qui non abbiamo fatto fila per entrarvi e dentro non c’era un gran affollamento, potevamo sederci sui divanetti delle sale principali per riposarsi e ammirare questi capolavori. In effetti, la visita si è protratta per quasi 3 ore e quando siamo usciti sulla terrazza del bar degli Uffizi era già buio e vedendo Firenze illuminata, ci è venuta voglia di salire anche sul campanile di Giotto. Così siamo ritornati in piazza del Duomo, abbiamo lasciato mio marito al bar e siamo salite io e mia figlia per i 414 gradini del campanile. Ci sono più piani prima di raggiungere la cima, che permettono di vedere da vicino il duomo e le sue tantissime statue e soprattutto di riprendere fiato. La vista di notte dalla cima del campanile è bellissima, soprattutto in questo periodo dell’anno dove le decorazioni natalizie illuminano le vie e le piazze di Firenze. Recuperato mio marito ci siamo diretti al Ponte Vecchio, dove, vista l’ora (le 19.00) stavano chiudendo tutti i negozi di oreficeria. Qui abbiamo fatto delle bellissime foto, con le luci dei palazzi che si rispecchiavano sull’Arno. Ormai, cotti e affamati, ci siamo diretti verso il primo ristorante che ci ispirasse e siamo capitati alla Buca Poldo. La sala da pranzo è al piano sotterraneo, piccola, ma qui abbiamo mangiato la migliore tagliata del nostro soggiorno, a un prezzo contenuto. Ben rifocillati ci siamo diretti all’hotel per una doccia e una buona dormita ristoratrice.

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Vista dalla cupola

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Vista dal campanile di Giotto

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Cupola del Brunelleschi



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