Firenze tra cultura e ottima cucina

Weekend romantico alla scoperta della capitale culturale d'Italia senza disdegnare l'ottima cucina toscana
 
Partenza il: 30/08/2012
Ritorno il: 02/09/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Per terminare le nostre vacanze estive trascorse nei Balcani tra Montenegro e Croazia, io (Nando) e la mia ragazza Alessia avevamo deciso già da tempo di trascorrere un week end a Firenze, a mio avviso la culla della cultura italiana.

Siamo partiti nella notte a cavallo tra il 29 ed il 30 agosto con un autobus della compagnia Sena (61 € a persona, andata e ritorno) da Napoli. Siamo giunti nel capoluogo toscano intorno alle 6.30 del mattino successivo e, approfittando della tranquillità mattutina, abbiamo deciso di recarci a piedi verso la struttura che ci avrebbe ospitato. Dopo circa 20 minuti a piedi, intervallati anche da una sosta per la colazione, siamo giunti a via Don Minzoni, proprio all’angolo con Piazza della Libertà. Ad attenderci c’era Barbara, la titolare di un carinissimo b&b, Il Magnifico Soggiorno. Grazie a un coupon acquistato mesi prima su un noto sito che permette di acquistare soggiorni a prezzi vantaggiosissimi, avevamo optato per una permanenza di due notti (colazione compresa) per un totale di 99 € per due persone: un vero affarone se si pensa che i prezzi medi di questa struttura sono ben più alti se si prenota in maniera indipendente. Arrivati in camera (bellissima, con servizi privati e arredata in stile ottocentesco con letto a baldacchino in ferro battuto e vista mozzafiato sulle colline di Fiesole) optiamo subito per un riposino rigeneratore prima di andare alla scoperta della città. Alle 10 lasciamo la struttura e con l’autobus C1 siamo a Piazza del Duomo in meno di 10 minuti. A prima vista il Duomo è stupendo, maestoso e decidiamo subito di entrarci. Le file per visitare la zona di culto è scorrevole e non c’è da pagare nulla: restiamo dentro per ammirare lo stile architettonico, le vetrate, i colonnati e i rosoni. Al termine di questo tour decidiamo subito di incamminarci verso l’ingresso per la cupola. L’attesa dura più o meno un quarto d’ora, paghiamo gli 8 € a testa per entrare e iniziamo la scalata verso la sommità. Il percorso è lungo, stancante (specie se fatto con un caldo soffocante come capitato a noi…) e 463 scalini sembrano essere un’eternità per chi non è avvezzo. Arrivati in cima quasi stremati veniamo però ripagati da un panorama stupendo che ci permette di vedere praticamente tutta Firenze (la città non è molto grande e in linea d’aria riusciamo a gettare lo sguardo fino ai principali punti di interesse della città) e i suoi caratteristici tetti rossi che coprono le case, fittamente collocate l’una vicina all’altra. Restiamo un pò, c’è un bel venticello ad allietarci e con molta calma prendiamo la via del ritorno (al ritorno le scale sono sempre tante ma in confronto alla salita è una vera e propria passeggiata di salute).

Saltiamo la visita al campanile di Giotto (altro capolavoro per come si presenta dall’esterno) ed entriamo nel Battistero (5 €), che si trova proprio di fronte all’ingresso principale del Duomo: mi sarei aspettato qualcosa in più, ma comunque è da inserire nella lista delle attrazioni da vedere.

Un po’ stanchi ci rifugiamo in uno dei tanti baretti intorno alla piazza per mangiare un panino (panino + bibita, 4 € a testa) e per riposarci un pò, considerato anche che eravamo reduci da un viaggio non proprio comodissimo. Dopo pranzo ci incamminiamo verso il mercato di San Lorenzo, dove è possibile comprare oggetti di vario tipo in pelle (portachiavi, borse, portaoggetti da tavolo, portafogli, borsellini, agende, ecc.) a qualsiasi prezzo (occhio ovviamente alle imitazioni). Concluso il giro tra le bancarelle e dopo l’acquisto di qualche souvenir da portare a casa prendiamo la direzione di via dei Calzaiuoli, la strada che collega la zona del Duomo a Piazza della Signoria. Lungo questa strada ci imbattiamo in tanti bei negozi molto raffinati e decidiamo di gustare subito una prelibatezza locale comprando dei cantuccini: squisiti, anche se un pò cari (3,40 € per 100 grammi). Lungo il tragitto ci tuffiamo nei vicoletti che si snodano lungo questa strada e così facendo scopriamo la chiesa di Orsanmichele (la visita è gratuita), piccola ma finemente costruita e per questo da non perdere. Dopo Orsanmichele giungiamo finalmente a Piazza della Signoria.

Il Palazzo Vecchio si staglia imponente su tutta la spianata dove si affollano turisti da ogni parte del mondo intenti a fotografare tutto il fotografabile che c’è in zona. Anche noi non esitiamo a tirar fuori la nostra macchina e ad immortalare il palazzo, la fontana con Nettuno e le stupende statue (soprattutto quella in bronzo di Ercole) che si trovano nella Loggia della Signoria, conosciuta anche come Loggia dei Lanzi, in riferimento ai Lanzichenecchi che qui si accamparono nel 1527 mentre erano diretti a Roma, o Loggia dell’Orcagna, per un’erronea attribuzione all’artista Andrea di Cione, soprannominato appunto Orcagna. Dopo aver scrutato per bene tutte le sculture della loggia ci incamminiamo verso gli Uffizi (che avremmo visitato il giorno seguente) e diamo un fugace sguardo al fiume Arno.

Lentamente torniamo a casa a piedi, il tragitto sembra lungo ma in 20 minuti siamo di nuovo in camera. Dopo una doccia rinfrescante e un pò di riposo, siamo di nuovo in strada: non possiamo perderci Firenze di sera!

Ceniamo velocemente in un fast food e poi di nuovo a piedi lungo le strade già percorse di giorno. Notiamo subito che di sera queste zone sono molto meno caotiche, i turisti e le bancarelle sono praticamente scomparse e le persone ne approfittano per una passeggiata o per mangiare un gelato (consiglio la gelateria Perseus, all’angolo tra via dei Calzaiuoli e Piazza della Signoria). Io e Alessia ci incamminiamo verso Ponte Vecchio e lungo il percorso ci fermiamo al mercato del Porcellino, chiamato così per il maialino bronzeo (in realtà è un cinghiale) che si trova al suo ingresso; dopo le foto di rito e la sfregatura porta fortuna al musetto del cinghiale, in pochi minuti siamo a Ponte Vecchio. Di sera, quello che praticamente è un borgo riservato a botteghe di orafi diventa una strada dove la gente si riunisce a bere una birra e ad ascoltare i tanti artisti di strada che fanno musica dinanzi alla statua di Benvenuto Cellini, il maestro orafo fiorentino per eccellenza.



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