Firenze – Capo Nord di la parte riguardante Danimarca, Svezia e Finlandia

Danimarca, Svezia e Finlandia, luoghi di passaggio verso Capo Nord. Natura e bellezze da riempirsi gli occhi...
 
Partenza il: 05/07/2009
Ritorno il: 08/08/2009
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Lunedì 13 luglio (da Lubecca in rotta verso la Scandinavia…)

Ci sentiamo come se il nostro viaggio cominciasse oggi. Linda è l’ultima amica che ci ospita in Germania e la settimana trascorsa qui è veramente volata. D’ora in avanti fino al nostro ritorno in terra teutonica ce la caveremo da soli. (Se volete potete leggere il diario della prima settimana di questo viaggio nella sezione Germania)

Solita mega-colazione con annesso stock di vivande, marmellate e altri generi di prima necessità che ci serviranno durante il nostro pellegrinaggio.

Meno di cento chilometri e siamo all’imbarco dei traghetti per la Danimarca. Giornata splendida e serena come non ne abbiamo mai avute finora. Il nostro ferry-boat è un gigantesco Giano bifronte. Nella mezz’ora di traversata troviamo il tempo di scambiare due chiacchiere con un paio di coppie di “anziani” coniugi liguri. Loro passeranno un paio di settimane in giro per la Danimarca. All’uscita dalla pancia della nave osservano la nostra auto stracarica e ci augurano buon viaggio.

Da queste parti per fortuna l’incontro con l’italiano medio si fa molto più difficile. In effetti queste sono zone che l’italiano medio difficilmente batte. Sbarchiamo a Rodby e da qui in poco più di un’ora arriviamo a Frederiksborg. (Copenhagen ce la lasciamo per il ritorno) Il castello e la natura intorno hanno un’aria molto…molto…insomma molto! Il cielo è sempre più blu e comincia a farsi più basso. (concetto che riprenderò più avanti). All’ingresso del castello ci accoglie un angelo biondo e riccio dalla pelle burrosa. Uno di quelli che di solito si sistema sull’albero di Natale in bella vista. Probabilmente la più incantevole ragazza vista durante tutto il viaggio. Le danesi si riveleranno le migliori. Mi dispiace, ma ho perso l’attimo giusto per scattarle una foto. Pensando alla ragazza (almeno io) ci perdiamo nelle infinite stanze del maniero. Ricordo un’enorme tavola imbandita… Peccato le vivande fossero di plastica. Sulla strada che ci porta all’imbarco di Helsingor c’è tempo per una sosta alla residenza estiva della regina (piccola residenza con piccolo parco…).

Arriviamo poi al castello di Amleto e da lì, oltre lo stretto di Oresund, già scorgiamo le coste della Svezia. Si comincia a respirare un’aria diversa…un’aria del nord… Mi piace. C’è tempo anche per un giro in paese per capire che i danesi non lavorano poi molto. Negozi aperti dalle dieci alle quattro del pomeriggio. Poi si va a bere birra. Altro traghetto di giornata per sbarcare in Svezia. Decidiamo di non fermarci a Helsingborg e prendiamo la direzione di Stoccolma. Sono circa le otto e c’è ancora tanta luce quando decidiamo di fermarci per cena. Il tempo di intaccare le nostre prime razioni in scatola e ripartiamo. Sono quasi le undici e il sole sta cominciando a scendere.

Poco prima di Granna decidiamo di fermarci a piantare la tenda in una splendida area di sosta di fronte a un grandissimo lago. Bagni puliti e perfino riscaldati. (Tanto da ustionarsi il sedere)

Il tramonto visto dalla nostra tenda è difficile da descrivere. Rosso, arancione, forse perfino un rosa pompelmo. Una giornata senza fine: la prima di una lunga serie. Martedì 14 luglio (Da candycity a Stoccolma) Non so a che ora si sia fatto giorno, ma credo molto presto. Siamo a due passi da Granna meglio conosciuta come candycity. Sono un appassionato di dolci, ma le caramelle non sono il mio forte. Una sosta però la merita questo piccolo paesino in cui più della metà dei negozi fabbricano e vendono caramelle. Potrei chiamarla anche la città degli Umpa-Lumpa visto che la maggior occupazione dei giovani abitanti ruota intorno al caramello, allo zucchero e a ogni tipo di chicca masticabile. Solo che mentre nella fabbrica di cioccolato sono tutti nani qui sono dei biondini di almeno un metro e ottanta. Credo che durante il periodo estivo molti ragazzi per arrotondare vengano in questo paesino a lavorare.

Non possiamo esimerci dall’entrare in tutti negozi e osservare la lavorazione di queste lunghe stecche di caramello dai diversi sapori. Purtroppo non si vede nessun Augustus Gloop o qualche “pampino” dalle sembianze simili da prendere in giro. La nostra auto si arricchisce di un piccolo carico di dolci e proseguiamo verso Stoccolma. Qui lungo le strade e autostrade più importanti corre anche una rete metallica. Pare che gli incidenti con gli alci siano la prima causa di morte per chi si mette al volante in Svezia. Noi mentre attendiamo di avvistare il primo ci accontentiamo dei cartelli. C’è tempo per una sosta a Vadstena, la città di Santa Brigida. Ė carina e verde e si affaccia anch’essa sull’immenso lago Vattern. Una piccola fortezza, la chiesa con i resti del monastero e qualche segno di passaggio dei pellegrini con la conchiglia di San Giacomo (Santiago). C’è ancora un po’ di cammino da fare e anche noi, come pellegrini, riprendiamo la nostra via. Guidando noto dei tir lunghissimi che non si vedono da nessun’altra parte. Il traffico si intensifica leggermente quando arriviamo alle porte di Stoccolma. E proprio in mezzo al traffico ricordo una telefonata di un mio caro amico che, ignaro del mio viaggio, mi chiede ironico in quale parte di mondo sia. In breve troviamo il nostro campeggio nel quale ci affidano una piccola casetta in legno con tavolo e ombrellone fuori. Non mi stupirei se da un momento all’altro spuntasse fuori l’orso Yogi (o Yoghi). Il nome del campeggio è Angby. Siamo a metà pomeriggio e c’è tempo per un bel sonno ristoratore a cui seguirà una cena a base di pasta (dopo tanto tempo…) Decidiamo poi che valga la pena fare un giro in città e godersi il lungo tramonto. Dal nostro campeggio alla metro sono 10 minuti a piedi attraverso un bosco fitto e denso, ma non esageriamo. Un quarto d’ora di metro e siamo in centro. Dieci anni sono passati da quando sono passato di qui l’ultima volta. Era l’ultimo anno di liceo ed ebbi il piacere di essere ospitato da un’avvenente vichinga di un metro e settanta… Non c’è il caos di una capitale e sarà anche perché sono già le dieci di sera e qui i ristoranti chiudono presto. Un po’ di gente in giro sì, ma molti turisti. Ci fermiamo a osservare i colori del cielo sul municipio di Stoccolma e mentre il sole scompare cominciamo a sentire il freddo della notte. (E con questo si chiude il breve angolo della poesia) Mercoledì 15 luglio (Stoccolma) Siamo a cinque minuti dal centro abitato, ma sembra un minicottage (molto mini) di alta montagna. Credo sia la prima volta da quando siam partiti che mi faccio il caffè. C’è il sole e come vestirsi è un dilemma. I jeans lunghi si riveleranno una scelta sbagliatissima chi mi costeranno un’intera giornata di sauna. Stoccolma è una città funzionale, ma io non mi sento di dire che sia bella. (Sarà l’abitudine alla mia Firenze?) Belli sono i canali, le vie d’acqua e il verde tutt’intorno. Innegabilmente belle sono le ragazze che lavorano allo Skansen, ma di questo parlerò tra poche righe. Sotto un sole incredibilmente cocente camminiamo a piedi lungo i canali per arrivare alla nostra prima tappa di oggi ovvero il vascello Vasa ovvero come trasformare una figuruccia di 400 anni fa in un museo che è uno degli orgogli di Svezia. La bellissima nave, tutta in legno e costata un occhio della testa, fu mal progettata e affondò nemmeno venti minuti dopo il suo varo. Finita nel fango è stata recuperata in tempi recenti e completamente ripulita. Immaginatevi il classico galeone dei pirati, ma solo un po’ più grande di quello playmobil. Verso l’ora di pranzo è il momento dello Skansen a cui accennavo poco sopra. Questo parco enorme è in fondo uno zoo allargato in cui convivono uomini e animali. Una parte infatti è dedicata a tutte le specie animali che popolano la Scandinavia e non solo, mentre un’altra è una riproduzione reale di com’era la Svezia di fine ‘800. Qui ci sono fabbriche, fattorie e vecchi negozi tra cui i più interessanti sono quelli mangerecci. Buonissimi i bomboloni con la marmellata di mirtilli. Potrebbe capitarvi di entrare in qualche vecchia casa e scoprire che dietro la crocchia e lo scialle si nasconde qualche bella figliuola. Purtroppo non ho le prove perché all’interno sono vietate le foto. All’esterno qualcuna ne ho fatta, ma come protete vedere trattasi di bellezza scandinava stagionata. Il caldo è torrido e ci cuociamo sotto un sole tropicale. I biondi svedesi stanno assumendo un colore rossastro da gamberi del mar Baltico. Quest’immagine ci fa venir fame e così ci mettiamo alla ricerca di un supermercato nel centro di Stoccolma. Usciti dalla metro vaghiamo disperati alla ricerca di cibo per poi scoprire, dopo un’ora, che il supermercato era davanti ai nostri occhi appena fuori dall’uscita della metro. Una scorta sufficiente per la serata. Arriviamo al campeggio e qui la gente fa il bagno nel piccolo lago. Sulla strada verso la nostra casina notiamo un camper a 5 stelle di un tedesco. Un mastodontico caravan di cui possiamo solo immaginare le meraviglie che avrà al suo interno. Poi sul fatto della praticità a guidarlo è un altro discorso. E intanto il sole è ancora alto…



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