Copenhagen, la città più felice del mondo

Capodanno nella capitale danese, considerata da molti sondaggi e classifiche, la città più felice del mondo
Scritto da: gianlu95
copenhagen, la città più felice del mondo
Partenza il: 29/12/2019
Ritorno il: 01/01/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Copenhagen è sempre stata nei nostri pensieri come città da visitare per chiudere (o quasi) la lista di Paesi del Nord Europa in cui siamo stati. Quale occasione migliore di poterci passare gli ultimi giorni dell’anno, un long weekend di quattro giorni in cui avremo anche la fortuna di vedere come all’estero festeggino questa data così importante?

GIORNO 1

La partenza è prevista per il giorno 29 dicembre alle ore 6:30 dall’aeroporto di Bergamo e in poco più di due ore arriviamo in perfetto orario a Copenhagen. L’aeroporto si trova a circa 15 km dal centro città e, quantomeno per l’andata, la soluzione più comoda è seguire le indicazioni che portano al binario del treno diretto verso la stazione centrale di Copenhagen (Kobenhavn H); questa è la soluzione diretta, altrimenti è anche possibile prendere la metro ma, per arrivare nello stessa stazione, bisogna fare un cambio di vettura. Il nostro hotel si trova a 5 minuti a piedi dalla stazione e si chiama Absalon Hotel, struttura molto bella e moderna, con un’ottima colazione sia dolce che salata e delle camere che, nonostante vengano definite dalla struttura “piccole” sono in realtà più spaziose del previsto. E’ giunta l’ora di cominciare ad esplorare questa città che in questo periodo dell’anno ha pochissime ore di luce e in quelle poche ore sembra di essere all’alba o al tramonto da quanto il sole sia basso; questo non ci scoraggia e per prima cosa decidiamo di entrare nel Christiansborg Slot, utilizzato sia dalla Famiglia Reale in alcune sue parti come residenza, sia come sede del Parlamento. La costruzione è molto imponente e austera, di un colore grigio scuro dato dalle pietre che ne compongono la facciata, mentre all’interno risulta essere molto meno austero e più gradevole alla vista, grazie alle bellissime decorazioni delle varie stanze; una curiosità: l’accesso è consentito solamente mediante l’utilizzo di calosce (tipo quelle che utilizzano gli addetti delle pulizie) per non sporcare l’interno. Apro una piccola parentesi: per risparmiare su mezzi pubblici e soprattutto visite, abbiamo ordinato online e fatto spedire comodamente a casa la Copenhagen Card, valida per 120h (5 giorni) al prezzo di 133€. Io la consiglio, specie nelle città più care d’Europa (e la capitale danese è universalmente riconosciuta come una delle meno abbordabili per il portafoglio), anche perchè permette di entrare in moltissime attrazioni solamente mostrandola all’ingresso. Terminata la visita, attaccata ad un’estremità del castello si apre la Stroget, ovvero un dedalo di vie pedonali che corrispondono alle nostre vie dei negozi/souvenir, dove potersi perdere per un’intero pomeriggio, entrando qua e là per soddisfare le esigenze di amici e parenti che sicuramente vorranno un regalo dai vostri viaggi. Qui si trova un ristorante danese molto carino, a prezzi modici e dal cibo veramente buono, ovvero il Jacobsen dove cominciamo ad apprezzare la cucina locale. Senza neanche accorgerci, ad un certo punto alla fine di una di queste vie si apre un’enorme piazza sulla quale si affaccia il Radhus, ovvero il Municipio della città, la cui imponente facciata di mattoni rossi risalta ancora di più nel buio delle 16 del pomeriggio! Sulla stessa piazza, vi è anche una famosissima attrazione, dove grandi e piccoli possono passare qualche ora di divertimento: Tivoli. Esso è un luna park di altri tempi, con le giostre di una volta, come ottovolanti, montagne russe, ecc in cui grazie alla card è possibile entrare solo una volta gratis. Noi non siamo saliti su nessuna attrazione, vuoi per le code interminabili, vuoi per un non ben precisato (almeno per noi possessori della card) meccanismo di “staccare” un certo numero di ticket per potervi accedere; non siamo comunque rimasti delusi nel non salire sulle attrazioni, perchè Tivoli tutto illuminato a festa, pieno di colori, di costruzioni stranissime come un tempio giapponese o un laghetto con le anatre, è davvero una cosa fantastica anche solo per gli occhi. La nostra prima giornata termina qui e dopo 10 minuti a piedi ritorniamo a riposare nel nostro hotel.

GIORNO 2

Il secondo giorno parte da un luogo molto particolare, un parco pubblico di nome Superkilen la cui particolarità è una collina da cui si dipanano delle righe bianche dal percorso irregolare che si allargano/stringono permettendo ai visitatori di fare delle foto artistiche degne di chi, per esempio, a Pisa provi a spingere o a non far cadere la Torre di Pisa semplicemente usando qualche trucchetto fotografico. In seguito ci dirigiamo verso il secondo (e non ultimo) castello di questa bellissima città, ovvero il Rosenborg Slot, costruito nel Rinascimento come residenza reale, oggi sede della Collezione Reale danese. L’esterno ricorda molto i castelli inglesi, mentre all’interno a farla da padrone sono i pavimenti in legno che “scricchiola” sotto i tuoi piedi; ogni re che vi ha soggiornato ha voluto costruire una nuova sala, un nuovo studio, insomma qualcosa per essere ricordato e infatti il percorso si snoda attraverso una successione di sale che prendono il nome dal loro committente. Un’altra parte bellissima della costruzione sono i suoi giardini, in cui in primavera (peccato non essere lì) fioriscono i Crochi, fiori dal color porpora/violaceo che creano un effetto spettacolare. Dopo esserci rifocillati da McDonald’s, proseguiamo le nostre visite con la Marmorkirken (o Frederikskirke), così chiamata perchè costruita in marmo e sormontata dalla cupola più grande di tutta la Scandinavia. Da qui raggiungiamo il cosiddetto Diamante Nero, ovvero la nuovissima e futuristica Biblioteca Reale, così chiamata perchè i vetri di cui è composta le donano una colorazione nera e la forma è più un parallelogramma che un rettangolo. In seguito ci dirigiamo verso il Nyhavn, una volta porto della città, oggi luogo dalla scenografia bellissima, fatto di casette colorate una a fianco all’altra, al cui interno sono presenti innumerevoli cafè e ristoranti. Una passeggiata di sera è d’obbligo! Per la cena, non ci fermiamo al Nyhavn, in quanto avevamo prenotato un tavolo al ristorante più antico di Copenhagen, il Det Lille Apotek (sempre nella Stroget), una ex farmacia che già nel Settecento era meta di poeti, scrittori e personaggi illustri che si fermavano a prendere un thè o a mangiare qualcosa; per quanto l’ambientazione sia davvero stupenda non mi sento di promuoverlo al 100% per via della cucina danese che ci ha lasciato sensazioni contrastanti, in quanto il loro piatto forte (un arrosto di maiale con verdure) era abbastanza asciutto per i nostri gusti. Vale comunque la pena provare la cucina locale, che comunque è più promossa che bocciata e farlo nel posto più antico della città ha un suo perchè. Chi legge i miei diari sa che vi è quasi sempre un momento in cui io sento il bisogno di andare allo stadio della città, da buon turista calciofilo, per aumentare la mia collezione di sciarpe e farmi fotografare davanti ad esso; qui non mi sono dimenticato di questa cosa, ma, avendo trovato la sciarpa in un negozio di articoli calcistici in pieno centro, e avendo poche ore di luce, piuttosto che andare allo stadio in un momento di buio ho preferito non andarci; per chi fosse interessato lo stadio si chiama Telia Parken e per raggiungerlo bisogna usare la metro sino alla stazione Trianglen St. e poi camminare circa 5 minuti.



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