Europa in camper

Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca on the road
Scritto da: formicama
europa in camper
Partenza il: 04/08/2016
Ritorno il: 23/08/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

4 agosto 2016 giov.

Avendo già visitato gran parte di europa, per il viaggio di quest’anno ho pensato di tornare a rivedere i luoghi in cui siamo stati il primo viaggio in camper fatto insieme a Marco, circa vent’anni fa, nel 1995, ovvero la Norvegia, aggiungendo, durante il percorso, altre mete che mi sono piaciute ed in cui sarei voluta tornare di altri viaggi, così ho man mano pianificato le tappe.

Il plan della partenza prevedeva come orario le 9.30, ma abbiamo dovuto caricare sul camper le ultime cose facendoci ritardare di un’ora. Prima destinazione impostata sul navigatore era Augusta, in Germania, perché su Autoroute, il software che usiamo per pianificare i viaggi, sembrava essere sulla strada più diretta per Berlino, prima importante meta delle nostre visite. Guardando invece lo stradario, mi sono resa conto che saremmo comunque passati da Monaco di Baviera. A questo punto abbiamo cambiato rotta inserendo Monaco, che mi piace molto e dove siamo già pratici, essendoci fermati anche lo scorso anno (ed un paio di altre volte).

Siamo tornati al campeggio Thalkirchen. Una volta entrati in città abbiamo seguito i cartelli, invece di dare ascolto al navigatore, ma siamo poi dovuti tornare indietro, perché sul percorso c’era un ponte con limite di 3t e noi siamo oltre, circa 3,5t.

Siamo entrati in campeggio verso le 17.30; abbiamo sistemato le ultime cose lasciate in sospeso al mattino e verso le 18.30 abbiamo preso al volo il bus che si ferma appena fuori dal cancello e conduce alla fermata del metrò. Qui, dopo aver tentato da soli di capire il tipo di biglietto da acquistare, abbiamo chiesto ad una ragazza e capito di dover prendere quello per la sola zona 1. Quattro biglietti sono costati più di 10€. Siamo scesi dopo 7 fermate, in Marienplatz, la piazza con il bellissimo Municipio, Neues Rathaus, in stile neogotico con la torre dell’orologio che contiene il più grande carillon della Germania.

Essendo presto, abbiamo percorso tutta la via pedonale Kaufingerstrasse, passando dalla Frauenkirche, la Cattedrale, ancora impachettata dopo un anno, e dalla St. Michael, la più grande chiesa rinascimentale a nord delle Alpi.

Lungo la via hanno disseminato aiuole fiorite, circondate da sedie, di cui ho ovviamente approfittato, avendo da poco tolto le stampelle, dopo una frattura al ginocchio di fine febbraio sulle piste da sci.

Benchè sapessimo di trovarla chiusa, data l’ora, siamo scesi verso la St. Johann Nepomuk, scovando angoli carini con ristorantini, tra cui uno in cui i tavoli sono circondati da piante, ma potrebbe essere quasi soffocante.

Per noi invece la meta fissa è da HB Hofbrauhaus, il gigante locale del noto birrificio. Abbiamo scelto il tavolone dove sederci, chiedendo ospitalità ad altri turisti, cercando di stare comunque vicino alla banda, che ogni tanto suona e intrattiene gli ospiti. Serve poi attirare l’attenzione del cameriere per riuscire ad ordinare. Purtroppo sono abbastanza lenti, ma ci sono ragazzi che passano con delle ceste piene di brezel da vendere ed abbiamo potuto placare così un po’ la fame. Un must, ovviamente, è il boccale da 1 lt di birra. Normalmente, dopo un po’ che l’alcool è entrato in circolo e le inibizioni cadono, si fa amicizia con chi si condivide il tavolo: nel nostro caso erano due ragazze ed un ragazzo, tutti brasiliani. Il ragazzo viaggia da solo ed ha incontrato le ragazze in aeroporto. Parla un ottimo inglese, ama viaggiare ed è molto loquace. Abbiamo fatto un po’ di brindisi insieme, poi è tornato a chiacchierare con le ragazze.

Proprio di fronte all’HB si trova l’Hard Rock Cafè. Lo scorso anno l’ho snobbato, ma questa volta sono caduta in tentazione, acquistando un nuovo modello di maglietta. Siamo tornati sulla bella piazza principale, ben illuminata, affascinante sia di giorno che di notte.

Purtroppo il carillon si anima solo poche volte al giorno, essenzialmente verso l’ora di pranzo, alle 11 e alle 12. Da qui abbiamo ripreso la metro e siamo scesi alla fermata Thalkirchen. La sera il pulman per il campeggio non passa, quindi bisogna proseguire a piedi. Lo scorso anno abbiamo percorso a ritroso la strada dell’andata, mentre questa volta siamo andati verso il fiume. Mentre stavamo superando il cancello è iniziato a piovigginare.

5 agosto 2016 ven.

Al nostro risveglio stava ancora piovendo, così ho posticipato la sveglia, nella speranza di una tregua, ma così non è stato. Una volta che ci siamo messi in moto, nel lasciare il campeggio, mi sono docciata con dell’acqua che cadeva dall’oblò in alto. Ci siamo quindi fermati ad asciugare, temendo potesse esserci qualche perdita, ma successivamente non è più capitato, benchè la pioggia abbia proseguito altre ore. Questa notte la finestra era rimasta aperta un centimetro e forse l’acqua è entrata da lì. L’idea era di fermarci a Norimberga, ma data la pioggia abbiamo preferito proseguire direttamente per Dresda. Verso l’ora di pranzo finalmente ha smesso di piovere e siamo arrivati in campeggio, Campingplatz Mockritz, verso le 17. Anche qui eravamo già stati, ma ormai 11 anni fa. Fuori dal campeggio c’è il bus, 66, che porta, in circa 8 fermate, alla stazione e da lì si prosegue a piedi per il centro. Non so se ci abbiano fregato in reception, ma ci hanno venduto, per 9€, il biglietto giornaliero, dicendo essere il più conveniente…

Si percorre la pedonale Prager Strasse, piena di negozi e di alcuni hotel.

Meta fondamentale è lo Zwinger, un capolavoro rococò, una piazza a giardino, racchiusa tra padiglioni e gallerie, davvero affascinante.

Appena oltre si trovano anche il teatro e la Frauenkirke, edificio di culto luterano con una bella cupola di pietra. Le loro facciate sono un po’ scurite dal tempo e necessiterebbero di un restauro, ma sono comunque estremamente interessanti.

Salendo alcuni scalini si arriva alla Bruhlsche Terrasse, con diversi locali da dove è possibile ammirare il paesaggio sul fiume Elba.

Siamo scesi verso Neumarkt, scovando un intrico di ristoranti, tutti affollati.

Io ero un po’ cotta, quindi abbiamo preferito tornare a fare cena in camper. Giunti alla fermata del bus, abbiamo letto che il n. 66 sarebbe passato da lì a 3 minuti, ma forse si sarebbe fermato a metà strada, cosa poi confermata dall’autista. Quello giusto sarebbe passato solo dopo un’ora e così abbiamo preso un taxi, al modico costo di 16€. Totale costo trasporti per visitare Dresda: 25€!



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