Crociera sul Nilo

Pasqua in Egitto tra relax e cultura alla scoperta di Luxor, Kom Ombo…
Scritto da: fpaesano
crociera sul nilo
Partenza il: 05/04/2012
Ritorno il: 12/04/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Il passaggio attraverso le chiuse di Esna è stata una bella esperienza. I venditori ci lanciavano le loro mercanzie sul ponte aspettando in cambio soldi o che rimpallassimo la roba. Eravamo tentati di comprare i vestiti egiziani per la serata tipica organizzata a bordo per domani sera, ma decidiamo che ci saranno altre e migliori occasioni.

Sabato 7 aprile

Sveglia alle 6, colazione e partenza per il tempio di Horus ad Edfu. Allo sbarco dalla motonave l’addetto ai filmati ci filma uno per uno. I filmati sono noiosissimi e agghiaccianti, e anche con tutta la buona volontà e spirito di beneficienza, uno non può sentirsi invogliato a comprarlo… Comunque ci assegnano al carretto numero 70, assieme ad una coppia di amiche olandesi, che si riveleranno essere le più simpatiche di tutta la comitiva. Pochi minuti di carretto e tanta favela dopo eccoci all’entrata del tempio di Horus. La distanza era decisamente breve e sicuramente percorribile a piedi, tanto è vero che alla biglietteria troviamo una famiglia che viaggia con noi già lì per i fatti propri. Pazienza, abbiamo imparato la lezione e decidiamo che, a parte Abu Simbel, le prossime escursioni ce le facciamo per i fatti nostri. Il tempio è decisamente stupendo, immenso e pieno di turisti. La guida, che spiega per ore soltanto in Olandese, incontra un suo amico guida che illustra il tempio a un gruppo di inglesi e ci rifila a lui. Sono decisamente più simpatici di noi comitiva olandese, tra di loro c’è una nonna giovane e carina in viaggio con la nipote insegnante di egittologia.

Finita la visita torniamo a bordo, non prima di aver comprato i vestiti per la serata egiziana (2 vestiti di cotone bianchi al prezzo di 3 euro l’uno) ed esserci abbondantemente irritati col cocchiere del carretto lurido e fetido, che a tutti costi vuole una mazzetta per sé e per il cavallo perché ci ha fatto una foto…

Pranziamo e passiamo il pomeriggio a oziare sul deck mentre navighiamo verso Aswan. Tè delle 16, piscina, e poi dopo cena, a base di pietanze egiziane, la serata tipica in costume locale. In realtà la festa nel lounge bar è piuttosto triste. Chiamano alcune delle vacanziere a ballare la danza del ventre sul palco e ci stupiamo della disinvoltura di tutte quante. Onde evitare il rischio di essere accalappiati, e ulteriore tristezza, ce ne torniamo sul deck a fare qualche foto e goderci il panorama della città illuminata. Poi solita birretta in compagnia della coppia Svezia-Olanda e nanna, come sempre svenendo. Abbiamo comprato l’escursione per Abu Simbel per domani (in pulman, 85 euro a testa). Sorprendentemente la partenza è comodamente alle 11.

Domenica 8 aprile 2012

E’ Pasqua e ci scambiamo gli auguri a vicenda durante la colazione. Prima della partenza stiamo un po’ sul deck, ma ad Aswan fa veramente tanto caldo. Alle 11 ci troviamo alla reception pronti per partire. Raccogliamo i lunch box e saliamo sul pulman. Effettivamente è tutto pieno come diceva la guida. Fa un caldo assassino, ma per fortuna sul pulman si sta bene. Ci fermiamo per un buon quarto d’ora davanti all’entrata dell’obelisco icompleto aspettando di essere scortati per percorrere il lungo tratto di torrido deserto da Aswan ad Abu Simbel. Visto quello che abbiamo pagato, la guida ci ha promesso che ci sarà ad aspettarci una guida che parla italiano o inglese. In effetti quando arriviamo intorno alle 14:30 c’è un signore magro, con enormi labbra e una buffa peseta pronto a raccontarci la storia del sito in italiano. Cominciamo dal tempio maggiore, dedicato a Ramsete II, che è veramente stupendo. La guida ci racconta due cose sul piazzale fuori – a quanto pare le guide non possono entrare all’interno del tempio – e ci dice di approfittarne ad entrare ora perché saremo da soli: tutti gli altri gruppi, compreso il nostro, ascoltano la predica della loro guida fuori dal tempio. Siamo soli, e la tentazione di scattare foto nonostante il cartello che lo vieta è forte, visto che oltretutto il guardiano non è dentro al tempio. Peccato che poi si avvicini e pretenda di vedere le foto della macchina fotografica di Fede. Lui dice che non funziona, non si accende, e il guardiano, imbranato qb non è in grado di spostare la levetta da on a off. Niente da fare, insiste e diventa aggressivo e minaccioso. Inizio a innervosirmi, usciamo dal tempio mentre il guardiano (finge?) chiama la polizia. Poi con abile mossa Fede estrae la memory card dalla macchina e me la passa. Io un po’ maldestramente me la infilo nel reggiseno ma un altro guardiano se ne accorge e riferisce. Chiediamo di chiamare la nostra guida e che chiariscano fra loro. Bene o male la cosa scema lì, ma mi sono presa un bello spauracchio e mi godo poco il resto della visita. Sconsigliamo di scattare foto dentro al tempio! Oppure date la solita mazzetta al guardiano e ve la farà scattare lui stesso…

Passiamo poi al tempio minore, dedicato ad Hathor e alla moglie di Ramsete II Nefertari, bellissimo anche questo. Ci dilunghiamo un po’ facendo foto all’esterno dei tempi, tanto che poi ci tocca correre a riprendere il pullman alle 16:30. Se ci lasciassero lì saremmo spacciati. Riprendiamo il lungo tragitto alla volta di Aswan. Torniamo a bordo verso le 8, cena, balli tradizionali in cui vengo trascinata (tremendamente tristi) e solita birretta sul deck. Ad Aswan fa veramente caldissimo, e anche la sera la brezza sembra uscire da un phon molto caldo.

Lunedì 9 aprile

Decidiamo di non comprare l’escursione di Aswan, che comprende la diga (da fuori), l’obelisco incompleto e il tempio di Philae. Costa 60 euro a cranio e non prevede niente che non possa essere fatto per conto proprio. Altra opzione il giardino botanico e un villaggio nubiano, al prezzo di 25 euro a testa. Decidiamo di andare al giardino botanico dall’altra parte del Nilo, ma per conto nostro. Cerchiamo un barcaiolo, ne troviamo uno che per la modica cifra di 12 euro in due ci porta fino al giardino botanico. Alla biglietteria inizialmente non vogliono soldi che non siano lire egiziane, ma poi con 4 dollari ci fanno entrare entrambi. Il giardino è carino, ci sono piante particolari, è fresco e tranquillo, e decisamente merita un giro. Il nostro barcaiolo ci aspetta fedelmente sulla sponda del fiume. Torniamo dopo un paio d’ore e ci accordiamo per un giro pomeridiano fino al villaggio nubiano, alla cifra di 15 euro in due. Torniamo a bordo per il pranzo e alle 14:30 incontriamo di nuovo il nostro caronte che ci traghetta, attraverso un paesaggio naturale bellissimo, al villaggio nubiano. Il villaggio in sé è abbastanza deludente, ma sarà anche che arriviamo nel pieno del caldo quando evidentemente tutti dormono, tranne i venditori dei banchetti di spezie e cianfrusaglie varie che costeggiano la strada principale. Facciamo un giro su e giù per la questa strada senza osare addentrarci troppo nel paese, entriamo in una casa nubiana con un grande cortile, una vecchia e due coccodrilli in una vasca, e torniamo alla barchetta. Rimontiamo sulla motonave per finire la giornata sul deck, e dopo cena ci uniamo al gruppo per andare al bazaar accompagnati da Abdu.



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