Bulgaria e Macedonia: avventura on the road

Viaggio con auto a noleggio nei Balcani sud-orientali, tra splendide città molto diverse fra loro e bellezze naturali
 
Partenza il: 16/04/2017
Ritorno il: 23/04/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

La genesi di questo viaggio risale alla fine del 2015, quando io e il mio amico Andrea abbiamo iniziato a pianificare un ipotetico viaggio itinerante nell’est Europa. La nostra idea iniziale era di andare in Georgia e Armenia, ma viste le difficoltà per il noleggio auto e la guida nelle repubbliche caucasiche, abbiamo infine optato per le più vicine Bulgaria e Macedonia. Si tratta di una parte del mondo che io non ho mai visto e da cui non avrei saputo cosa aspettarmi – condizioni necessarie e sufficienti per renderle interessanti.

Il viaggio è stato organizzato circa due mesi prima della partenza in un ristorante giapponese a Milano. Abbiamo scelto Sofia come nostra base, visto che è la città più comoda ed economica da raggiungere in aereo (€31,61 a persona a tratta con Ryanair da Milano Malpensa). Da lì per 5 giorni avremmo noleggiato un’auto, che a torta finita in totale è costata poco più di €300, con la quale avremmo girato per la Macedonia e per la Bulgaria occidentale. Le sistemazioni sono state tutte prenotate su Booking.com, ma avrò modo di parlarne man mano in questo diario di viaggio.

La Bulgaria fa parte dell’Unione Europea, ma non è Schengen, quindi in aeroporto si perderà un po’ di tempo per il controllo passaporti (ma a noi basta la carta d’identità). Anche per entrare in Macedonia è sufficiente il documento d’identità. Fatta questa promessa, procederò con la narrazione giorno per giorno della nostra avventura bulgaro-macedone!

DOMENICA 16 APRILE

Il nostro aereo Ryanair è partito da Malpensa alle 11:55 ed è atterrato puntuale a Sofia dopo due ore, alle 15 (in Bulgaria sono avanti di un’ora rispetto a noi). Per raggiungere il centro abbiamo preso la comodissima e nuovissima metropolitana di Sofia, la cui fermata Letište Sofija si trova appena fuori dall’aeroporto. Un singolo biglietto costa 1,60 lev (€0,80). La metropolitana viaggia un po’ più lentamente rispetto a quella di Milano a cui siamo abituati, e in 25 minuti raggiungiamo la stazione di Serdika, nel cuore della città, dove scendiamo. Percorriamo la lunga via pedonale Vitoša Boulevard, dominata dall’omonima montagna, poco dopo la fine della quale si trova il nostro appartamento, Anita Apartment, in una zona residenziale. Nonostante il vantaggioso prezzo di €25 in due per una notte, non ci sentiamo di consigliarlo, in quanto il letto è troppo scomodo per garantire il sonno.

Lasciate le nostre cose, ci siamo lanciati alla scoperta della capitale bulgara, nonostante il cielo minacciosamente coperto da nuvole pioggifere. Abbiamo ripercorso Vitoša Boulevard dal senso opposto, superando la stazione di Serdika, fino a raggiungere un punto particolare di Sofia. Da qui si possono infatti ammirare tre luoghi di culto delle tre grandi religioni monoteistiche: la chiesa di Santa Domenica (Sveta Nedelja), la moschea Banja Baši, e la sinagoga sefardita di Sofia. Siamo poi tornati indietro passeggiando tra le rovine dell’anfiteatro romano di Serdika, risalente ai secoli III e IV e ritrovato solo nel 2004 durante la costruzione della metropolitana di Sofia. Svoltando a sinistra si staglia davanti a noi l’imponente palazzo che ospitava la sede del partito comunista. Procedendo per la via sulla destra, Car Osvoboditel Boulevard, i palazzi in stile sovietico lasciano posto ad edifici di gusto mitteleuropeo, in mezzo ai quali troviamo la chiesa russa di San Nicola, con le sue cupole a cipolla dorate. Camminando ancora un po’ ci troviamo davanti l’edificio più iconico di Sofia: la cattedrale di Aleksandăr Nevski, costruita tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per ospitare fino a 10.000 fedeli.

Inizia a piovigginare, ma è ormai ora di cena, quindi ci rechiamo al ristorante Manastirska Magernica, altamente consigliato dalla Lonely Planet. La peculiarità di questo locale sta nel fatto che le ricette presenti nel suo enciclopedico menù provengono dagli archivi di vari monasteri in tutta la Bulgaria. Per meno di 50 lev (€25) a testa abbiamo preso formaggio di capra con miele, polpette di ortiche, due piatti principali a base di agnello (uno ai peperoni e uno alla menta) e due abbondanti porzioni di torta banica (la versione bulgara del galaktoboureko greco), il tutto accompagnato dall’ottima birra locale.

LUNEDÌ 17 APRILE

Ci rechiamo sul presto a Serdika per prendere la metropolitana che ci porterà in aeroporto, dove dovremo ritirare la nostra macchina a noleggio. Abbiamo prenotato una Škoda City Go con la Sixt, piccola ma più che degna del suo ruolo. Verso le 10:30 partiamo dal parcheggio dell’aeroporto, percorriamo le tangenziali est e sud di Sofia, imbocchiamo l’autostrada in direzione Kulata, usciamo prima di Blagoevgrad, e dopo alcune decine di chilometri fra strade di campagna e di montagna arriviamo alla nostra meta: il monastero di Rila. Si tratta di una delle più popolari attrazioni bulgare, tanto che è patrimonio UNESCO. È stato fondato nel X secolo da San Giovanni di Rila, ed è tuttora abitato da monaci. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare parcheggio proprio davanti alla struttura per la modica cifra di 4 lev. La perla del monastero è la chiesa, con i suoi bellissimi portici affrescati e i suoi interni dorati.

Ad un certo punto ci viene fame, e qui colgo l’occasione per soddisfare uno dei miei desideri per questo viaggio: pranzare in una tipica osteria di paese bulgara. Ad accontentarmi sarà il ridente villaggio di Kočerinovo, di 5.000 abitanti. Dietro alla fermata del bus nella piazza centrale si trova un locale dove i vecchierelli canuti e bianchi e le sciure pettegole del paese passano i loro pomeriggi. Ovviamente, non c’è nessuno in tutto il centro abitato che spiccichi una singola parola in inglese, ma ci siamo fatti capire comunque. Abbiamo mangiato kebapče (salsiccette) e kjufteta (polpette di carne) in grande quantità, concludendo con un’abbondante porzione di biskvitena torta (torta di biscotti, tipica bulgara), il tutto per 20,80 lev (€5 a testa).

Dopo aver salutato Kočerinovo e le sue amene campagne, ci siamo rimessi in viaggio verso il confine macedone in direzione Gjuševo. L’unico centro abitato di rilevanti dimensioni che abbiamo incontrato sulla strada è stato Kjustendil, posto dall’aspetto poco invitante con bambini che giocano in mezzo alla strada e le rive del fiume usate come discarica a cielo aperto. Abbiamo perso circa 45 minuti al confine, dove le guardie ci hanno meticolosamente controllato documenti e macchina (i controlli si sono intensificati quando la guardia macedone ha visto che Andrea è cittadino greco, popolo inviso ai macedoni). Notiamo subito l’abissale differenza tra le strade bulgare, nuove e finanziate dall’Unione Europea, e quelle macedoni, decisamente più strette e tortuose. Altra differenza sta nel fatto che in ogni dove in Macedonia sono presenti bandiere macedoni, che siano issate su enormi pali, poste nei giardini delle case o sui tetti degli edifici. La bandiera macedone sarà una presenza costante durante il nostro soggiorno in Macedonia e la vedremo in ogni forma, in centro a Skopje c’è persino uno schermo su un edificio che proietta incessantemente una presentazione PowerPoint della stessa bandiera macedone, con ogni effetto possibile!

Guarda la gallery
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Antico teatro romano, Plovdiv

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Volte affrescate, monastero di Rila

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Cattedrale di Aleksandăr Nevski, Sofia

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Piazza Macedonia, Skopje

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Chiesa di San Giovanni a Kaneo, Ocrida



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