Cavalcata Turca

Viaggio in moto attraverso la Turchia (con esclusione della costa mediterranea)
 
Partenza il: 02/08/2019
Ritorno il: 27/08/2019
Viaggiatori: 2

Quest’anno, dopo vari ripensamenti, abbiamo deciso di visitare la Turchia.

Per me che scrivo è la prima volta in assoluto che metto piede in questo paese, per mio marito è un ritorno dopo molti anni. Altra decisione che prendiamo, vista la situazione politica interna ed esterna (curdi, Siria-Iraq ecc..) è quella di aggregarci ad un gruppo, organizzato tramite associazione motociclistica. Alla fine, il viaggio sarà di 9.300 km circa, molto bello ed un po’ anche stancante, con una escursione termica abbastanza pronunciata (di giorno si è andati dai 12 ai 45 gradi circa a seconda delle zone). L’unica parte del Paese non toccata dal viaggio è stata quella delle coste mediterranee, ottima scusa per noi per programmare un viaggio in futuro.

Partenza! Ecco le nostre tappe:

2/8 – Il tour ufficialmente inizierà il 3, ma l’appuntamento con gli altri partecipanti è a Nova Gorica (Slovenia) in mattinata per cui partiamo il giorno precedente con tutta calma da Bologna. Il meteo inizialmente è buono, verso Venezia però cambia tutto e ci troviamo costretti ad indossare gli indumenti anti pioggia causa una perturbazione che interessa praticamente tutto il nord est. Quando infine raggiungiamo Nova Gorica la pioggia è cessata e anzi fa abbastanza caldo. L’hotel che abbiamo scelto è l’Hotel Lipa, dove troviamo come ospiti altri 3 partecipanti al viaggio, con cui poi la sera andiamo a mangiare una pizza presso l’unico locale aperto della zona.

3/8 – Dopo l’incontro di tutti i partecipanti, ci si è messi in moto per iniziare la prima giornata di trasferimento, tutta autostradale, con attraversamento della Slovenia, del Nord della Croazia e della prima frontiera problematica (per il traffico), quella fra Croazia e Serbia. Infatti la strada che stiamo facendo è quella percorsa da migliaia di auto provenienti dalla Germania (soprattutto) ma anche Austria, Francia ecc…, guidate da Turchi emigrati in Europa che vanno a passare le ferie nel Paese d’origine. Superato questo primo scoglio, procediamo fino a Belgrado, dove pernottiamo all’Holiday Inn, bell’albergo moderno e confortevole, purtroppo in periferia per cui non abbiamo la possibilità di una passeggiata serale per il centro (a meno di riprendere la moto, ma chi ne ha voglia dopo una tappa di oltre 600 km!!).

4/8 – Altra giornata di trasferimento da Belgrado a Sofia, anche questa con frontiera trafficata. Essendo comunque una tappa più breve di quella di ieri, quando arriviamo al nostro hotel (Festa Hotel, anche questo confortevole) abbiamo il tempo di fare una doccia, cambiarci e in taxi farci portare in centro, dove abbiamo la possibilità di entrare nella Cattedrale Aleksandr Nevski e poi una rilassante passeggiata nei dintorni, con relativa birra in compagnia.

5/8 – Altro trasferimento con attraversamento della Bulgaria, ma infine arriviamo alla meta del viaggio, la Turchia, anche se prima occorre attraversare la frontiera (solite code allucinanti che noi un po’ saltiamo essendo in moto) e poi mettersi alla ricerca del mitico “telepass” necessario per percorrere le autostrade turche (che infatti non hanno caselli ma solo portali dedicati – senza sbarre – attraversabili tramite tale “telepass”). Il problema è che quello adatto alle moto non è facilmente reperibile come quello per le auto, comunque dopo vari tentativi alla fine ci riusciamo, pagando se non erro € 40, sufficienti per il tragitto autostradale che percorreremo in Turchia. A breve comunque arriviamo alla nostra prima tappa, la città di Edirne, dove alloggiamo presso l’hotel Kalevera, più modesto degli altri ma posizionato abbastanza vicino al centro e alla Moschea di Solimano, il più interessante monumento della città che è anche nella lista del Patrimonio Unesco. Una volta rinfrescati ci muoviamo subito per andare a visitarla, è veramente imponente, e sorpresa anche noi non credenti, una volta tolte le scarpe, possiamo entrare e andare ovunque (non ci sono zone proibite come in altre moschee). Una volta usciti ed arrivata l’ora di cena, ci rechiamo nel centro storico adiacente e con alcuni altri partecipanti cerchiamo un locale dove mangiare (qui la cena non è compresa nella quota). A chi piace il fegato, faccio presente che la specialità del luogo è proprio tale alimento, che io però detesto, ma chi l’ha preso ha detto che è delizioso. Infatti per il locale i camerieri giravano solo con piatti pieni di tale pietanza. Un’altra caratteristica di tale città è che dopo il tramonto si è assaliti da nugoli di zanzare inferocite. Prima di andare a dormire, siamo andati quasi tutti in birreria (come vedremo anche in seguito, bere una birra non sempre sarà possibile, occorre essere in luoghi abbastanza lontani da una moschea).

6/8 – Lunga tappa oggi, quasi 700 km per arrivare ad Ankara, la capitale. Gli altri giorni c’erano da attraversare le frontiere, oggi il problema è attraversare Istanbul facendo estrema attenzione al traffico (allucinante, peggio direi di aver visto Il Cairo parecchi anni fa). Percorrendo l’autostrada che l’attraversa, si può vedere come sia una città in espansione, con grattacieli che spuntano come funghi e cantieri dappertutto. Visiteremo Istanbul al ritorno, oggi dobbiamo procedere. Presa l’autostrada per Ankara, cominciamo a salire sull’altopiano anatolico, che presenta paesaggi brulli e una temperatura tutto sommato accettabile. Arrivati nella capitale, ci si accorge subito che è una città sorta dal nulla o quasi (prima che Ataturk la scegliesse come capitale, era una cittadina piccola ed insignificante). L’albergo è il Crown Plaza, molto bello e vicino ad un enorme centro commerciale.

7/8 – Oggi giornata piena, dapprima con una visita ad Ankara, che è moderna ma presenta alcuni siti interessanti, come la cittadella circondata da mura che dall’alto di un colle domina la città, e il mausoleo di Ataturk, il padre della patria. Ci sarebbe anche il museo delle civiltà anatoliche, ma per mancanza di tempo non abbiamo potuto visitarlo. Il mausoleo è imponente e faraonico, e ad ogni ora si può assistere ad un pittoresco cambio della guardia. Lasciata Ankara, oggi percorriamo una breve tappa di circa 200 km per raggiungere il villaggio di Bogazkale, vicino al sito archeologico di Hattusa. Qui ci fermiamo all’hotel Asikoglu (leggendo le recensioni successivamente, abbiamo visto che non sono buonissime, noi non ci siamo trovati male, a parte la “rapina” di € 15 a testa per portarci a vedere il sito, in un carrozzone trainato da un trattore). Infatti, se si ha un mezzo proprio si può visitare autonomamente, visto che c’è una strada asfaltata che si inerpica sulla collina e passa vicino a tutti i punti più interessanti. La capitale dell’antico regno hittita ebbe il suo periodo di maggiore splendore attorno al XIV-XIII sec. A.C., e fra i resti meglio conservati abbiamo la Porta dei Leoni e la cittadella fortificata. Poco distante da Hattusa vi è Yasilikaya, principale luogo di culto hittita, ricavato da una fenditura della roccia e ricco di bellissimi bassorilievi.



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