Arcipelago delle Azzorre, isole incantate sospese tra Europa e America

Molto mare, poca terra. Azzurro e verde a perdita d'occhio. Un clima di eterna primavera ed estati non afose. L'isolamento le ha rese originali e ognuna è diversa dall'altra. Sono la meta ideale per chi ama la natura selvaggia
Scritto da: curiosona
arcipelago delle azzorre, isole incantate sospese tra europa e america
Partenza il: 17/10/2017
Ritorno il: 30/10/2017
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Le isole Azzorre, immerse al largo dell’Oceano Atlantico di fronte al Portogallo a 1800 km dal Continente Americano e a 1450 km dall’Europa, sono la nostra meta di viaggio all’insegna della natura selvaggia, falesie, crateri, cascate e spiagge di sabbia scura. Sono note per il famoso “anticiclone delle Azzorre” spesso citato nelle previsioni meteo e hanno un clima mite tutto l’anno. Faremo un itinerario di massima nell’arcipelago composto da nove isole di origine vulcanica per visitare soltanto quelle che incontrano il nostro gusto.

L’arcipelago costituisce uno degli angoli più remoti e meno conosciuti di tutta l’Europa. Le isole Azzorre con Madeira, Canarie e Capo Verde costituiscono la regione geografica della Macaronésia, che significa “Isole beate” o “Isole fortunate”, così chiamate perché situate oltre lo stretto di Gibilterra. Alcuni ritenevano che fossero “fortunate” perché le divinità accoglievano qui gli eroi con capacità eccezionali. Per qualcuno sono un residuo dell’antico e mitico continente di Atlantide. Infatti, tra l’isola di Terceira e quella di S. Miguel, sul fondo dell’Atlantico, sommersa dalla sabbia, è stata trovata nel 2013 una Piramide alta 60 metri a pianta quadrata, traccia di una civiltà antecedente alla scoperta delle isole. In realtà si tratta di terre di recente formazione, catapultate in superficie da un’intensa attività vulcanica sottomarina. La loro natura vulcanica è evidente un po’ ovunque: dalla soffice sabbia scura delle spiagge alle innumerevoli colate di lava, dai crateri ai laghi, dai geyser alle sorgenti termali. Tutti elementi questi, che determinano l’aspetto ambientale e paesaggistico dell’arcipelago. Scoperte nel 1427, le Azzorre hanno sempre vissuto una vita tranquilla e appartata, lontano dagli eventi del mondo, conservando intatte nel tempo le vecchie abitudini e le tradizioni del passato, anche se ha ospitato la flotta di Cristoforo Colombo di ritorno dal suo primo viaggio in America.

L’abbondanza di pioggia dovuta alla formazione degli anticicloni, un clima di eterna primavera con temperature che oscillano perennemente tra i 14 ed i 23 gradi e un suolo estremamente fertile hanno fatto di queste isole un giardino botanico a cielo aperto. La vegetazione ha una densità decisamente tropicale, come attesta l’abbondanza di fiori selvatici che spesso offrono immensi tappeti di ortensie, azalee, camelie, ibischi, magnolie. Piccoli paradisi naturali circondati dall’oceano.

Visitare questo arcipelago non è semplicissimo. Per arrivare alle Azzorre la maggior parte dei voli parte dall’aeroporto di Lisbona o da Porto. L’attesa della coincidenza è però lunga e noi scegliamo la più breve, anche se la partenza è all’alba: h 6,30 da Milano Malpensa. Due ore di volo da Lisbona e atterriamo a Sao Miguel, la più estesa delle nove isole, l’unica con l’aeroporto internazionale e prima tappa del nostro viaggio. Ritiriamo l’auto all’aeroporto. Alloggeremo in un residence affacciato sull’oceano a Sao Roque sulla costa sud al centro dell’isola e in posizione strategica per girare comodamente nei quattro giorni della nostra permanenza. Siamo una coppia e un nostro cugino e quindi per stare insieme abbiamo scelto case in affitto o residence.

Nel pomeriggio visitiamo Ponta Delgada, la città più grande dell’arcipelago e capitale, dove ci si imbatte in numerose testimonianze architettoniche del periodo dal XVI al XIX secolo. Tre grandi arcate del 1783 segnano l’ingresso in città. Il piccolo centro storico è molto bello, con stradine acciottolate e un’ampia zona pedonale che dal mare sale verso l’interno. Le case sono in stile lusitano classico, prevale il bianco con profili neri intorno a porte e finestre. La piazza principale si affaccia imponente sulla grande baia e sul nuovo porto moderno. Negozi, locali e uffici turistici completano il quadro del porto. Visitiamo la chiesa gotica di Sao Sebastiao del XVI secolo, la cui facciata è in stile portoghese manuelino. A protezione dalle invasione dei pirati entriamo nella più grande fortezza dell’isola, Sao Bras, oggi quartier generale delle forze militari delle Azzorre e visitiamo il suo Museo. In serata ceniamo a base di pesce in un posticino molto piacevole sul porto.

Il 18 ottobre andiamo verso ovest diretti a Ponta da Ferraria, una spa a cielo aperto frequentata sin dal XV secolo, dove è possibile fare un bagno terapeutico anche ai giorni nostri. I punti dove fare il bagno nell’oceano sono chiamate piscine naturali (piscinas) perché le formazioni di roccia lavica formano delle aree protette dalle onde, che peraltro a volte superano la protezione entrando nella piscina creando l’effetto di una piscina con le onde L’acqua vulcanica emerge in superficie e si mischia con quella dell’oceano. Ci cambiamo negli spogliatoi sulla riva e scendiamo nella piscina dalla scaletta predisposta. L’acqua è nera a causa delle rocce laviche sul fondo e tutt’intorno. Alcune corde sono tese sull’acqua e ci si aggrappa volentieri come scimmie perché le onde dell’oceano entrando nella “piscina” ci travolgono e si mischiano all’acqua sorgiva termale calda, col risultato che facciamo il bagno in acqua tiepida molto piacevole e tonificante. Usciamo dall’acqua frastornati, ma molto rilassati. Ci rivestiamo e proseguiamo il nostro itinerario.

Arriviamo alla Caldeira das Sete Cidates, un cratere con due laghi, uno verde e l’altro azzurro, separati da un ponte ad archi, circondati da una vegetazione lussureggiante, dalla quale spiccano le case bianche del villaggio di Sete Cidades. Il posto è bellissimo ricco di miti e leggende che riguardano la sua forma a clessidra. Una leggenda popolare racconta la storia di una bellissima ragazza, promessa sposa di un principe, che s’innamora di un contadino di Sao Miguel. La ragazza però è destinata a sposare il principe per volere del padre. La notte prima delle nozze, la ragazza saluta il suo amato per l’ultima volta. I due si stringono in un forte abbraccio versando un mare di lacrime. Le lacrime versate formeranno i due laghi: azzurro come gli occhi della giovane e verde come gli occhi del ragazzo. Saranno così vicini per sempre ma divisi dal ponte. C’è solo silenzio tutto intorno.

La bellezza della Caldeira si ammira dal belvedere Vista do Rei che raggiungiamo percorrendo una strada tra pascoli, cespugli di ortensie e boschi di cedri per scattare foto memorabili dal punto più famoso dell’isola. E’ il luogo che ci ha colpito di più: incantevole e romantico, scenario di un film epico, incantati davanti a questo scenario naturale. A bordo in un’auto abbiamo percorso le vie dei laghi fermandoci lungo le strade ad ammirare panorami mozzafiato. Durante il girovagare passiamo davanti al lago di Santiago incastonato nel verde, le cui acque sono color smeraldo. La sera ceniamo in un locale vicino al nostro residence con pesce grigliato a volontà.



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