Alla scoperta di Berlino

Nella capitale tedesca tra piazze, musei e parchi, poi un salto fuori città
Scritto da: apeandrea
alla scoperta di berlino
Partenza il: 16/07/2012
Ritorno il: 27/07/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €
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Berlino è strana, economica, spiazzante e ricostruita. E’ elegante come una donna che si è vestita per un appuntamento galante ma (a volte) ha un decolleté troppo accentuato che finisce per oscurarne un po’ la visione d’insieme.

Ha un grande pregio, l’essere tedesca, precisa e puntuale. Se i tedeschi decidono qualcosa lo fanno e di solito lo fanno bene. Ad esempio, entrando nei suoi musei ci è capitato spesso di chiederci perché noi italiani non diamo in gestione i nostri monumenti ai berlinesi. Ne hanno pochi, spesso quasi completamente ricostruiti ma li sanno valorizzare come pochi altri.

Continuando nelle considerazioni generali la cosa che più ci ha stupito è che non c’è molto verde in città, soprattutto nelle zone più moderne in cui ci sono spesso “buchi” metropolitani cioè spazi liberi non edificati, specialmente vicino ai grattacieli. Altri spazi liberi si vedono sui lati dei palazzi, quelli senza finestre che in Italia sono tinteggiati e li (almeno nelle parti basse) sono quasi tutti graffittati.

La sua modernità è un’armonia in cui il grattacielo non stride con la costruzione a fianco (o a volte sotto) ma è spesso indifferente e poco poliglotta (nemmeno nei musei tutti sanno l’inglese).

Parlando della mentalità e della cultura locale abbiamo dedotto che hanno una grandissima libertà che si vede ogni giorno nelle cose più disparate, da quella sessuale (gay, lesbiche e travestiti si incontrano senza cercarli) a quella nel look (non è raro vedere gente vestita bene con i pantaloni rivoltati in su al posto dell’orlo) passando per quella espressiva (anche troppa in alcuni quartieri).

Albergo

Noi siamo stati al Mercure hotel Berlin Mitte. Ci è costato intorno ai 550 euro per 11 notti con colazione inclusa. L’albergo è pulito, carino, attaccato ad una fermata della U-bahn (metro) Gleisderek e la colazione (poco dolce) è ricca. La pulizia è ottima così come il servizio. Internet a pagamento decisamente caro se si usa la loro postazione.

Non è al centro (se cercate un punto strategico vi consiglio lo zoo, postamer plaz o Alexander plaz) ma è sulla linea metro che tocca i punti strategici citati prima.

Cibo

I principali posti dove mangiare chiudono presto (intorno alle 20) ma c’è sempre un’opzione di riserva a cui noi abbiamo attinto abbondantemente: i kebap (e le falafel) e gli spaghetti degli asiatici (che trovate nella metro o nei ristoranti della stazione metro in Alexander plaz). Al ristorante siamo andati solo da romantica dalle parti di alexandeplaz (non male a prezzi popolari, pizze dai 7 euro senza coperto) e in una pizzeria vicino alla topografia del terrore (pizze più economiche).

Spostamenti

Noi abbiamo usato prevalentemente la metro ed il treno. Entrambi comodi, sicuri e molto frequenti (10-20 minuti tra un passaggio e l’altro al massimo). Un giro sui bus lo consiglierei, si vede la città dalla superficie e si apprezzano di più alcune peculiarità. Purtroppo noi non abbiamo trovato la mappa dei mezzi di superficie ed abbiamo preso il bus solo in un paio di occasioni. Le linee 100 e 200 fanno un giro molto panoramico e partono dallo zoo.

Verde

E’ forse la nota più dolente del nostro viaggio in città. Ci è mancato un posto dove star tranquilli un’oretta per pranzo o riposare un attimo. A parte il Tiergarten in cui abbiamo visto leprotti, scoiattoli ma anche topi vivi e morti oltre ai nudisti (in una zona sola e limitata). Spesso il parco del Tiergarden è usato per manifestazioni e feste (ma noi non abbiamo avuto questa fortuna). Nel parco che ha il verde più curato della città c’è un po’ di tutto, dal monumento alla vittoria, al memoriale alle vittime omosessuali del fascismo, al monumento al comunismo, alle statue dei più grandi compositori tedeschi. Ha angoli carini ed il fiume che lo attraversa lo rende particolarmente piacevole. Il resto del verde pubblico che abbiamo visto era poco curato (erba alta oltre i 20 cm, sottobosco e a volte rovi).

Non avendo trovato il verde in città siamo andati a cercarcelo fuori. A Grunewald abbiamo trovato la foresta ed apprezzato le passeggiate nel verde tra gli alberi e progetti non comuni (una spiaggia, una collina di sabbia e anche qui i nudisti). Al giardino botanico di Dahlem (a pagamento) abbiamo visto una quantità e qualità di piante fuori dal comune e prati all’inglese oltre che alla tedesca. Al Garten del Wein (giardini del mondo) abbiamo apprezzato la ricostruzione dei giardini tipici di varie parti del mondo (Italia, giappone, korea, cina, bali, oriente…)

Fuori città

Le nostre gite fuori Berlino sono state a Potsdam per vedere il castello di Sans Souci. Consigliato, meglio se avete almeno una giornata intera da trascorrervi tra il parco, il castello (9 sale, patrimonio unesco) e le cose collegate ad esso come l’orangerie (begli interni, torre senza particolari viste), nuovi appartamenti (spogli ma molto ben conservati), bildengallerie (una delle prime gallerie d’arte al mondo, bella), le cucine (carine), le terme (ora chiuse per restauro), il padiglione cinese (con le porcellane cinesi, bello da fuori, noi non abbiamo fatto in tempo ad entrare). Biglietto a parte per il neue palais che è forse ancor più grande del castello come insieme di edifici e che ora ospita la mostra Frederisko (non l’abbiamo visitato dentro). La visita non è compresa in nessuna card ed è abbastanza cara ma il prezzo varia a seconda di cosa si vuol vedere. Solo il castello forse è un po’ poco per capire l’essenza del luogo. Il parco è libero e frequentato (noi siamo stati li fin verso le 20).

Alla foresta di Grunewald (già citata nel verde) siamo andati un paio di volte a passeggiare e ci è piaciuta molto soprattutto nei sentieri meno battuti in cui comunque c’era gente. Se vi aspettate una passeggiata in pianura sotto gli alberi è il posto ideale.

All’isola dei pavoni siamo andati a trascorrere l’ultima giornata prima del ritorno in Italia. Ci si arriva con il bus (indicazioni sulla guida welcome card) in zona C e si prende il traghetto (3 euro a testa) per accedere all’isola (patrimonio unesco). E’ bello gironzolare nel fresco tra i pavoni ed il verde curato come in un parco.

Musei

Se volete visitare i musei armatevi di tanta programmazione e scarpe comode. I musei sono tanti e sulle cose più disparate. Purtroppo a parte qualche rara eccezione non hanno giorni di aperture gratuite e quindi le visite possono essere dispendiose a meno che non si faccia come noi la museum card che vale al massimo tre giorni e permette di accedere a una cinquantina di musei gratuitamente. La welcome card da diritto solo a riduzione sugli ingressi ma ha compresi i trasporti. Ci sono poi carte alternative che noi abbiamo giudicato meno convenienti per il nostro uso.

Occhio ai giorni di chiusura perché a parte il lunedì in cui sono quasi tutti chiusi a volte chiudono anche altri giorni (es bahuaus e berlinische galerie il martedì).

In quasi tutti i musei quando ci sono le scale vanno percorse a piedi e non ci sono gli ascensori.

Questi sono i ricordi dei musei che abbiamo visitato:

Deutsche Guggenheim Berlin: è una stanza sola in cui c’era una temporanea, gratis il lunedì, se siete in zona fateci un salto ma non la programmerei come una visita da fare assolutamente (se gratis e in zona si).

Gemaldegalerie: è uno dei musei più importanti di Berlino anche se le guide gli danno poco peso, probabilmente perché fuori dall’isola (è nel polo del kulturforum, poco oltre potsdamer platz). E’ compreso nella museum pass e merita un paio d’ore di visita, al suo interno ci sono alcuni dei più bei quadri custoditi a Berlino. Nella stessa struttura ci sono un altro paio di musei che non abbiamo visitato.

Neue nationalgalerie: museo d’arte moderna con una struttura in vetro in superficie in realtà si sviluppa quasi interamente sotto terra. Bello anche per chi come noi non ama particolarmente il genere ha opere di Warol, de Chirico… Molto bello curiosare tra i quadernetti dei ragazzi che riproducono le opere d’arte seduti davanti alle stesse. E’ compreso nella museum card ed è parte del kulturforum come la gemalde gallerie

Judisches Museum Berlin è il museo giudaico (da non confondere con il museo della sinagoga) ed è compreso nella museum pass. E’ costituito da due strutture, una classica e una ultramoderna (che viene spesso citata come un capolavoro). Al suo interno si trova un po’ di documentazione sugli ebrei ed una autocelebrazione degli ebrei tedeschi. La parte dedicata allo sterminio non è estesa come mi aspettavo ma è anche vero che a Berlino è difficile incontrare la storia del nazismo perché è stata quasi completamente eliminata. Una gran delusione quando ad un quarto d’ora dalla chiusura hanno iniziato a staccare i biglietti dei desideri dei visitatori dalle installazioni e ci hanno fatto uscire impedendoci di vedere anche solo passando il resto del museo (per fortuna il nostro percorso era quasi finito).

Museo della tecnica: bello e vario. Richiede un sacco di tempo per una visita completa ma copre davvero tutta la storia della tecnica moderna con aerei, navi, treni, macchine, computer, fotografia, chimica e chi più ne ha più ne metta. Compreso nella museum pass, consigliatissimo se si ha tempo.

Museum fur Naturkunde: famoso per i suoi scheletri di dinosauri non ha molto altro (a parte gli animali impagliati ed un po’ di scheletri vari di animali, non è il mio genere). Mi ha un po’ deluso ma so normalmente non è così per i visitatori. Anch’esso compreso nella museum pass.

Hamburger ostbahnhof: museo di arte contemporanea che non ci è piaciuto, troppo sperimentale e poco accessibile a chi non usa sovrastrutture mentali per giustificare un’opera d’arte.

Isola dei musei: è composta da 5 musei compresi nella museum pass e che il giovedì sono aperti con orario variabile fino alle 22 (alcuni chiudono prima). L’Altes museum costruito da Schinkel è una costruzione molto scenografica che conserva una collezione di reperti egiziani e persiani, statue romane ed una sala circolare molto bella (non accessibile ma visibile dall’esterno). E’ una preziosa risorsa per chi ama l’epoca antica come il neues museum che secondo me va visitato insieme all’altes e custodisce reperti antichi tra cui quelli egizi (a livello della sala di Dante Ferretti al museo egizio di Torino o quasi) ed il busto di nefertiti (non fotografabile). Il Pergamon museum è il più famoso e pubblicizzato. Al suo interno ci sono alcuni ricostruzioni molto scenografiche come l’altare di pergamo, il mercato e la porta di mileto. E’ uno dei più importanti musei archeologici al mondo ma non essendo fan del periodo storico e vedendo tutte le cose ricostruite (con pochi pezzi originali) abbiamo avuto l’idea di essere in un plastico di Vespa più che in un’opera d’arte. Il Bode museum invece ha una serie di sculture e opere d’arte di varie epoche (prevalentemente bizantine). E’ un po’ incasinato da visitare ma ci è piaciuto più del pergamon anche perché c’era poca gente. Uscendo il ricordo principale è quello di una statua di Canova e di una madonna che piange davvero realistica. Per finire, l’alte National gallery che ospita una delle più importanti collezioni tedesche di pittura dell’Ottocento e comprende opere di Friedrich, Menzel, Manet, Monet, Renoir e Rodin (il solito pensatore, quanti ne ha fatti?!?).

Stasi ho ancora il dubbio se quello che abbiamo visto sia il museo o una piccola esposizione illustrativa (era nella strada che dalla topografia del terrore arriva al check point charlie). E’ costituito da un paio di stanze ricche di informazioni e curiosità su ciò che era la stasi. Molto ben fatto il libretto (anche in italiano) in cui spiegano i metodi utilizzati e qualche storia di persona comune che ha avuto a che fare con la stasi da controllato.

Topografia del terrore: vista sia la parte esterna (minimale rispetto all’interno) che l’interno con i suoi pannelli esplicativi in inglese e tedesco. Una delle poche testimonianze dell’epoca nazista ha di fronte ha un pezzo del muro di Berlino che dà un sapore diverso al tutto e forse ne smorza la potenzialità.

Charlottemburg: il martedì l’ala nuova è chiusa e l’ala vecchia non ci ha entusiasmato come ci aspettavamo anzi, ne siamo usciti piuttosto delusi (3 euro il ticket per le foto che non merita e 9 euro l’ingresso ridotto). Belli i giardini in stile francese.

East side gallery: è il pezzo di muro di Berlino più lungo ancora in piedi e con i suoi oltre due chilometri di graffiti è stato trasformato da strumento di oppressione ad una bella opera d’arte all’aperto. Qui come alla topografia del terrore ci siamo fatti accarezzare dall’idea che è difficile vivere vedendo cosa c’è dall’altra parte sapendo che li non si può andare.

Altro da vedere:

Il Deutscher Dom (da non confondere con il Berliner Dom accanto all’isola dei musei) è uno dei tre edifici della piazza Gendarmenmarkt, a Mitte. Gli altri due edifici sono il Französische Dom (duomo francese) e la Konzerthaus (casa dei concerti molto bella sia dentro che fuori) ed insieme creano una delle più belle piazze berlinesi (imperdibile).

Franzosischer dom e hugenottenmuseum sono molto belle da fuori anche se l’interno è spoglio. Diciamocela tutta, chiese belle come in Italia si trovano raramente in altre parti del mondo.

Sankt hedwigs kathedrale è una chiesa in zona babel platz con una cupola costruita in stile panteon, l’interno è particolare con luci e organo diversi dal solito. Per il resto è abbastanza spoglia ed ha un interrato per le celebrazioni più “intime”.

Babel platz (imperdibile): la piazza è in una bella cornice con la vista sull’università humbold (edifici barocchi molto belli). E’ famosa per il rogo dei libri di cui ora c’è un monumento interrato (una biblioteca vuota)

Neue wache una ricostruzione di un tempio in cui è custodita la pietà di Schinkel. Visibile solo da fuori è in zona mitte tra l’università humbold e il duomo.

Marx e Engels troneggiano in dimensioni ragguardevoli accanto all’isola dei musei, ricordano un po’ le statue enormi tipiche del comunismo che celebrava i lavoratori.

Marien kirke in zona mitte-isola dei musei è poco prima della fontana, tra la torre della televisione e il monumeto di Marx e Engels.

Berliner dom: sito accanto all’isola dei musei è davvero scenografico. L’interno si visita a pagamento e noi non siamo entrati.

Rotes Rathaus è il municipio rosso che si vede di fronte all’isola dei musei guardando verso Nkolai Kirke. E’ un bel palazzo in mattoni rossi costantemente presidiato dalla polizia (le due o tre volte che siamo passati di li c’erano) e sede del municipio di Berlino ancora oggi.

Humboldt box è una costruzione ultramoderna che non abbiamo visitato, di fronte all’isola dei musei e ai palazzi in stile classico (ricostruiti da capo a piedi) non stona pur essendo fuori contesto.

Sony Center: a Potsdamer Platz è uno dei simboli della nuova Berlino moderna con il museo del cinema e la sua struttura che copre il centro della piazza. Scenografica di giorno come di notte. Sempre in zona Postdamer Platz c’è la giraffa (e il parco) della Lego (che non abbiamo visitato), il museo del cinema (che non abbiamo visitato) e il museo della musica (che non abbiamo visitato).

Ephraim Palais: visto solo da fuori con il suo balcone intarsiato non ha molto altro da offrire se ci si limita a ciò che abbiamo visto noi (l’esterno). In zona c’è anche l’assessorato dello sport e affari interni (se abbiamo capito bene) che è decisamente più scenografico con la piazza davanti. Proseguendo la camminata verso la metro abbiamo incontrato il Museo della canapa in cui non siamo entrati perchè non ci interessava.

Porta di Brandeburgo: scenografica e bella di giorno come di sera è davvero un bel simbolo per la città. Varcandola si arriva al parlamento e al Tiergarden. Da non perdere. Scenografiche anche le ambasciate intorno.

Bundestag il parlamento tedesco a cui si accede su prenotazione tramite internet o tramite registrazione direttamente sul posto (con lunghe code) ha ingresso gratuito e fascino garantito. Di norma si può visitare solo la cupola ma ne vale veramente la pena perché dal tetto si può vedere dall’alto tutta la città (con una cartina gratuita che ti spiega cosa sono le cose che vedi). E’ disponibile l’audioguida gratuita (anche in italiano come tutto ciò che ti danno nella struttura) che spiega il funzionamento del parlamento ed il panorama oltre ad un libretto sul sistema della democrazia in Germania. Consigliatissimo anche solo per vedere il gioco di specchi e di illuminazione-climatizzazione della sala plenaria sottostante.

Denkmal fur ermordeten è un insieme di cubi di cemento che l’ambasciata americana ha fatto posare accanto ad essa per simboleggiare l’eccidio dei ebrei. Visita consigliabile di giorno magari cercando l’ingresso (gratuito, audio guida a pagamento) del centro di documentazione sotterraneo che è molto significativo (uno dei pochi posti in cui si parla del genocidio).

Bunker di hitler non esiste più e non c’è nulla di tutto ciò che riguardava le costruzioni di allora. Scelta condivisibile o meno si può vedere semplicemente un cartellone che spiega due cose. Nella zona c’è anche il parlamento federale (bundesrat) che è in ristrutturazione ma che è una parte importante della democrazia tedesca.

Spandau: in zona periferica è diventata famosa per aver ospitato la prigionia di un criminale nazista con una prigione in cui si alternavano tutti i governi alleati per la sorveglianza di un solo prigioniero. Ora quella costruzione non c’è più ma la cittadina è molto carina e pittoresca con il suo centro pedonale, le case basse e le semplici chiese. Subito fuori del centro sorge la cittadella (ingresso a pagamento, 4.5 euro ben spesi) che è l’unica fortezza che ha resistito al tempo. Venne utilizzata come prigione e come centro di deposito di gas venefici ora è un posto molto bello dove trascorrere mezza giornata tra il verde, la torre, il parco di statue (rimosse dal centro di in Berlino, seppellite ed ora in attesa di allestimento) ed una moltitudine di piccoli laboratori artistici.

Olimpiastadium: visto da fuori (ingresso 7 euro) è imponente e strabiliantemente servito da treni (8 binari dedicati) e metro che arriva nel piazzale. Non siamo entrati perché l’herta berlino non ci ispirava e non abbiamo capito se le strutture del 1938 erano ancora su o meno.

Marlene Dietrich è sepolta in un cimitero qualunque insieme ad altre persone più o meno famose nel classico cimitero protestante che è molto differente da quelli cattolici. Girovagando per il cimitero si incontrano panchine che fanno parte delle tombe, fiori di ogni genere e una sensazione più familiare di quelle che si vivono in luoghi analoghi da noi. Il quartiere intorno è piacevole con le case curate lontano dal turismo di massa.

Quartiere ebraico è una delle cose per noi più deludenti con un cimitero vuoto, cortili comunicanti non così straordinari come vogliono far credere e la sinagoga completamente ricostruita la cui cupola (accesso a pagamento) è una stanza completamente vuota a cui si accede tramite scale. La vista su tetti anonimi non aggiunge nulla al luogo (sono anche vietate le foto). L’unica cosa carina che abbiamo notato in zona sono i blocchetti dorati su cui ci sono i nomi dei deportati.

Museo Otto Weidt (ingresso libero) Narra la vita di un giusto di Israele che come Shindler ha provato con la sua attività a salvare gli ebrei dalla deportazione. E’ in una via tutta graffittata in cui c’è anche il museo anne frank (a pagamento, non visto) che da su un cortile con una scultura moderna particolare che raffigura un insetto fatto da pezzi di lamiera arrugginita.

Ministero dell’economia: laddove si giocano i futuri orizzonti dell’europa monetaria c’è un palazzo imponente che non offre alcuna apparente bellezza (come se i soldi non portassero nulla di bello). A pochi passi dal museo Gropius e dalla topografia del terrore offre un’idea di Germania molto rigida e ingessata.

Karl Marz alle: questa via che da Alexander platz si inoltra nella parte est di berlino ha una delle testimonianze viventi dello stile architettonico comunista con palazzi tutti uguali e lunghissimi (anche 300 metri). Lo stile è quello torta nuziale, la sensazione è di essere un pezzo piccolissimo di un disegno molto più grande. Impressionanti i campanelli con decine di tasti da pigiare (poveri postini) e la sensazione che oggi li non voglia più viverci nessuno.

Zoo: una delle più grandi delusioni. Non è molto grosso, il panda ha dormito tutto il giorno, le gabbie sono piccole e il concetto di zoo è “vecchio”. Arrivando da due zoo strabilianti (Budapest e Copenhagen) questo ci è sembrato minoritario.



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