Alla scoperta di Berlino

Nella capitale tedesca tra piazze, musei e parchi, poi un salto fuori città
 
Partenza il: 16/07/2012
Ritorno il: 27/07/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

non c’è nulla di tutto ciò che riguardava le costruzioni di allora. Scelta condivisibile o meno si può vedere semplicemente un cartellone che spiega due cose. Nella zona c’è anche il parlamento federale (bundesrat) che è in ristrutturazione ma che è una parte importante della democrazia tedesca.

Spandau: in zona periferica è diventata famosa per aver ospitato la prigionia di un criminale nazista con una prigione in cui si alternavano tutti i governi alleati per la sorveglianza di un solo prigioniero. Ora quella costruzione non c’è più ma la cittadina è molto carina e pittoresca con il suo centro pedonale, le case basse e le semplici chiese. Subito fuori del centro sorge la cittadella (ingresso a pagamento, 4.5 euro ben spesi) che è l’unica fortezza che ha resistito al tempo. Venne utilizzata come prigione e come centro di deposito di gas venefici ora è un posto molto bello dove trascorrere mezza giornata tra il verde, la torre, il parco di statue (rimosse dal centro di in Berlino, seppellite ed ora in attesa di allestimento) ed una moltitudine di piccoli laboratori artistici.

Olimpiastadium: visto da fuori (ingresso 7 euro) è imponente e strabiliantemente servito da treni (8 binari dedicati) e metro che arriva nel piazzale. Non siamo entrati perché l’herta berlino non ci ispirava e non abbiamo capito se le strutture del 1938 erano ancora su o meno.

Marlene Dietrich è sepolta in un cimitero qualunque insieme ad altre persone più o meno famose nel classico cimitero protestante che è molto differente da quelli cattolici. Girovagando per il cimitero si incontrano panchine che fanno parte delle tombe, fiori di ogni genere e una sensazione più familiare di quelle che si vivono in luoghi analoghi da noi. Il quartiere intorno è piacevole con le case curate lontano dal turismo di massa.

Quartiere ebraico è una delle cose per noi più deludenti con un cimitero vuoto, cortili comunicanti non così straordinari come vogliono far credere e la sinagoga completamente ricostruita la cui cupola (accesso a pagamento) è una stanza completamente vuota a cui si accede tramite scale. La vista su tetti anonimi non aggiunge nulla al luogo (sono anche vietate le foto). L’unica cosa carina che abbiamo notato in zona sono i blocchetti dorati su cui ci sono i nomi dei deportati.

Museo Otto Weidt (ingresso libero) Narra la vita di un giusto di Israele che come Shindler ha provato con la sua attività a salvare gli ebrei dalla deportazione. E’ in una via tutta graffittata in cui c’è anche il museo anne frank (a pagamento, non visto) che da su un cortile con una scultura moderna particolare che raffigura un insetto fatto da pezzi di lamiera arrugginita.

Ministero dell’economia: laddove si giocano i futuri orizzonti dell’europa monetaria c’è un palazzo imponente che non offre alcuna apparente bellezza (come se i soldi non portassero nulla di bello). A pochi passi dal museo Gropius e dalla topografia del terrore offre un’idea di Germania molto rigida e ingessata.

Karl Marz alle: questa via che da Alexander platz si inoltra nella parte est di berlino ha una delle testimonianze viventi dello stile architettonico comunista con palazzi tutti uguali e lunghissimi (anche 300 metri). Lo stile è quello torta nuziale, la sensazione è di essere un pezzo piccolissimo di un disegno molto più grande. Impressionanti i campanelli con decine di tasti da pigiare (poveri postini) e la sensazione che oggi li non voglia più viverci nessuno.

Zoo: una delle più grandi delusioni. Non è molto grosso, il panda ha dormito tutto il giorno, le gabbie sono piccole e il concetto di zoo è “vecchio”. Arrivando da due zoo strabilianti (Budapest e Copenhagen) questo ci è sembrato minoritario.



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