Agosto in Croazia

Nella regione di Sibenik, poi sulle isole di Brac e Solta
Scritto da: isa281
agosto in croazia
Partenza il: 11/08/2017
Ritorno il: 29/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Ci siamo spostati sull’isola di Ciovo e, non sapendo dove andare, dopo il ponte ci siamo diretti verso sinistra passando per Mastrinka e Arbanja e abbiamo fatto tutta la strada fino a dove inizia lo sterrato che dovrebbe portarti a Slatine ma non ce la siamo sentita di affrontarlo. Non trovando un posto per mangiare (abbiamo scoperto che a Ciovo si mangia dalle 13) siamo ritornati indietro e ci siamo fermati nel paese di Arbanja, abbiamo fatto un bel bagno nell’attesa che arrivasse ora di pranzo nel ristorante DidaMoj, proprio sulla strada. L’unico che a fine pasto ci ha offerto qualcosa: un piattino con frutta e dolcetti. Dopo pranzo ci siamo poi spostati in un’altra zona lì vicino, tranquilla, a fare bagni e a prendere un po’ di sole

16 agosto siamo partiti alla volta di Spalato, per prendere il traghetto che ci avrebbe portato sull’isola di Brac. Da Grebastica siamo partiti alle 7 di mattina e siamo arrivati al porto alle 8,30 circa, seguendo tutta la strada costiera fino quasi a Trogir e poi seguendo le indicazioni per Spalato. Da Rastoke-Grebastica erano 235 km ma poi non abbiamo più azzerato il contachilometri fino al porto di Spalato, quando segnava 641 km. Siamo stati alquanto fortunati e abbiamo preso il traghetto delle 9 alla volta di Supetar. La ricerca del ns appartamento è stata alquanto difficoltosa; il navigatore ci ha portato nella zona giusta ma poi stavamo girando a vuoto. Per fortuna abbiamo incrociato un postino che ci ha indicato qual era la casa, se no eravamo ancora lì adesso che giravamo! Ci siamo sistemati e poi, a piedi, siamo partiti verso il centro di Supetar per pranzare. Dopodichè abbiamo rifatto tutta la passeggiata e attraversato tutte le aree attrezzate che si susseguono in quella zona (poco belle ma prese d’assalto dai turisti) fino al cimitero (che abbiamo visitato). Abbiamo proseguito oltre ma non abbiamo trovato nulla che ci attirasse e quindi ci siamo fermati per due bei bagni proprio sulle rocce ai piedi del cimitero ma lontano dalle aree attrezzate e dai giochi gonfiabili! Magari Supetar non sarà un paesino eccezionale ma nemmeno così brutto. Abbiamo mangiato sempre abbastanza bene, ci sono dei bei localini e la passeggiata sul mare, peccato solo che a partire da una certa ora si riempia di persone

17 agosto. Si parte alla volta di Milna. Il tragitto è abbastanza agevole e in certe zone il paesaggio è davvero strano, tutto brullo, vedi solo il serpentone della strada che taglia la collina. La prima tappa è stata alla baia Osibova. Abbiamo seguito le indicazioni stradali ma, arrivati sotto al cimitero la freccia diceva di andare diritto. Ma diritto c’erano due strade e ovviamente abbiamo preso quella sbagliata che passa proprio sotto il muro del cimitero. La strada era tutta sterrata e ci passa una macchina. Finalmente siamo arrivati vicino ad alcune case e abbiamo parcheggiato in uno spiazzo. Di lì a poco arriva un signore col quad e ci dice che quello era tutto un comprensorio privato e che anche noi avevamo sbagliato strada al cimitero… Siamo tornati indietro e preso la strada giusta e finalmente siamo arrivati (continuo a pensare che sia meglio muoversi con macchine piccole: la strada è stretta e chiusa fra i muretti a secco e tranne in pochi posti non c’è la possibilità di accostare se si incrocia un’altra macchina. Qualcuno deve fare marcia indietro). La baia è davvero bella, con un’acqua pulita e trasparente e anche se la gente non manca, si può davvero stare tranquilli e godersi la natura. Per l’ora di pranzo avevamo deciso di fermarci a Milna e così abbiamo ripreso la macchina e, sperando di non incrociare nessuno, siamo tornati indietro. Pranzo frugale e poi giro per il paese che, in base a quanto avevo letto, doveva essere davvero carino. Non ci ha entusiasmato un granchè o magari non abbiamo trovato la parte più carina ma in generale mi è sembrato un po’ trascurato.

Dopo la passeggiata abbiamo ripreso la macchina e siamo tornati verso Supetar. Come programmato abbiamo fatto una tappa al cimitero di Lozisca da cui si ha una bella visuale su questo paesino dominato da una chiesa maestosa e quasi “troppa” rispetto al paese. Ci siamo fermati a Sutivan perchè il paese visto dall’alto ci era sembrato carino. Abbiamo parcheggiato e fatto una passeggiata e poi fatto un bagno in una spiaggetta di ciottoli dopo la chiesa. La tappa successiva è stata Mirca ma, forse perchè il mare era un po’ mosso, ci ha lasciati alquanto delusi e ce ne siamo andati subito. Abbiamo allora deciso di cercare la baia Vela Luka a Supetar e, molto accaldati, dopo aver superato quella che è la spiaggia vera e propria, abbiamo fatto l’ultimo bagno della giornata

18 agosto. Oggi la tappa era la baia Lovrecina. Nel tragitto da Supetar verso la baia abbiamo visto dei posti carini dove fermarsi per un bagno. A quell’ora di mattina erano deserti ma purtroppo quando siamo ripassati nel tardo pomeriggio erano affollati… Quando ho visto la strada per arrivare in macchina alla baia Lovrecina mi sono detta che io da lì non scendevo e, abbiamo parcheggiato agevolmente sulla strada in uno spiazzo e siamo scesi a piedi. La baia, forse perchè ancora non era illuminata bene dal sole e ha comunque il fondo sabbioso, non ci ha fatto un’ottima impressione. Ci siamo sistemati sul cemento che c’è oltre l’inutile (a mio parere) bar e abbiamo fatto il bagno: si va avanti un bel pezzo prima di non toccare. Penso che in tutto ci saranno state nella baia una decina di persone ma purtroppo presto la situazione è cambiata e quindi, dopo aver raccolto le nostre cose e fatto una gimcana sulla spiaggia, abbiamo prima dato un’occhiata al sito archeologico e poi ci siamo incamminati a piedi lungo il sentiero a sinistra della baia. E siamo arrivati ad una piccola baia davvero carina, senza nome, con un’acqua stupenda e pochissima gente. Ci siamo fermati per picnic, bagni e sole e poi siamo ritornati alla macchina. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati prima a Dol ( un paese fuori dal tempo) passando per campi coltivati a frutta e poi a Postira dove abbiamo fatto il giro del paese sul lato destro rispetto al porticciolo e incontrato alcune “spiaggette cittadine” un po’ troppo piene



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