Giro di due settimane nel nord dell’India tra Rajasthan, Agra, Madhya Pradesh e Varanasi

La parte nord dell’India mi ha sempre affascinato ed è una meta che ho sempre voluto visitare. Per questo motivo ho deciso di intraprendere un viaggio di un paio di settimane visitando principalmente il Rajasthan. Considerando il clima e il periodo di festività, ho optato per un viaggio nelle ultime due settimane di febbraio ed effettivamente è stata la scelta giusta in quanto le temperature sono gradevoli (massime fino a circa 28-30°C, e notti fresche) e non c’è stata alcuna precipitazione per tutto il periodo.
Il viaggio è stato fatto in solitaria, ma considerando il prevedibile caos di traffico, ho voluto optare per una soluzione il più tranquilla e meno stressante possibile, ovvero affidarmi all’agenzia Popular India Vacations (India Karni) che ha messo a disposizione un’auto con autista. Questa è un’agenzia indiana ma che ha esperienza pluridecennale con gli italiani, per cui è stato facile contattarli (mi sono rivolto a questa agenzia in quanto i miei genitori hanno fatto un viaggio molto simile 15 anni fa con loro e si erano trovati molto bene).
Dopo qualche scambio di email per definire il programma del viaggio (ho chiesto alcune modifiche per includere delle mete che inizialmente non erano state considerate), l’agenzia ha provveduto a prenotare sia gli alloggi che i due voli interni da Khajuraho a Varanasi e da Varanasi a Delhi. Il costo totale è stato di circa 2600 euro per 16 giorni e nel prezzo sono stati inclusi: hotel (con colazione), voli interni, auto e driver, 2 safari al Ranthambore National Park, cerimonia Aarti serale e giro in barca all’alba a Varanasi. Ovviamente, se si è in più di una persona, questo costo può essere decisamente inferiore.
Gli hotel sono stati tutti di buon livello, puliti e accoglienti.
In aeroporto sono stato accolto da Mohan, il mio driver che per due settimane mi ha portato in giro per il Rajashtan. Mohan si è rivelato sempre disponibile, simpatico e pronto a raccontare della storia e della cultura indiana. Questo tipo di soluzione è stata davvero utile perché ha consentito di raggiungere le varie mete il più velocemente possibile (traffico permettendo), avendo grande libertà nel gestire al meglio i tempi di visita. Nell’auto avevo anche a disposizione la connessione wifi, sempre molto utile e che mi ha permesso di non comprare SIM indiane.
Il giro ha previsto a grandi linee le seguenti tappe: Delhi, Jaipur, Bikaner, Jaisalmer, Jodhpur, Udaipur, Pushkar, Ranthambore NP, Agra, Gwalior, Orchha, Khajuraho e Varanasi. Darò una serie di stelline da 1 a 5 come indicatore sulla bellezza dei posti. Per quanto riguarda voli e aeroporti, ho prenotato ad ottobre un volo con Air India senza scali da Milano Malpensa a Delhi (650 euro circa), con partenza il venerdì sera e arrivo il sabato mattina. I voli interni invece sono stati effettuati con IndiGo e sono stati molto puntuali.
In India il mezzo principale per i pagamenti sono i contanti. Il mio guidatore si è reso disponibile più volte a cambiare euro in rupie con un cambio molto vicino a quello ufficiale: 1 euro = 104 rupie (rispetto a 106 rupie ufficiali). Tenete conto che è utile avere sempre dei piccoli tagli a disposizione (10, 20, 50) per le mance (portantini, guide, camerieri, etc.). Il costo degli ingressi ai vari siti va da circa 300 a 600 rupie in media, ma nei posti più turistici arriva anche a 900-1000 rupie. Il cibo costa poco e nei ristoranti si possono trovare ad esempio noodles con pollo e verdure a 250-300 rupie e ho trovato le porzione sempre molto abbondanti. Per la vacanza di 16 giorni ho speso complessivamente circa 3700 euro. Questa, per gli interessati, una divisione indicativa della spesa: 650 euro volo, 2600 euro agenzia, 150 euro ristoranti e cibo, 150 euro ingressi, 150 euro mance e altro.
Indice dei contenuti
Il mio diario di viaggio
Giorno 1: volo andata + Delhi
Il volo era previsto per le 20:45 di venerdi, ma era un’ora e mezza in ritardo, per cui sono atterrato a Delhi dopo un volo ci circa 8 ore verso le 11:30. Avendo richiesto il visto online (e avendo compilato anche l’eArrival Form) la procedura di immigrazione è stata volto veloce (meno di mezz’ora), per cui verso le 12:30 ero già pronto per partire a visitare Delhi. Mohan mi attendeva agli arrivi e mi ha accolto con una collana di fiori. Siamo partiti subito in auto verso Delhi e ne ho approfittato per cambiare i primi soldi. La prima tappa è stata Qutub Minar**** (600 rupie), una torre impressionante del 1200. Successivamente ci siamo spostati verso Raj Ghat** (gratis), il posto dove è stato cremato Ghandi. Da qui sono poi andato a visitare il Forte Rosso**** (600 rupie) con i suoi favolosi padiglioni. Dal Forte mi sono poi spostato a piedi verso la Jama Masjid*** (400 rupie), dove bisogna lasciare fuori le scarpe e procedere scalzi. Una volta uscito ho proseguiamo per il vicino Chadni Chowk**, il principale bazar della Old City, con i suoi vicoletti molto affollati (anche di motorini e tuk tuk). Nonostante la stanchezza del volo e delle varie visite, Mohan ha suggerito di andare al tempio Sikh Gurdwara Bangla Sahib** (gratis) ed è stato interessante vedere la mensa dove viene preparato il cibo per le persone e la cerimonia nel tempio. Esausto per la giornata, sono finalmente a letto per il meritato riposo, molto soddisfatto della mia prima giornata indiana.
Giorno 2: Abhaneri, Tempio Galta Ji, Tempio Birla
Il giorno successivo sono partito la mattina in direzione Jaipur, ma prima di arrivare in città ho fatto delle fermate per visitare dei luoghi molto interessanti. Il primo di questi è stato Abhaneri con il suo famoso pozzo a gradoni Chand Baori***** (300 rupie). E’ stato uno dei must di questa vacanza da quando ho visto delle sue foto in internet ed avevo grandi aspettative. Ed effettivamente non sono state deluse perché il pozzo è davvero impressionante, con infinite file di scale che formano un pattern geometrico incredibile e quasi ipnotizzante. Da qui mi sono spostato poi al Tempio Galta Ji (tempio delle scimmie)*** (gratis) ed essendo un giorno di festa c’era una folla immensa di gente con musica a tutto volume. Il tempio è molto scenografico con molte scimmie che gironzolano e che in alcuni casi cercano cibo o altro dalle persone. L’ultima sosta della giornata è stata il Tempio Birla*** (gratis), stupendo e bianchissimo. La giornata si è quindi conclusa con l’arrivo in hotel e la cena.
Giorno 3: Forte Amber, Jaipur
Dopo aver fatto un breve giro in auto passando per il centro di Jaipur, mi sono diretto a pochi kilometri verso il Forte Amber**** (1000 rupie). Qui sono salito sulla schiena dell’elefante che mi ha portato fino all’ingresso del forte. L’agenzia mi ha offerto una guida parlante in italiano per la visita del forte e di Jaipur ed ho apprezzato molto questa cosa perché mi ha permesso di conoscere meglio i posti. Dopo aver visitato il forte ho ripreso l’auto e sono tornato a Jaipur per la visita della città. Il primo posto è stato l’Osservatorio astronomico di Jantar Mantar*** (602 rupie), sito dell’UNESCO costruito nel ‘700 dove si possono osservare una serie di strumenti che venivano utilizzati per misurare eventi astronomici e fare previsioni astrologiche. Due brevi tappe successive sono state ad un negozio di pietre preziose e un altro di tessuti colorati, dove dopo una breve spiegazione di come effettuano le lavorazione, cercano di vendere qualcosa. Ho fatto poi un giro a piedi per il centro passando per Iswari Minar Swarga Sal**, Tripolia Gate* e Hawa Mahal****. L’ultima visita ha riguardato il City Palace**** (1200 rupie), per poi ritornare in hotel per un meritato riposo.
Giorno 4: Deshnoke, Bikaner
Al mattino mi sono diretto verso Bikaner, ma prima di arrivarci ho fatto una sosta a Deshnoke dove si può vedere il Tempio dei topi **** (30 rupie per fare foto all’interno). Questo tempio è famoso in tutta l’India perché vi si adorano i topi. Il posto non è adatto se avete paura di questi animali, perché sono dappertutto e la gente porta loro cibo e latte da bere. L’odore di escrementi è molto intenso e si entra senza scarpe, per cui mi sono portato per questa occasione un paio di calze molto vecchie che poi ho buttato via perché lo sporco a terra era veramente tanto. Da qui mi sono diretto verso Bikaner, in particolare al al Forte Junagarh**** (600 rupie). La visita è guidata ed ero in un gruppo di soli indiani. Per fortuna la guida è stata bravissima e mi ha fatto fare praticamente un tour privato dandomi le spiegazioni in inglese e lasciandomi tutto il tempo di visitare il forte e fare foto. Uscito dal forte, ho preso un tuk tuk per visitare i vicoli in centro dove ho potuto fermarmi per osservare le belle Rampuria Haveli***, per poi giungere al vicino Bandeshwar Jain Temple**** (gratis), con un bellissimo interno affrescato e colonne di legno intagliate. Finito il giro ho ripreso l’auto e sono andato in hotel.
Giorno 5: Jaisalmer
Da Bikaner mi sono spostato verso Jaisalmer e come prima cosa ho fatto una sosta al Gadisar Lake* (gratis). Da qui poi in 10 minuti si arriva al Forte di Jaisalmer**** (gratis) dove si può vagare all’interno dei vicoli ricchi di belle Haveli. Dalle mura del forte si gode di una bella vista sulla città. Una volta uscito dal forte ho visitato le tre Haveli più belle: Salim Singh-ki Haveli*** (150 rupie per visitare l’interno), Nathmal-ki Haveli*** e Patwa-ki Haveli*****. E’ impressionante come la pietra sia lavorata fino a fare sembrare le pareti di questi edifici come se fossero delle tende. Avendo del tempo a disposizione prima del tramonto, Mohan a suggerito di fare una visita ad un tempio poco fuori la città Lodarwa Jain Temple*** (150 rupie) dove viene adorato un serpente, e una breve sosta a Bada Bagh. Sono poi ritornato a Jaisalmer per godere del tramonto da un viewpoint sulla città e sul forte.
Giorno 6: Osiyan, Jodhpur
Il mattino di buon’ora mi sono diretto verso Osiyan**, una cittadina con un paio di templi e un pozzo a gradini (simile a quello di Abhaneri), ma più piccolo e lasciato un po’ andare. Successivamente sono arrivato a Jodhpur, dove per prima cosa ho visitato il bellissimo Mausoleo Jaswant Thada**** (100 rupie) per poi giungere al Forte Mehrangarh**** (800 rupie). La visita può essere effettuata con un’audioguida (inclusa nel prezzo, anche in italiano) che ti permette di fare un bellissimo giro nel forte, spiegandoti le varie stanze e le curiosità. Dal forte si può prendere una stradina che scende verso il centro della città fino a raggiungere la Torre dell’orologio*** e l’adiacente Sardar Market**. Prima di giungere all’hotel, dietro consiglio dell’autista, mi sono fermato ai Mandore Gardens*** (25 rupie), poco fuori Jodhpur. Qui sono custodite le rovine dell’antica capitale del clan dei Rathor. Il complesso è molto grande (il parco è anche pieno di scimmie), ma la parte principale è quella del Cenotafio del maharaja Ajit Singh, in arenaria rossa e con colonnati riccamente scolpiti.
Giorno 7: Ranakpur, Kumbalgarh
La prima fermata di oggi è stata suggerita dall’autista ed è il Tempio dei Motociclisti**, dedicato a un ragazzo morto in un incidente e la cui moto si narra sia tornata più volte autonomamente nel luogo dove è avvenuto il sinistro. Dopo questa breve sosta sono ripartito alla volta dei Templi di Ranakpur***** (300 rupie compresa la fotocamera; per gli stranieri l’ingresso è consentito solo a partire dalle 12:00). Il tempio principale è semplicemente magnifico, con più di mille pilastri di pietra riccamente scolpiti che lasciano a bocca aperta. Anche le volte sono estremamente elaborate e rendono questo tempio uno dei più bei luoghi che abbia visto in tutto il viaggio, quindi decisamente imperdibile. Successivamente sono andato al Forte Kumbalgarh*** (600 rupie) passando per un paesaggio collinare. Il forte in sé non è paragonabile in bellezza ad altri visti in Rajasthan, ma la sua posizione arroccata in cima ad un’altura lo rendono paesaggisticamente molto suggestivo, con lo sguardo che può spaziare sulle colline circostanti. Da qui avrei dovuto andare direttamente ad Udaipur, ma Mohan ha suggerito un paio di altre mete, facendo una deviazione. La prima è stata il Museo di Maharana Pratap* (300 rupie) dove viene spiegata la storia di questo re del regno di Mewar molto noto. A parte la storia interessante, questo museo non ha molto da offrire ad uno straniero in quanto ci sono una serie di stanze dove vengono ricostruiti momenti della vita del re con spiegazioni solamente in indiano, quindi non si riesce ad apprezzare a pieno. L’ultima meta della giornata è stata la visita alla Statue of Belief** (500 rupie) a Nathdwara, all’interno di un parco a tema. Questa è la quarta statua più grande al mondo e si può giungere con un ascensore fino alla testa e anche camminare su una passerella con pavimento in vetro (non per chi soffre di vertigini!). Dopo una lunga giornata sono arrivato in serata ad Udaipur.
Giorno 8: Udaipur
L’intera giornata è stata spesa interamente nella visita di Udaipur. La prima tappa è stato il Tempio Jagdish Mandir*** (gratis), per poi proseguire a piedi con il piatto forte, ovvero lo splendido City Palace**** (400 rupie). Dal palazzo si godono anche delle belle viste sul lago Pichola e sulla città. Successivamente, sempre a piedi, mi sono recato al Rameshwar Ghat dove si può prendere una piccola imbarcazione che fa il giro del Lago Pichola** (600 rupie), con sosta di una ventina di minuti sull’isola Jagmandir**. Una volta terminato il giro in barca, ho incontrato di nuovo l’autista che mi ha portato fino al Saheliyon-ki-Bari*** (150 rupie), il giardino delle dame di compagnia. Il giardino è molto ben curato ed è piacevole fare una passeggiata tra fontane e vasche con fiori di loto. Ultima tappa della giornata è stato il Museo del Folklore Shilpgram** (150 rupie) per poi rientrare in hotel.
Giorno 9: Chittorgarh, Pushkar
Oggi il viaggio è lungo e nel mezzo è prevista la visita a Forte Chittorgarh**** (600 rupie). Il forte è in cima ad un’altura ed è molto vasto (in auto il giro di tutto il forte è circa 10 km), in quanto ci sono una serie di luoghi da visitare distanziati tra di loro. Nel complesso è molto bello e si possono vedere palazzi e templi, ma la cosa più bella secondo me è stata la Torre Vijaya Stambha*****, in pietra lavorata dalla base fino alla cima, una vera meraviglia. Nel pomeriggio sono ripartito in direzione Pushkar**, cittadina intorno ad un lago sacro. Il driver mi lascia poco lontano e mi sono avventurato a piedi. Nei pressi dei Ghat bisogna togliersi le scarpe ed è vietato fare foto, ma oltre a questo ci sono una serie di persone che si definiscono bramini che vogliono farti un cerimoniale, ma il vero scopo è quello di guadagnarsi dei soldi (situazione che personalmente non mi ha lasciato un bel ricordo). Molto importante per i fedeli è il Tempio di Brahma***, l’unico in tutta l’India dedicato a questa divinità, contornato da un grande mercato. Al tempio c’è molta gente e non è permesso entrare con fotocamere, per cui ho dovuto lasciare la mia ad una guardia all’ingresso, incrociando le dita che l’avrei ritrovata all’uscita. Fortunatamente è andato tutto bene ed ho potuto infine dirigermi verso l’hotel.
Giorno 10: Ranthambore National Park
La partenza al mattino è stata molto presto perché la strada era lunga e avevo in programma un safari al parcon nazionale di Ranthambore nel primo pomeriggio. L’obiettivo principale era quello di avvistare le tigri che vivono in questo parco, ma come ogni safari l’esperienza varia molto in base alla fortuna che si ha. Purtroppo, non sono riuscito a vedere le tigri, ma il parco è ricco di altri animali come cervi, uccelli, scimmie, cinghiali, manguste, etc. L’escursione è durata circa 3 ore e mezza su una jeep scoperta da 6 posti.
Giorno 11: Ranthambore National Park, Fatehpur Sikhri
La mattina presto ho svolto un altro safari su un canter da una ventina di persone in una zona del parco differente. Anche oggi purtroppo nessun avvistamento di tigri, mentre altri animali abbondano. Finito il tour sono partito alla volta di Fatehpur Sikhri**** (610 rupie). Per raggiungere il sito si può salire a piedi (ma la strada è abbastanza lunga) oppure si può prendere uno shuttle elettrico (25 rupie per ogni tratta) che ti porta direttamente all’ingresso. Il Palazzo Reale**** comprende numerosi edifici in arenaria rossa splendidamente decorati, con piscine e passerelle che attraversano tutto il complesso. Molto bella è anche la Moschea Jama Masjid**** posta a fianco. Finita la visita mi sono spostato all’hotel in centro ad Agra, pieno di aspettative per la visita al Taj Mahal la mattina successiva.
Giorno 12: Taj Mahal, Agra, Gwalior
La sveglia è prevista per le 5:30 del mattino per poter essere tra i primi ad entrare ed evitare code infinite. Purtroppo, i mezzi a motore non possono circolare entro 500 m dal Taj Mahal, per cui l’autista mi ha portato fino al parcheggio dell’entrata est (posto a circa 1 km dal sito), dove è presente un servizio gratuito di shuttle elettrici che portano fino all’ingresso vero e proprio. Ho optato per l’ingresso est, in quanto ho capito è meno congestionato di quello ovest perché in quest’ultimo arrivano grandi pullman di turisti. Alle 5:50 ero all’ingresso, in attesa dell’apertura delle porte prevista per le 6:15 e davanti a me c’erano solo una trentina di persone. Durante questa mezz’ora di attesa la fila si è allungata parecchio, quindi lo sforzo di alzarsi presto è ripagato. Non è consentito portare niente all’interno del Taj Mahal, ad eccezione di fotocamera e una bottiglia d’acqua (quindi niente batterie di scorta, treppiedi, etc., altrimenti il rischio è quello di doverli lasciare nei locker appositi e perdere tempo). Ovviamente il è la prima cosa che viene in mente quando si pensa ad una meta in India e le aspettative erano altissime. Queste aspettative non solo sono state all’altezza, ma addirittura sono andate oltre a quello che mi aspettavo. Il Mausoleo del Taj Mahal***** (1300 rupie, compreso l’ingresso al mausoleo) è qualcosa di indescrivibile a parole, quasi etereo e di una bellezza maestosa. Sembra aleggiare sopra tutto e i riflessi nelle piscine d’acqua sono stupendi. Man mano poi che il sole sorge e la luce aumenta, cambiano anche i colori dei marmi dell’edificio che si illuminano e rendono la vista ancora più magnifica. L’interno del mausoleo è anch’esso stupendo con i marmi riccamente lavorati, anche se non è possibile fare foto. Il tempo passa ma non ci si stanca di questa meraviglia e dopo più di due ore e mezzo ho fatto fatica a staccarmene nell’uscire. Dopo essere tornato in hotel per una veloce colazione, mi sono rimesso in marcia andando a visitare il Forte di Agra**** (600 rupie), da cui (foschia permettendo) si può godere anche di una bella vista da lontano sul Taj Mahal. La tappa successiva è stata la Tomba di Itimad-ud-Daulah**** (300 rupie), con le sue decorazioni e intarsi dei marmi favolose, anche se il confronto con il Taj Mahal non ha paragoni. La giornata è iniziata presto, ma finirà tardi perché da Agra il programma prevede di arrivare fino ad Orchha, fermandosi al Forte di Gwalior***. Come Chittorgarh, anche questo forte è un complesso vasto e le particolarità sono il Man Mandir Palace (300 rupie), uno dei pochi palazzi con pitture sulla facciata esterna e una serie di statue scolpite nella roccia. La strada è lunga e trafficata e arrivo ad Orchha ormai in serata per un meritato riposo.
Giorno 13: Orchha, Khajuraho
La mattina è dedicata alla visita di Orchha e ai suoi Cenotafi chiamati Chhatris*** e al Forte di Orchha*** (750 rupie) con la sua serie di palazzi, di cui uno con pitture nelle stanze interne. Lì vicino inoltre è presente il moderno tempio Shri Ram Raja Mandir e il Tempio Chaturbhuj. In tarda mattinata sono partito con l’auto in direzione Khajuraho dove ci sono una serie di templi in vari punti della città. I principali sono quelli ad est, ma soprattutto il gruppo dei templi ad ovest. Il Complesso di Templi di Khajuraho**** (550 rupie) è bellissimo in quanto questi templi sono interamente ricoperti di sculture, molte delle quali a tema erotico, in particolare il Tempio Kandariya Mahadeva. Finita la visita sono arrivato in hotel e ho preparato le valigie per il volo del giorno successivo, in direzione Varanasi.
Giorno 14: Varanasi e cerimonia serale Aarti
Dopo le alzatacce dei giorni scorsi, questa mattina è stata decisamente più tranquilla in quanto il volo era alle 11:45, quindi ho potuto fare tutto con molta calma. Ho salutato il mio autista Mohan (che avrei in realtà ritrovato al mio rientro a Delhi) che mi ha portato in giro per tutto il Rajasthan e sono arrivato all’aeroporto che è stato ammodernato da poco ed è molto piccolo, quindi in pochissimo tempo ero al gate. Il volo è stato puntuale, anzi è arrivato con un po’ di anticipo rispetto al previsto. Agli arrivi mi aspettava il mio nuovo driver, accompagnato da una guida che mi hanno portato in hotel a rilassarmi. Verso le 17:30 siamo partiti per raggiungere il fiume Gange per assistere alla cerimonia serale dell’Aarti*** seduto su gradini. La cerimonia fatta di musiche e luci è interessante e il posto era stracolmo di gente. Finita la cerimonia sono tornato in hotel per riposare in vista della sveglia prima dell’alba del giorno dopo.
Giorno 15: Giro in barca sul Gange all’alba, Sarnath e ritorno per Delhi
La sveglia oggi è molto presto per poter raggiungere il Gange e fare un giro in barca osservando i Ghat dal fiume. L’atmosfera è particolare, con la gente che si tuffa in acqua per le abluzioni e le preghiere. Una volta finito il giro in barca, la guida mi ha accompagnato tra i vicoli di Varanasi e soprattutto il Manikarnika Ghat****, il posto principale dove vengono cremati i defunti. Finito il giro, sono rientrato in hotel per la colazione e poi sono ripartito alla volta di Sarnath** (300 rupie + 10 rupie per il museo). La visita non è nulla di eccezionale, anche se comunque godibile. Da qui sono andato poi in aeroporto per prendere il volo di ritorno a Delhi delle 16:00, anch’esso arrivato puntualissimo. Agli arrivi mi è venuto a prendere il mio autista Mohan che mi ha portato in hotel.
Giorno 16: Delhi e volo di ritorno
Ultimo giorno in India, dedicato alla visita di Humayun Tomb**** (600 rupie), e infine la direzione presa è stata quella per l’aeroporto per il volo di rientro in Italia. Il viaggio è stato bellissimo, anche se sicuramente impegnativo sotto molti punti di vista (ma anche questo è il bello dell’india!) Namastè, India!
