Puzzle vietnamita

Dopo mesi di lavoro, finalmente è giunto il giorno della partenza (23 ottobre2005). Il viaggio è stato buono ma lungo : BO-Roma , Roma-Kuala Lumpur, Kuala Lumpur-Hanoi con voli Malaysia air lines (veramente buoni). Prima ancora del controllo passaporti la ...

  • di Gigi Montali
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo mesi di lavoro, finalmente è giunto il giorno della partenza (23 ottobre2005). Il viaggio è stato buono ma lungo : BO-Roma , Roma-Kuala Lumpur, Kuala Lumpur-Hanoi con voli Malaysia air lines (veramente buoni).

Prima ancora del controllo passaporti la nostra guida (vietnam tourism) ci attende per il disbrigo della pratica visti. Dopo le solite formalità , Quan ci accompagna subito a pranzo visto che qui sono le 13,30 . Iniziamo bene i sapori sono gradevoli. Siamo veramente stanchi però la curiosità è tanta e vorremmo subito iniziare a scoprire Hanoi, Quan invece ci porta in hotel e ci consiglia di riposare. In effetti è stato meglio così , un riposo e una bella doccia calda ci ritempra e domani sarà tutto più bello.

Alla sera mi attende una gradevole sorpresa, Quan giunge in hotel per portarci a cena , con un bellissimo mazzo di fiori, non ho capito bene se è un segno di accoglienza o se è una festa particolare, la nostra festa della donna , anche perché ho notato questo gesto all’aeroporto e ho anche notato tutti i negozi di fiori del centro che vendevano questi mazzi.

Martedì 25/10 , tempo nuvoloso con qualche raggio di sole, inizia il viaggio vero e proprio. Visitiamo i luoghi più importanti di Hanoi: pagoda Chua Quan Su, Museo storico, Tempio Den Ngoc Son , Mausoleo di Ho-Chi Minh . Sono tutti interessanti ma la cosa che più ci colpisce è il senso del vissuto. La popolazione è giovane e traspare tutta la voglia , la gioia di vivere e dello stare insieme.

Nel pomeriggio giro per le vie del centro in rishaw: Che ciclisti formidabili bisogna essere per fare questo mestiere!!!! Iniziamo a girare per le strade della vecchia Hanoi tra negozi e ristorantini improvvisati, il centro è un formicolare di gente che si muove in maniera scomposta . Il tour termina, d’obbligo al teatro delle marionette sull’acqua : lo spettacolo è carino ma non entusiasmante. Fa comunque parte della cultura popolare.

Il giorno seguente trasferimento aereo a Dien Bien Phu, la cittadina di confine dove i vietnamiti sconfissero il nemico francese e giapponese .

Visitiamo il piccolo museo, una parte della trincea e il tunnel del generale. Il tutto ci dà l’idea di come questo popolo all’apparenza minuto e pacifico abbia il senso dell’unità che fa la forza. Il plastico all’interno del museo ben rappresenta come migliaia di uomini spesso con la forza delle sole braccia abbiano costruito una ragnatela di trincee e abbiano raggiunto e sconfitto il nemico.

Lo scopo principale del nostro viaggio però è quello di conoscere le varie etnie del nord. Pertanto il giorno seguente con la jeep iniziamo il trasferimento verso Lai Chau . La strada è lunga ma i paesaggi e le scene di vita lo rendono gradevole. Spesso dobbiamo fermarci per immortalare questi momenti. Incontriamo molte persone di diverse etnie.

Il primo villaggio che visitiamo è di etnia thaj , la gente è incuriosita da noi stranieri ma ci aggiriamo tranquillamente e scattiamo foto sempre accolti da sorrisi.

L’indomani raggiungiamo Sapa, nota località montana, sotto un cielo grigio e carico di pioggia. Ci facciamo lo stesso un giro per l’interessante mercato locale. E visto che c’è una chiesa cattolica la visitiamo. Purtroppo è un po’ squallida ma i bambini stanno provando un canto e all’ingresso ci sono donne dei villaggi con i loro piccoli e tutto ciò le conferisce una suggestione particolare. Dovremmo visitare il villaggio di Cat-Cat raggiungibile a piedi ma siamo costretti a fermarci al belvedere in quanto il sentiero è quasi impraticabile per la pioggia. Ci dirottiamo al villaggio Tha Phin dove viviamo una bella esperienza : subito siamo assaliti dalla pioggia e dalle donne che vogliono venderci souvenirs. Poco alla volta, parlando con queste ragazze scopriamo che il villaggio è parzialmente abitato da Hmong neri e Red Dzao. Ci accompagnano per tutto il villaggio fino ad arrivare in una delle loro case. Ci sediamo intorno al fuoco, mangiamo con loro una specie di patata dolce, i bambini ci guardano incuriositi mentre le donne continuano imperturbabili le loro faccende e i lavori al ricamo, l’atmosfera è calda , vera e coinvolgente. Vorremmo parlare la loro lingua per stare ore ed ore le storie che sicuramente avrebbero da raccontarci, ma ci accontentiamo della traduzione di Quan e di parlare con quel poco di inglese che conosciamo entrambi

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