Vietnam da nord a sud: due realtá diverse. Parte 2

Diario di Viaggio DI LAURA GIAMPAOLO MATTEO E CARLOTTA GRIGNANI PARTE II 12 Dicembre 2004 – Domenica (Escursione sul Fiume dei Profumi – Tombe Imperiali) Alle 8:00 vengono a prenderci e ci accompagnano all’imbarcadero! Il barcone é bellissimo, a forma ...

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Diario di Viaggio DI LAURA GIAMPAOLO MATTEO E CARLOTTA GRIGNANI PARTE II 12 Dicembre 2004 – Domenica (Escursione sul Fiume dei Profumi – Tombe Imperiali) Alle 8:00 vengono a prenderci e ci accompagnano all’imbarcadero! Il barcone é bellissimo, a forma di Drago molto variopinto. Sulla barca prenotata c’é l’intera famiglia: il barcaiolo, la moglie e i due bambini; forse su questo barcone ci vivono anche. Il tempo é coperto ma – nota positiva - non piove. Siamo già fortunati perché la zona di Hué a Dicembre é stagione di pioggia. Prima tappa: La pagoda di Thien Mui, torre ottagonale simbolo del Vietnam. Peccato che sia in ristrutturazione pertanto circondata dalle impalcature. Al tempio vicino c’é il Buddah che ride.

La tradizione vuole che i fedeli vengano in questo tempio il primo giorno dell’anno per trarre un buon auspicio di felicità (chi ride il primo dell’anno ride tutto l’anno...). In questo complesso di templi incontriamo i primi turisti italiani, con guida privata che... Parla addirittura la nostra lingua. La signora della barca, per chiederci se volevamo il pranzo, ci ha mostrato una serie di foto di turisti che mangiavano e poi su una vecchia copia della Lonely Planet c’indicava i vari tipi di cibo. Acconsentiamo ma senza chiedere il prezzo... Ahimè. Ore 10:00 Esce un po’ di sole. Durante la navigazione d’andata, la signora apre enormi borsoni ed inizia a spargere sul pavimento una serie infinita di mercanzie, souvenir, ceramiche, quadretti, oggetti in legno, capi d’abbigliamento in seta... Ok. Carlotta adocchia un bel completino in seta nera (classici pantaloni alla vietnamita e camicetta a kimono). Li prova anche. Io scelgo una vestaglia. Per il tutto vuole 30 dollari. Si prova a trattare ma niente da fare. In ogni modo, poiché sono molto gentili, se al posto di dar loro la mancia acquistiamo questi oggetti, facciamo ugualmente qualcosa di buono. Seconda tappa: Nom Chen Temple (sulla Lonly Planet non c’é), che non era nulla di speciale e per andarci ci siamo infangati tutti. Però ci siamo divertiti poiché Carlotta ed io abbiamo nascosto le scarpe di papà e Matteo fuori dal tempio e poi abbiamo aspettato un buon quarto d'ora sulla barca... Prima che arrivassero! Terza tappa: la splendida Tomba di Mihn Mang. Verso le 13:30 pranziamo e molto bene. La signora ci ha preparato un menù veramente ottimo! Dopo pranzo, prima novità: ci sconsigliano di andare alla Tomba di Khal Din perché affermano che ci sono da fare tre km. A piedi e purtroppo é cominciato a diluviare. Allora ne aggiungo io una al programma, la tomba di Thien Tri. Non ci crederete... Ma non siamo riusciti a trovarla. Ci siamo trovati anche in una situazione molto strana perché, dopo aver girovagato a destra e a sinistra in aperta campagna (arrivando quasi a piedi alla tomba di TuDoc a causa di informazioni sbagliate che ci avevano dato delle ragazze), siamo finiti su una strada principale. É stato deludente. Abbiamo provato a fare dei segni a dei motociclisti affinché si fermassero per chiedere loro la direzione del tempio. Purtroppo a piedi non c’era nessuno. Abbiamo provato anche a fermare delle persone in bicicletta. In tutti i casi, nonostante il ns. Stupore, non si é fermato nessuno. Alcuni ci hanno anche fatto anche dei gestacci e un ciclista ci ha urlato dietro qualcosa. Forse se non hanno un motivo di interesse non sono disponibili ad aiutarti? É brutto pensarlo. Ultima tappa: La Tomba di Tu Duc. Questa é veramente splendida, sarà perché immersa nella natura o sarà perché apparteneva all’imperatore Tu Duc, famoso per i suoi sfarzi, per le sue 104 mogli e per aver ufficiato la città di Hué del titolo di patria della gastronomia Vietnamita, grazie ai suoi 50 cuochi di corte che ogni giorno dovevano cucinargli 50 piatti diversi. Continua a piovigginare ma pazienza, sempre meglio del diluvio. Nell’immenso parco si trovano vari tempi e tombe. É enorme. Nel palazzo dell’imperatore - che lì aveva anche una riserva di caccia e si recava con le sue concubine - Carlotta si fa pure fotografare vestita da imperatrice. Successivamente rientriamo a Hué. Arrivati al molo ci presentano il conto del pranzo: ben 450.000 dong. M’innervosisco perché a Cat Ba in un bellissimo ristorante con molto meno abbiamo mangiato ostriche, enormi pesci alla griglia, gamberi, ecc.. Insomma... Ci provano sempre?! Così alla fine rinuncio all’acquisto dei capi in seta. Torniamo in Hotel a piedi. Matteo va a dormire e noi tre andiamo al mercato centrale di Hué. É enorme e tutto diviso a settori: settore scarpe, settore cappelli, settore vestiti, ecc.. Al settore vestiti troviamo gli stessi capi che erano in barca. Qui vogliono addirittura 75 dollari. Inizia una contrattazione incredibile... Alla cifra di 30 dollari ce n’andiamo. A 27 dollari ci corrono dietro. A 25 acquistiamo. Compriamo anche un paio d’occhiali da sole ed un orologino per Carlotta. Torniamo in albergo un po’ stanchi. Doccia e via. Stasera abbiamo scelto di cenere al ristorante Tinh Gia Vien, vicino al nostro albergo. É famoso per riprodurre la cucina nel vecchio stile imperiale. Si trova in un bel giardino. Stranamente non c’é nessuno, anche se il servizio, la coreografia ed i gusti sono impeccabili. La presentazione dei piatti e le loro decorazioni sono qualcosa che raramente si ha l’occasione di vedere. Un menù così, in occidente, potrebbe costare anche oltre i 100 euro a testa, qui invece con una buona bottiglia di Vino francese spendiamo 585.000 dong (29 euro) in tutto. Passando da Hué sicuramente é un posto da non perdere! In hotel prepariamo gli zaini e poi beviamo un whisky al bar. Questo giardino é così bello e rilassante... Domattina sveglia alle 5:30 (massimo 6:00)! 13 Dicembre 2004 – Lunedì (Hué – Danag – Hoi An) Ore 7:00 andiamo in stazione dopo aver fatto colazione e pagato il conto! (meno male che ci sono le carte di credito). Ore 8:10 il treno verso Danang é già in viaggio. Una signora vietnamita molto simpatica ci offre dei frutti marroncini secchi... Mentre li sbucciamo lei e il figlio ci guardano e ridono. Ma sono veramente buoni; credo che siano lichies seccati. L’arrivo a Danag é previsto fra 2 ore e mezza. Alle 10:00 passiamo sul passo che separa le province di Hué e Danang. In teoria dovrebbe anche segnare il cambiamento del clima cioè da nuvolo a soleggiato. Ma purtroppo non é così. Sul treno passa una signora che vende dei vasetti che sembrano quelli dello yogurt. Io (ovviamente) mi offro di assaggiarne uno... Buonissimo! Così ne compriamo altri sei. A Danang dovrebbe venirci a prendere un autista mandato dall’albergo di Hoi An, così lungo la strada avremo la possibilità di fare delle tappe: la prima a China Beach, dove pranzeremo, la seconda alle Montagne di Marmo

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