Uzbekistan/Turkmenistan “Oh! Oh! Cavallo, Oh! Oh!” La disgregazione dell’Unione Sovietica ha aperto al turismo le repubbliche centroasiatiche. Alessandro Magno (356-323 a.C.) si avventurò alla conquista di queste terre dopo aver sottomesso l’impero persiano; il regno dei Parti (sec. III a.C-III ...
Uzbekistan/Turkmenistan “Oh! Oh! Cavallo, Oh! Oh!”
La disgregazione dell’Unione Sovietica ha aperto al turismo le repubbliche centroasiatiche. Alessandro Magno (356-323 a.C.) si avventurò alla conquista di queste terre dopo aver sottomesso l’impero persiano; il regno dei Parti (sec. III a.C-III d.C), situato nell’odierno Turkmenistan, tenne testa vittoriosamente all’Impero Romano; Marco Polo (1254-1324) le attraversò nel suo viaggio verso la Cina; Gengis Khan (1162-1227) e Tamerlano (1336-1405) vi fondarono grandi imperi. Ora anche noi possiamo percorrere in sicurezza l’antica Via della Seta e visitare città di cui basta il nome ad evocare il mito: Samarcanda, Khiva, Buchara, Ashgabat.
___________________________________________________________ testo e fotografie di Lu.Ce.
Quando: aprile-giugno; settembre-ottobre Durata: 16 giorni Viaggio : aereo Alloggio: hotel, tenda Costo a persona: 1000 US$ a testa per un gruppo di 9 persone, escluso il viaggio aereo.
Shopping: *** Divertimento: ** Relax: * Cultura: ***** Globale: ****
Il mito di Samarcanda e della Via della Seta ha attaversato i secoli. Un viaggio in questi luoghi è sempre stato molto difficile per ragioni di costi, carenza di strutture ricettive e una situazione politica poco favorevole al turismo. Finalmente da una decina di anni anche questi paesi sono diventati accessibili. Chi non ha mai sognato di andare a Samarcanda? Ebbene, ora si può!. Naturalmente il turismo indipendente è ancora difficile: ci sono difficoltà nell’ottenere i visti, carenza nei mezzi di trasporto, difficoltà linguistiche, per cui è per ora consigliabile farsi aiutare da un tour operator locale. Comunque le strutture turistiche sono adeguate e stanno migliorando sempre più, le autorità non ostacolano i turisti e la gente è molto amichevole e ansiosa di conoscere tutto quanto viene dall’occidente.
Il nostro è stato un viaggio di un gruppo di nove amici. Che si sono procurati un volo Milano-Tashkent al miglior prezzo disponibile al momento e si sono fatti organizzare il viaggio da un tour operator locale contattato via e-mail. Vogliamo qui proporre un diario e fornire le informazioni utili a quanti vorranno ripercorrere questo itinerario..
1 Tashkent Partenza: Tashkent Tempo di Arrivo: Khiva spostamento: 2 h Distanza: 1032 km Mezzo: aereo + pullman L’arrivo all’aeroporto di Tashkent è puntuale alle 4,45. Il controllo dei passaporti e il passaggio doganale sono lunghissimi: c’è una lunga coda e la procedura è molto lenta, impieghiamo 2 ore. Occorre compilare un modulo in cui si dichiara tutta la valuta di cui si è in possesso nonché altri eventuali oggetti di cui si deve dichiarare il valore in US$. Fuori dall’aeroporto ci aspetta Irina, la nostra guida russa, in pullman in 15 minuti arriviamo nell’albergo prenotato. E’ centrale e lussuoso, ma non abbiamo molto tempo per godercelo, dopo una doccia e un breve riposo scendiamo a fare colazione: c’è un buffet abbondante e vario, bene, deve bastarci anche per il pranzo. Nella hall incontriamo Ferouza a cui paghiamo la prima metà del viaggio. Per cambiare un po’ di dollari dobbiamo fare il giro degli sportelli bancari di diversi hotel: sembra incredibile, ma le banche scarseggiano di valuta locale. Andiamo nella città vecchia a visitare il complesso islamico Khast Iman. C’è una grande piazza intorno alla quale ci sono gli edifici religiosi: il mausoleo di Kaffal Shoshi, l’Istituto Islamico in restauro, la madrasa (scuola coranica) di Barak Khan dove risiede il Gran Muftì (una specie di arcivescovo) dell’Asia Centrale. Sono in costruzione una nuova grande moschea e un museo dove sarà messo il Corano di Osman del VII secolo, considerato il più antico del mondo, al momento non visibile. Qui accanto, di fianco a un canale dall’acqua torbida in cui i bambini fanno il bagno, si snodano le viuzze sabbiose della città musulmana con casette di mattoni di argilla, dove si può visitare un laboratorio artigianale di tessitura della seta. Poco lontano su una collinetta la Madrasa di Kukeldash è una scuola coranica funzionante, l’ingresso è a pagamento, sull’ampio cortile si affacciano le aule; visitiamo l’aula di calligrafia, dove ci vengono illustrati i vari tipi di scrittura araba e ci viene spiegato come la calligrafia sia un’arte non inferiore alla pittura. Uscendo dalla madrasa attraverso la porta opposta all’entrata ci affacciamo sul Chorsu bazar, grande e animato. E’ situato sotto una grande cupola, ma una buona metà si espande all’esterno con centinaia di bancarelle protette da tende bianche. E’ il paradiso dei fotografi: si vende veramente di tutto. Molto fotogenico è il mercato delle spezie e della frutta: le polveri colorate e le montagnole rosse di ciliegie e lamponi attirano gli scatti. Troviamo inoltre catini colmi di spaghetti (ammesso che siano spaghetti), enormi piatti di verdure tagliate, le ruote di pane decorato tipico dell’Asia Centrale, scope di saggina e altri oggetti di uso quotidiano