I gorilla di montagna

L’Uganda è considerata non a caso la perla dell’Africa, sia per la sua posizione centrale che occupa nel continente, sia per essere attraversata dall’Equatore, la linea immaginaria che divide in due la Terra

  • di LadyDar
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 
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Ricca di acqua in tutte le sue forme, l'Uganda è la culla di giganti laghi e la madre di lunghi fiumi, nonché l’habitat ideale, insieme a Rwanda e Congo, del Gorilla di Montagna, affascinante primate, minacciato tutt’oggi dal rischio di estinzione.

Quarantacinque minuti di volo ed atterriamo al Cairo, fuori il cielo si sta facendo scuro e un sole rosso taglia in due l’orizzonte alla mia destra, confondendosi con le nuvole. Arriviamo all’aeroporto di Entebbe con un’ora e mezzo di ritardo, montiamo subito sul nostro mezzo che ribattezziamo immediatamente il Torpedone, e conosciamo Godfree, il nostro autista e guida. Senza sprecare minuti preziosi, dopo colazione, cambio di moneta locale e rifornimento di acqua, partiamo subito per la visita allo Ziwa Rhino Sanctuary, nel distretto di Nakasongolo, dove in area protetta sono ospitati gli ultimi rinoceronti ugandesi allo stato selvaggio, che è possibile visitare a piedi con l’ausilio dei rangers. La nostra prima notte in un letto africano è a Masindi con la modica cifra di 10$ a testa compresa colazione. L’Africa, nonostante si stia adeguando, è sempre molto economica.

terzo giorno ugandese

Sveglia presto all’alba, oggi è previsto il primo dei treck importanti di questa avventura: lo Chimpanzee tracking, nella Budongo Forest, per andare a visitare questi fantastici primati assai schivi. Una breve e divertente passeggiata, in alcuni tratti lasciando il sentiero e avanzando chini sotto rami e ragnatele, ci porta ad osservare una numerosa famiglia di scimpanzè. Urla, richiami e foglioline che cadono dall’alto come pioggia, ci fanno stare con il naso all’insù, purtroppo la timidezza di questi animali non li fa avvicinare e li guardiamo in alto fra i rami, ma l’emozione è stata ugualmente tantissima. Il pomeriggio, sotto un cocente sole equatoriale, facciamo un’altra passeggiata per raggiungere le belle Murchison falls, create dal Nilo Vittoria. La sera tiriamo fuori le nostre tende nel Red Chili Camp. Dal sole si passa alla pioggia. La notte al camp porta acqua e rane di varie dimensioni e il problema in queste terre sono le strade che si trasformano in fiumi. La mattina game cruiser sul Nilo Vittoria, molto emozionante. La mattina è prevtisto un game drive al parco Murschison, purtroppo salta e per fortuna non salta anche il nostro Torpedone, che si è impantanato nell’argilla bagnata. Recuperato il mezzo con azzardate e ripetute manovre, abbiamo dovuto sostituire il giro previsto con un game cruiser sul Nilo Vittoria, che lo ha rimpiazzato egregiamente. Tanti ippopotami, coccodrilli, martin pescatore, bufali, oche egiziane, bellissime aquile pescatrici a distanze ravvicinate. Spettacolo fantastico, l’acqua si conferma come al solito essere la principale fonte di “vita”. Un lungo trasferimento ci porta alla cittadina di Hoima, dove in mezzo agli abitanti come mosche bianche ci prendiamo una rinfrescante birra alla salute dell’Africa.

Quarto giorno

Il quarto giorno ripartiamo da Hoima in direzione Fort Portal. Il trasferimento è abbastanza lungo, ma la cosa fantastica di ogni viaggio è che i lunghi spostamenti si trasformano in emozionanti immagini da vedere e ricordare. Ci fermiamo nella località di Bunyaruguru, ai Crater Lakes, l’accogliente lodge si chiama Vck e a darci il benvenuto ci sono delle simpatiche scimmiette che si avvicinano senza troppi timori. Il nostro alloggio è in bella posizione panoramica davanti ai laghi e la zona si presta per un trekking in giornata, che ci porta su un punto panoramico, dove è possibile ammirare tutti i Crater Lakes dall’alto. Sulla strada del ritorno bambini dai generosi sorrisi ci inseguono divertiti, regaliamo loro delle semplici penne, che accettano come uno dei più preziosi doni mai ricevuti. La sera a cena, dopo aver capito che il menù ugandese sarà più o meno lo stesso per tutto il viaggio, ci rilassiamo davanti ad un fuoco acceso per noi, guardando un cielo pieno di stelle luminose

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