Turchia, regina d'Europa e d'Oriente

Tour in Turchia, visitando Istanbul e Ankara, poi Konya, la Cappadocia con le valli di Goreme e Zelve, le piscine termali di Pamukkale, le città archeologiche di Hierapolis e Laodicea, fino al mare di Antalya

  • di enzi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Turchia? Ma non potevi scegliere la Grecia! Così mi hanno detto in diversi quando ho svelato la destinazione del viaggio che avevo intenzione di fare e che poi ho fatto, accompagnato dall’amico Luca. Adesso che ho negli occhi gli splendori di una civiltà antica e le bellezze della modernità odierna, riscontrati in questo Paese così affascinante, ho le argomentazioni giuste per replicare a tutti loro.

I giorno - “Mamma, lì turchi!”

Partiamo da Bologna il 15 agosto con la compagnia italiana Neos. Risulterà ottimo sia il volo di andata che quello di ritorno. Atterriamo verso le 11.30 al moderno aeroporto di Sabiha Gokcen di Istanbul. Ci dirigiamo verso Piazza Taksim e passeggiamo su Istiklal Caddesi, la via nevralgica di uno dei tanti centri storici di Istanbul, caratterizzata da uno struscio incessante e da una mescolanza di razze che ci dà l’idea di una realtà moderna e cosmopolita. In uno dei tanti locali assaggiamo alcune specialità di carne (‘dolma’ e ‘kofte’), non facendoci peraltro mancare i prelibati dolci a base di miele e di granelle di pistacchio (baklava). Dopo pranzo ci incamminiamo verso l’Assos Hotel, che ci ospiterà durante il nostro soggiorno ad Istanbul. Dopo una breve sosta riposante, raggiungiamo la vicina Moschea di Solimano il Magnifico. Ingresso maestoso, al centro del quale si colloca l’imponente fontana per le abluzioni. Un tipo si dirige verso di noi e con fare minaccioso ci indica che dobbiamo munirci di un copricapo, che guarda caso lui vende per due lire turche. Per evitare inutili discussioni in mezzo alla strada e per l’esiguità dell’esborso, lo facciamo contento. La nostra guida turca ci confermerà che la visita alla Moschea è assolutamente libera da costrizioni, con la sola eccezione del doversi togliere le scarpe prima di varcare il tappeto d’ingresso.

II giorno - Dal sacro al profano, tra Moschee e bazaar

L’indomani è la volta della visita alla Nuova Moschea (Yeni Cami), dedicata alla Regina Madre, e, soprattutto, dell’attesissima Santa sofia (in greco Santa sapienza), prima Chiesa, poi Moschea, oggi museo, candidato ad essere una delle sette meraviglie del mondo moderno. Qui ammiriamo quei mosaici, ripuliti e riportati alla luce dopo l’oscurantismo voluto dalle dominazioni ottomane, usati anche come manifesto con cui questa splendida città si presenta agli occhi di un visitatore straniero. Ospita una delle cupole più grandi al mondo, le possenti colonne originarie del tempio di Efeso, ed i grandi medaglioni situati sopra le volte, riportanti i nomi in arabo delle personalità dell’Islam. Anche nel museo di San Salvatore in Chora si possono ammirare stupendi mosaici dell’arte bizantina. Il pomeriggio si dedica allo shopping al Gran Bazaar. Non sembrano esserci ‘cineserie’, ma prodotti autoctoni. Così le famose polo coccodrillate risultano di un buon cotone (di cui la Turchia è uno dei maggiori produttori), e alla fine è taroccata solo l’immagine stampata. Lì hanno ‘coccodrillato’ di tutto, anche i pigiami! Imperdibile è la gita in battello sullo stretto del Bosforo. La sera la passiamo in un locale con vista sul ponte di Ataturk, che unisce le sponde dell’Europa a quelle dell’Asia, sorseggiando del raki (forte liquore a base di anice) e provando un ottimo narghilè all’aroma di mela (pur non essendo fumatori).

III Giorno - Nel blu dipinto di blu

“E già!”, per dirla alla Vasco Rossi: la Moschea blu (Sultan Ahmet) è proprio blu, per lo sfarzo delle lavoratissime maioliche di Iznik che decorano gli interni, oltre che per il bellissimo tappeto azzurro che riveste il pavimento e per quel magico velo azzurrognolo che ricopre le cupolotte esterne che la caratterizzano. Di fronte alla Moschea blu si trova Piazza Sultan Ahmet con l’antico Ippodromo voluto da Costantino Il Grande, con l’obelisco egiziano e la colonna bronzea Serpentina del 479 a.C. A seguire, visitiamo il Palazzo di Topkapi, antica residenza dei Sultani, che custodisce al suo interno le sale dei tesori, con il diamante più grande al mondo e delle reliquie sacre, tra cui il bastone con cui Mosè divise le acque fuggendo dall’Egitto. L’Harem, poi, è un trionfo di dettagli decorativi, stucchi e pregevole maioliche. Dalle mura del Palazzo si gode del panorama sul Corno d’oro.

IV giorno - Arhceologia millenaria

Partiamo a malincuore da Istanbul per dirigerci ad Ankara. Qui visitiamo il museo delle antiche civiltà anatoliche, ricco di reperti storici. Dopo un fugace pasto in autostrada, ci dirigiamo, dapprima, nella città di Hattusas, dichiarata patrimonio dell’Unesco per via dell’antica area archeologica su cui si trovano tracce dell’antica capitale dell’impero ittita. Poi visitiamo i rilievi rupestri di Yazilikaya. Di sera ci concediamo una defaticante passeggiata in centro, ma Ankara, quanto a cose da vedere, movida, ecc... non regge il paragone con la sorella maggiore Istanbul.

V giorno - Pinnacoli, Camini delle Fate, panorami incantati

Arriviamo in Cappadocia, nella città di Nevsehir. Il tempo di cenare e subito a nanna. Affrontiamo di buon ora la visita di Goreme e Zelve: immense valli, in cui si alternano formazioni di roccia e di tufo, che, illuminate dal sole del primo mattino, fanno sembrare il visitatore come se fosse sbarcato su un altro pianeta. Qui si trovano i famosi Camini delle fate, ossia formazioni geologiche coniche tufacee, protette dall’erosione degli agenti atmosferici grazie al cappello di roccia vulcanica dura posta sopra di esse. Ce ne sono di diversi tipi e forme, da quelli col cappello a punta, a quelli a forma di funghetto, di guglia e di piramide. Visitiamo anche gli insediamenti rupestri. In particolare, percorriamo sterrati che portano a Chiese nascoste nella roccia, che regalano degli affreschi della vita di Gesù e degli apostoli, uno più bello dell’altro. Tra queste, vi è una delle Chiese dell’Apocalisse fondate da San Paolo, che di qui passò durante il suo lungo viaggio intrapreso dalla non tanto lontana Tarso. Suggestive sono poi le necropoli e le città sotterranee, esempio di vita preistorica, ma anche sfruttate nel corso dei secoli per scopi per lo più di difesa dagli invasori. Concludiamo la visita in Cappadocia dirigendoci ad Uchisar, città fortezza arroccata su uno spuntone di roccia e ad Urgup con le sue case trogloditiche.

VI giorno - Spiritualità vorticosa

La giornata inizia con la visita di Agzikarahan, con il più grande caravanserraglio turco, posto sulla via della Seta che collegava anticamente l’Oriente all’Occidente. La tappa successiva è Konya, la visita al Mausoleo di Mevlana. Mevlana, figura filosofica del duecento, fondò il movimento mistico musulmano dei Dervisci danzanti. Gli adepti indossano tutt’ora lunghi abiti e turbanti e pregano attraverso una vorticosa danza durante la quale roteano incessantemente. Il mausoleo è centro di pellegrinaggio e la sua caratteristica torre verde dona a questo complesso un’armonia di splendore, fra minareti, cupole e torricini che lasciano stupefatti

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