Turchia, l’Oriente a portata di mano

Un tour di gruppo in una tranquilla Turchia di qualche anno fa
Scritto da: criber70
turchia, l’oriente a portata di mano
Partenza il: 16/12/2011
Ritorno il: 23/12/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

1° GIORNO

Il 2011 è stato un anno molto triste per me, per via della malattia e della morte di mia mamma. L’idea di affrontare il Natale a casa, immersa tra le decorazioni, i regali e gli auguri mi turba parecchio. A me ed a mio marito viene quindi l’idea di “fuggire” proprio in quel periodo ed il caso ci porta in Turchia.

Questa volta decidiamo un po’ all’ultimo momento di partire e per comodità ci affidiamo ad un tour di gruppo, cosa per noi piuttosto insolita.

Il 16 dicembre partiamo con un volo da Torino per Istanbul ed arriviamo nella città di confine tra Europa ed Asia nel tardo pomeriggio, sotto una fitta pioggerellina, ma con una temperatura non esageratamente fredda.

Durante il transfer dall’aeroporto all’hotel ci colpisce il traffico molto intenso e ci accorgiamo di trovarci in una città molto moderna, con centri commerciali, locali, auto nuovissime; non ce l’aspettavamo così!

Arriviamo nel nostro hotel, un 4 stelle situato nella città vecchia; a dire il vero ne vale a malapena 3 ma… tra le varie opzioni abbiamo scelto la più economica, quindi non possiamo lamentarci!

Incontreremo il gruppo solo domani pomeriggio, quindi per cena siamo liberi.

Abbiamo appuntamento con due amiche di Padova che si trovano casualmente ad Istanbul. Optiamo per un ristorante vicino all’albergo, che sembra frequentato più da gente del posto che non da turisti. Prendiamo una grigliata mista di carne e verdure con del riso; non male, peccato ce la servano quasi fredda.

Due chiacchiere e torniamo in hotel.

2° GIORNO

Dopo una notte quasi insonne per via dei rumori provenienti dalla strada, del letto piccolo e del cuscino basso, alle 6.30 ci alziamo. La colazione non ci soddisfa (al buffet troviamo zuppa, insalata, patate… di solito ci adattiamo alle abitudini locali, ma non ce la sentiamo proprio di affrontare queste pietanze di prima mattina!). Alle 8 siamo pronti per la visita guidata della città. Vengono a prenderci con un minibus ed iniziamo un pellegrinaggio per vari alberghi a caricare turisti di ogni nazionalità. Alle 9, dopo aver perso un’ora senza vedere nulla, ci suddividono in base alla lingua e finalmente incontriamo Cem, la guida che ci accompagnerà alla scoperta di Istanbul. Arriviamo all’Ippodromo (che in realtà è una piazza!) ed entriamo nella Moschea Blu. E’ enorme, completamente ricoperta di maioliche, molto imponente. Proprio di fronte visitiamo Santa Sofia; ex chiesa, ex moschea, ora museo. E’ totalmente decorata con dei mosaici, bellissima. Davanti a Santa Sofia si trova il principale bagno turco della città; la guida ci spiega che per loro è un’abitudine andarci almeno una volta al mese. Proseguiamo a piedi e molto abilmente veniamo trascinati in un negozio di tappeti, con la scusa di farci assaggiare il te alla mela e di poter usufruire della toilette. Ci “rapiscono” per almeno mezz’ora senza successo, nessuno compra. Finiamo il tour al Gran Bazar. Negozi d’oro, argento, tessuti; per carità, è enorme e molto colorato ma… a Torino abbiamo Porta Palazzo e non ci sembra nulla di eccezionale. Ora dovremmo aspettare il minibus che ci riaccompagni in hotel, ma la guida ci spiega che è vicino e possiamo arrivarci a piedi. Il suo lavoro è finito; ci indica la strada e ci saluta. Tutto bene ma… abbiamo la netta impressione di aver perso la mattinata ed aver visitato la minima parte di ciò che Istanbul offre… avessimo girato per conto nostro avremmo visto di più e questo ci fa molta rabbia!

Prima di tornare in albergo ci fermiamo a mangiare quello che i turchi chiamano “kebab”, che in realtà è genericamente carne cotta allo spiedo, non necessariamente nel panino come lo conosciamo noi. Lo assaggiamo condito con pistacchi e yogurt; ottimo ma… un signore turco accanto a noi ordina un bellissimo piatto che ci incuriosisce molto e ci pentiamo un po’ della nostra scelta; è una sorta di spezzatino con delle verdure, servito con una cucchiaiata di yogurt denso (o forse formaggio molle?). Lo accompagna bevendo una specie di yogurt molto liquido a cui aggiunge il sale… cosa sarà mai?

Arriviamo in hotel, recuperiamo la valigia e verso le 13.30 viene a prenderci Ugur, la guida che ci accompagnerà per tutto il tour.

Si forma il gruppo, dodici persone in tutto: noi, un ragazzo di Busto Arsizio, due ragazze spagnole e sette messicani. La guida dovrebbe dare le spiegazioni sia in italiano che in spagnolo, ma in realtà ben presto si accorgerà che capiamo un po’ lo spagnolo, quindi smetterà di parlare italiano… niente di grave, praticare una lingua straniera (che peraltro non abbiamo mai studiato!) è sempre utile. Viaggiamo su un minibus che inizialmente sembra scomodo e poco spazioso, ma in realtà si rivelerà pratico e contribuirà a creare un’atmosfera famigliare. Impieghiamo più di un’ora per uscire da Istanbul a causa del traffico. La nostra guida ci spiega che ci sono circa 18 milioni di abitanti… è comprensibile che si creino ingorghi! Imbocchiamo l’autostrada per Ankara e viaggiamo per oltre cinque ore, facendo una sosta intermedia in un autogrill modernissimo. Durante il viaggio non una parola da parte della guida, se non informazioni pratiche sulla cena di stasera e la partenza di domani. Rimpiango di non aver comprato una guida cartacea da leggere e… mi faccio i complimenti da sola per come lavoravo io quando accompagnavo i gruppi, sempre con il microfono in mano a raccontare tutto ciò riuscivo sui luoghi che stavamo attraversando! Arriviamo ad Ankara verso le 20 ed in hotel prendono in consegna le nostre valigie; ce le consegneranno con calma, verso le 22… La guida e l’autista ci salutano e se ne vanno (loro abitano ad Ankara) e noi ceniamo in hotel; il buffet è ben fornito, peccato che abbiano una gran fretta di sbaraccare il tutto. Vorremmo utilizzare la piscina e la SPA dell’albergo, ma chiudono alle 22.30, quindi non facciamo in tempo. La camera è carina, peccato ci sia una temperatura tropicale e non ci sia verso di regolarla… ci rassegniamo e tentiamo di dormire.



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