Capodanno in Tunisia

Tour del Paese in sette giorni

  • di diamante81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2+gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ecco qui il diario di viaggio della Tunisia. Diversamente dal solito il viaggio è stato fatto con un gruppo organizzato, ma contiene comunque diversi consigli utili per coloro che si apprestano a visitare questo splendido Paese. Come sempre i suggerimenti sono nel testo, ma facili da individuare per coloro che non vogliano leggere tutto.

Il tour è stato organizzato dal Cral di Pescara (Donato Monticelli) in collaborazione con la Fuada Tour di Roma (Adalet Mouldi)

GIOVEDì 27 DICEMBRE 2012

Si parte! Alzarsi alle 4 non è stato terribile ma non riuscire a dormire sul pullman mi ha fiaccato. Per fortuna non c’è problema che un panino con la frittata non riesca a risolvere. Il pullman parte da Montesilvano; dopo alcune fermate raggiunge Pescara, poi fa un’ultima tappa ad Avezzano. L’autobus è pieno! Siamo 67 compagni di viaggio ma una parte del gruppo è già a Roma. Alcuni sono stanchi, altri particolarmente chiacchieroni, molti si conoscono già, altri si conosceranno durante il viaggio. Facciamo una sosta in autogrill ed è qui che avviene il primo evento buffo della vacanza. Mentre mi asciugavo le mani in bagno una compagna di viaggio, scambiandomi per la sua amica Filomena, mi ha abbracciata forte parlandomi. Girarmi e vedere il suo viso incredulo è stato uno spasso! Prima di ripartire, l’organizzatore ci conta: sembra proprio una gita della scuola media. All’aeroporto di Roma Fiumicino ci attende Adalet che ci consegna i documenti di viaggio e gli zaini della sua agenzia. Tutto si svolge perfettamente e il volo con la TunisAir è eccezionale. In aereo viene servito un piccolo pranzo con riso, verdure, formaggi, panino, dolce e bevande a scelta. È stato anche possibile scegliere il menù vegetariano. In questo secondo caso, però, il pasto ci è arrivato solo parzialmente scongelato! Il ritiro bagagli è stato rapido e all’uscita ci aspettano due pullman da 50 posti che ci porteranno in giro per tutto il tour. Siamo circa una trentina in ogni autobus perciò gli spostamenti sono molto comodi. Il nostro autista sarà Ichem Mabrouk per tutto il tour. Ichem è un ragazzo di poco più di trent’anni, in apparenza riservato ma sempre sorridente. È molto professionale e calmo; non si altera nemmeno quando il pullman comincia ad avere problemi ed è costretto a fare alcuni chilometri fermandosi ogni cinque minuti.

Prima di raggiungere l’albergo, che si trova ad Hammamet, visitiamo Sidi Bou Said. Per raggiungere la parte alta bisogna attraversare delle stradine piene di insegne di botteghe e negozi che stonano con l’atmosfera “andalusa”. Le numerose bancarelle, invece, rendono l’ambiente turistico ma senza rovinarne l’effetto magico che suscitano i muri bianchi e le persiane azzurre. Ogni pullman ha una guida locale. La nostra si chiama Mondher Ochi. La sorella ha sposato un italiano e vive in Puglia. L’accento di Mondher, di conseguenza, è un misto di tunisino e pugliese. Se a ciò aggiungiamo il grande senso dell’umorismo e la vis comica il gioco è fatto: ci sta facendo divertire moltissimo con le sue battute. È anche una persona molto preparata che racconta e spiega con dovizia di particolari non solo ciò che vediamo ma anche la situazione politica ed economica del paese, gli aspetti religiosi e quelli storiografici. Insieme a Mondher ci sono Adalet Mouldi e Naceur Bouabid. Il primo è il titolare dell’agenzia che organizza il viaggio e ci tiene a rendere questo tour indimenticabile. Si preoccupa che le camere degli hotel siano in ordine, che i vegetariani abbiano i pasti diversi, etc. Naceur è una guida calma e riservata le cui spiegazioni sono sempre impeccabili così come il suo comportamento. Pur non essendo sul suo pullman e, di conseguenza, non potendo assistere a tutte le sue esposizioni, abbiamo imparato a conoscerlo durante i colloqui serali davanti ad un buon tè alla menta o un narghilè. Quando si fa un tour organizzato si rischia di perdere il contatto con la popolazione locale a causa dei tempi rapidi di spostamento, dei pernottamenti e dei pasti in luoghi prettamente turistici; le tre guide hanno colmato questo vuoto spiegandoci tante cose e facendoci entrare in contatto con la cultura e le persone del luogo

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