Tunisia: tutta da scoprire!

Per chi vuol conoscere un Paese alle porte dell'Italia, assaporare il deserto del Sahara, spendendo cifre ragionevoli
Scritto da: firenze74
tunisia: tutta da scoprire!
Partenza il: 31/12/2012
Ritorno il: 10/01/2013
Viaggiatori: 2

Il mappamondo che si girava ripetutamente ed alla fine si è fermato sulla Tunisia: biglietti emessi: 10 giorni da vivere intensamente in un paese che all’occhio di molti dice soltanto: Hammamet, Monastir, Sousse, Djerba. Vi garantisco che c’è molto altro: Con una spesa davvero contenuta abbiamo visto posti bellissimi, conosciuto la vita del posto e ci siamo divertiti. Più viaggiatori che turisti, abbiamo potuto apprezzare appieno la Tunisia così simile al nostro paese nel nord e sul Mediterraneo, così diversa e affascinante nel sud con oasi, deserto, lunghe strade, coloratissimi mercati, uomini avvolti in lunghi mantelli marroni e scenari indimenticabili che sicuramente hanno ispirato George Lucas e hanno contribuito a rendere la saga di Guerre stellari così suggestiva. La situazione della Tunisia ci è sembrata assolutamente normale e tranquilla, la gente parla volentieri, bambini schiamazzanti per le strade all’uscita da scuola, giornali in arabo e in francese, strade e mercati pieni di gente, donne con velo e senza che passeggiano insieme, ragazzi tali e quali ai nostri e molta disponibilità e attenzione verso i visitatori. La lingua parlata è l’arabo, comunque il francese e l’italiano sono diffusissimi. Non abbiate preoccupazioni di chiedere in italiano. Verrete capiti dalla maggior parte della gente che incontrerete.

31 dicembre

Partenza da Firenze all’alba. Mattino alle 05.30, la sveglia suona.. tutto pronto. Bagaglio fatto e via direzione Aeroporto. Imbarco regolare, così come il volo: un’ora poco più da Roma. Alloggiamo all’Hotel Tiba in una piccola traversa del Viale Habib Bourghiba che con i suoi negozi e alberi ricorda gli Champs Elysee: 60 Euro compresa la colazione. Nel pomeriggio visitiamo il Museo del Bardo in autobus nonostante il traffico intenso. La città sembra bloccata, tutti in attesa della fine dell’anno. Lunghe colonne di auto si affannano sulle principali arterie di circolazione. Lungo in tragitto vediamo la Camera dei Deputati dove si sta cercando di scrivere la nuova Costituzione. Il museo è più bello dal vivo che nelle immagini viste su Internet prima di partire. All’ingresso si può richiedere l’audioguida, se si è da soli, e pagare, al costo di 1 dinaro, il diritto di fare le foto. Ospita infatti una stupenda collezione di mosaici provenienti dai diversi siti archeologici della Tunisia, realizzati fra il II ed il IV secolo prevalentemente come decoro delle sontuose ville dei ricchi cittadini romani dell’Africa. Tra l’altro, il Palazzo del Bardo, residenza ufficiale dei bey husseiniti e costruito a partire dal XIII secolo, meriterebbe di essere visitato anche se fosse privo delle sue collezioni. Fra le centinaia di reperti presenti al suo interno, sono da segnalare le maschere puniche (realizzate in terracotta e rappresentanti volti contratti in smorfie e risa), un altare completamente decorato lungo i lati dedicato alla gens Augusta e, fra i tanti mosaici esposti, quelli con le raffigurazioni della fuga di Perseo ed Arianna, del trionfo di Nettuno, del trionfo di Bacco, delle gesta di Ulisse, di Orfeo che incanta le bestie feroci e di Virgilio fra le muse. Rientriamo in albergo e ci prepariamo per il veglione. Un Taxi con del buon revival disco ci accompagna al “NIRVANA”. Sino allo scoccare della mezzanotte veniamo serviti con piatti di carne e pesce. Musica di atmosfera ci accompagna per tutta la sera, ma dopo la mezzanotte ci abbandoniamo a balli in pista insieme ai ragazzi tunisini. Andiamo a letto molto stanchi..

01 gennaio

Riposo assoluto, sveglia tarda… Visitiamo Sidi Bou Said. Per raggiungere la parte alta bisogna attraversare delle stradine piene di insegne di botteghe e negozi. Non vi è il solito brulichio di gente, forse l’orario e la data sono i motivi principali di questo “silenzio”. Le numerose bancarelle, invece, rendono l’ambiente turistico ma senza rovinarne l’effetto magico che suscitano i muri bianchi e le persiane azzurre. La cittadina regala scenari meravigliosi ai turisti che dal lungomare si godono romantici tramonti sul mare, magari scorgendo anche le rare colonne fenici sopravvissute della vicina Cartagine. Una bellissima cittadina che si riempie di turisti nel tardo pomeriggio, proprio quando noi abbiamo deciso di fare rientro ed evitare la massa di gente che sale per le stradine del paesino non senza prima concederci un the alla menta e pinoli sotto gli ombrelloni del caffè all’aperto affacciato sulla baia.

02 gennaio

Con molta calma e rilassatezza ci svegliamo facciamo colazione e poi partiamo con una destinazione precisa: Cartagine. I principali luoghi di interesse sono sei, si trovano ad una notevole distanza l’uno dall’altro. L’idea migliore è quella di salire su un treno della linea TGM (rete metropolitana) che serve la zona centrale dell’area. Prendiamo il treno e dopo circa venti minuti di percorrenza arriviamo a Cartagine. Il miglior luogo dal quale iniziare è la Collina di Byrsa, dalla quale si domina l’intera area e si può godere uno splendido panorama. Ai suoi piedi, si trova la Cattedrale di San Luigi, visibile anche a chilometri di distanza date le dimensioni colossali. Fu costruita dai francesi nel 1890 e dedicata al re-santo del XIII secolo morto sulla spiaggia di Cartagine nel 1270 durante la malaugurata VIII crociata. Nonostante sia stata sconsacrata e chiusa per anni, è stata recentemente restaurata e riaperta al pubblico con destinazione di area espositiva. Il Museo nazionale è la grande costruzione di colore bianco sul retro della cattedrale e le sue nuove collezioni meritano senz’altro una visita; di particolare interesse è la sezione punica al piano superiore. L’anfiteatro romano sul versante occidentale della Collina Byrsa, a 15 minuti di strada dal museo, sembra essere stato uno dei più grandi dell’impero, sebbene oggi rimanga ben poco a testimonianza del suo glorioso passato, dal momento che la maggior parte delle sue pietre sono state utilizzate per altre costruzioni nei secoli successivi. La serie di enormi cisterne a nordest dell’anfiteatro costituiva la principale fonte idrica per Cartagine durante l’epoca romana. Le Terme di Antonio si trovano più in basso, verso il mare e colpiscono per le loro dimensioni e la loro ubicazione. Stanchi dopo una lunga giornata di cammino facciamo rientro in città dove rientriamo nel tardo pomeriggio.. una sana doccia e poi si riparte per una cena tipica al “DAR EL JELD”. Il ristorante più famoso di tutta la Tunisia: cena ottima, ambiente di lusso. Prezzi molto abbordabili per le nostre tasche.



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