Toscana delle meraviglie

Quattro giorni e 1/2 a spasso per una delle regioni più belle d'Italia

  • di Bilbix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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La Gastronomia

Più che un break carnevalesco, il nostro viaggio in Toscana è stato un vero e proprio tour enogastronomico, e la cucina locale l’ha fatta da padrona durante i quattro giorni spesi in terra etrusca, tra i più esilaranti e saporiti della nostra vita itinerante: tre cene ed un pranzo davvero memorabili.

Si parte allora da Pisa e dal ristorante Il Campano, consigliatoci dal receptionist dell’albergo la cui stazza significativa era già di per sé garanzia di assoluta qualità: non potevano cadere meglio! Siamo in pieno centro storico, in un locale le cui pareti son rivestite di stampe antiche, e le scansie traboccano di vini pregiati; la simpatia e la cordialità dello staff e dei gestori, fanno il resto, uniti ai sapori della tradizione: per cominciare proviamo la ribollita, una sorta di zuppa di verdure di stagione a base di legumi e cavolo nero, un po’ densa e straordinariamente ricca di gusto e buone calorie: una delizia. A seguire: controfiletto (di manzo) ai carciofi per i miei amici, e una cinta senese lavorata con mele al porto, per il sottoscritto, un piatto di carne di maiale, un’autentica gioia per il mio palato avvezzo ad apprezzare l’agrodolce in ogni sua forma e sostanza; tutti piatti dai gusti comunque delicati, anche se intensi, apparentemente elaborati, ma in realtà tesori di una secolare sapienza culinaria che parte dal basso, dalla campagna circostante, generosa d’ogni genuina primizia, spesso d.o.p.

Proseguiamo con una seconda serata dedicata al mare e ai suoi profumi e aromi: siamo a Livorno, al ristorante L’Ancora, nella zona detta La Venezia, grazie ai numerosi canaletti e ponticelli che la caratterizzano.

Esordiamo con un piatto di tagliatelle allo scoglio, ovvero condite coi più classici frutti di mare: cozze e arselle in primis, e rigorosamente in bianco, ricorda parecchio quella che facciamo anche in Sardegna. A seguire il famoso cacciucco, una zuppa di pesce semplice e saporitissima, completa di qualche fetta di pane imbevuta nel delizioso sugo, che riposava placida sul fondo del piatto come la più sfiziosa delle sorprese. Entrambe le pietanze abbondano di peperoncino, che accompagna e a tratti stravolge un po’ i gusti, specie per i palati più sensibili come quello di Jole, che infatti gradisce con riserva. Non ci facciamo mancare anche un assaggio di baccalà alla livornese: un’autentica goduria, buono, dal sapore sublime e morbidissimo, condito com’è coi pomodorini e la giusta quantità di sughetto rosso; un classico Chianti bianco completa il capolavoro, ben servito nel suo apposito ‘vestitino’ salva freschezza.

Per la terza e la quarta serata, invece, torniamo a Pisa e ci affidiamo al consiglio datoci dall’assistente dell’autonoleggio con la quale abbiamo sbrigato le pratiche di ritiro della vettura all’arrivo. Il ristorante ‘Da Antonio’ si trova nell’hinterland cittadino, in una frazione chiamata Arnaccio, nel comune di Navacchio. La prima serata la dedichiamo alla carne, prendendo tuttavia le distanze dalla pur invitante e famosissima regina della zona: la bistecca alla fiorentina, che io ricordavo terribilmente cruda e immangiabile, e i miei compagni di viaggio temevano, poiché amanti di carni ben cotte. Ci affidiamo allora al più amichevole galletto cotto al forno a legna, le cui braci e la cui fiamma potevamo ammirare anche dal nostro tavolo. Un’atmosfera casareccia, genuina, familiare; il personale sorridente e affabile, camerieri disponibili e gentili, e cuochi che all’occorrenza diventavano suggeritori e salutavano i nuovi arrivati come gente di casa. Persone certamente avvezze a trattare tanto col turista che col cliente abituale, tutti amici e benvenuti, nessuno escluso; trattamento ottimale e buon rapporto qualità/prezzo; non c’è che dire: stavolta ci hanno consigliato proprio bene, e noi abbiamo fatto altrettanto bene a fidarci

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Commenti
  1. benbenson
    , 20/7/2012 22:55
    Peccato non avete visitato Pistoia, basta mezza giornata per vedere il suo centro storico che nulla ha da invidiare a quello delle altre citta' toscane. Da notare, cosa sconosciuta ai più, la cupola della chiesa della Madonna che dopo San Pietro a Roma e Santa Maria Novella a Firenze é la terza piú grande d'Italia.Fateci un pensiero per la prossima volta.
  2. Lory1001
    , 5/5/2012 21:56
    La Toscana è una regione meravigliosa... Sono stata a Montaione (Firenze) dove ho visitato la Gerusalemme di San Vivaldo dove Antonello, un terziario francescano, spiega con immenso amore la storia del Sacro Monte. Quest’ultimo è stato definito da Eugenio Battisti la “Disneyland Sacra”. Il Sacro Monte è popolato da gruppi plastici in terracotta policroma realizzati in modo che il pellegrino comprende immediatamente quali sono i personaggi raffigurati. Quelli positivi hanno incarnati chiari e volti angelici mentre quelli negativi hanno un’espressione del volto aggrottata ed un incarnato scuro.
    La visita al Sacro Monte inizia dalla chiesa, prosegue nel convento e termina con la visita delle cappelle. È un itinerario che colpisce il visitatore nel profondo ed è un’immersione nel dramma sacro che ci vede come protagonisti. Consiglio di guardare la video intervista su: http://tuscanyholidaysmontaione.blogspot.com/2011/06/san-vivaldo-la-disneyland-sacra.html
  3. Bilbix
    , 24/3/2012 20:50
    Già, proprio sorprendente; una meraviglia dopo l'altra. Quando si riparte??? :))
  4. Luiss
    , 24/3/2012 17:54
    Ciao..... è davvero una Meraviglia la Toscana.

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