Siamo partiti dall'aeroporto di Fiumicino il 14 gennaio 2004, con un volo della Royal Jordanian. Costo del biglietto, tasse incluse: 623,86 euro A/R a persona. Scalo ad Amman (+1 ora rispetto all'Italia), volo per Bangkok 9 ore dopo. Durante l'attesa, ...
Siamo partiti dall'aeroporto di Fiumicino il 14 gennaio 2004, con un volo della Royal Jordanian. Costo del biglietto, tasse incluse: 623,86 euro A/R a persona. Scalo ad Amman (+1 ora rispetto all'Italia), volo per Bangkok 9 ore dopo. Durante l'attesa, inaspettatamente, la compagnia aerea ci ha portati in albergo, dove abbiamo potuto riposare in camera e cenare senza spendere un centesimo.
15 gennaio: Bangkok Arrivati all'aeroporto di Bangkok (+6 ore rispetto all'Italia), che dista circa 40 km dal centro città, abbiamo prelevato dei soldi allo sportello automatico con la carta di credito (non ha senso portarsi dollari, l'euro viene cambiato ovunque, e meglio), poi dall'aeroporto siamo andati alla stazione ferroviaria (ci sono le indicazioni per raggiungerla ben visibili) e abbiamo preso un treno per la città (Stazione di Hualamphong) a 20 Baht a persona (circa 40 cent di euro). A chi intende visitare la città usando i mezzi pubblici, consiglio di acquistare la cartina di Bangkok che viene venduta alla stazione sia all'ufficio informazioni ferroviarie che all'ufficio informazioni turistiche a 50 Baht (attenzione, troverete un sacco di banchetti con la scritta “Tourist Information”, ma quello vero lo trovate salendo la scala, sulla sinistra; gli altri sono lì per proporre alberghi ed escursioni). La cartina in sè è fatta abbastanza male per ciò che concerne la grafica, ma riporta tutte le fermate con i numeri dei relativi autobus che vi si fermano (numeri grandi: bus climatizzati, numeri piccoli: bus normali). Avevamo prenotato la prima notte nella zona di Bangrak (zona indiana/musulmana), Hotel Woodlands Inn (470 Baht a notte, inclusa colazione, camera matrimoniale con bagno e aria condizionata). Dalla stazione di Hualamphong abbiamo raggiunto l'albergo a piedi (15 minuti). Ci siamo riposati qualche ora e abbiamo cenato in albergo (400 Baht in due= 8 euro), visto che non avevamo ancora preso familiarità con la zona e la stanchezza ci impediva di gettarci all'avventura... L'hotel ha anche un internet point (50 Baht all'ora), ma le connessioni dalla Thailandia, in generale, sono molto lente, anche nei posti in cui espongono cartelli che dicono il contrario...
16 gennaio: Bangkok Dopo la colazione in hotel, abbiamo preso il bus urbano n°1 (3,5 Baht a persona) per il centro, zona Grand Palace. Il Grand Palace è un isolato interamente recintato da mura alte, in cui si trovano splendidi templi dalla consueta forma a pagoda uno accanto all'altro, in una profusione di colori, riflessi di luce e profumi di incenso e fiori di loto, e in cui si trova il Wat Phra Kaew, tempio che custodisce il Buddha di Smeraldo, immagine piccola che viene “vestita” dal Re ad ogni cambio di stagione con un abito diverso. In ogni tempio buddhista e palazzo reale, ci si tolgono le scarpe prima di entrare, ed è vietato l'ingresso in abiti non consoni al luogo (canottiere, pantaloncini, gonne corte). All'ingresso del Grand Palace, che è un luogo non solo sacro ma a cui si deve rispetto in quanto palazzo reale, c'è un ufficio apposito che si occupa di “prestare” abiti e scarpe (nei palazzi e giardini reali, si devono indossare scarpe chiuse, che andranno poi tolte per accedere alle stanze interne e ai templi) sotto cauzione, che verrà resa alla restituzione degli abiti. Se preferite girare in pantaloncini e canottiera e pensate di prendere in prestito i vestiti là, consiglio di arrivare lì all'apertura, così c'è meno fila. L'ingresso al complesso del Grand Palace costa 200 Baht a persona, e include anche l'ingresso alla Vinanmek Mansion e alla sala del trono di Abhisek Dusit, quindi conservate i due tagliandi che avanzano se intendete visitare questi due luoghi, situati in un'altra zona della città. Qualche considerazione sul Grand Palace: è un luogo incredibile, immerso nel traffico caotico e nello smog di una metropoli, e varcandone la soglia sembra di entrare in un altro mondo... Ovviamente è la meta principale del turismo a Bangkok, per cui non troverete mai la tranquillità e il silenzio per visitarlo che questo luogo merita. La spiritualità e il misticismo che dovrebbe emanare, sono azzerati dal continuo andirivieni di turisti con macchine fotografiche che macinano foto su foto tra fedeli buddhisti che invece usano quel luogo per ciò che è: un luogo di culto. Nota su quanto ho osservato nei templi buddhisti: sono molto simili per quanto concerne forma e aspetto esteriori, e l'interno è costituito da ciò che potremmo definire un altare centrale unico (ma non è un altare) in cui si trova generalmente una statua molto grande del Buddha, circondata da un numero non definito di altre immagini e statue, lampadari, candele (non in tutti i templi), lampade, vassoi per le offerte di fiori di loto, ecc. Davanti a questo nucleo si trova un tappeto in cui ci si inginocchia per pregare e su cui, per rispetto, non dovreste mai stare in piedi. Davanti alle immagini del Buddha ci si inginocchia senza mai indirizzare i piedi verso Buddha (i piedi sono considerati la parte più impura di una persona, è considerato offensivo, ad esempio, indicare una persona o una cosa con un movimento del piede, e se si tocca qualcuno accidentalmente con il piede, bisogna chiedere scusa). In Thailandia il saluto non è mai una stretta di mano o un abbraccio, o due o più baci sulle guance. Il saluto è costituito dalle mani giunte e un impercettibile inchino, ed esiste una differenza nel saluto a seconda della persona a cui è indirizzato. Le mani giunte ad altezza del petto sono il saluto comune, per le persone “normali”. Al Re e ad altri alti ranghi, le mani sono giunte ad altezza del viso; a Buddha, sono giunte ad altezza della fronte