Era da tempo che volevamo visitare Zanzibar, l’isola delle spezie e dei sultani….cercavamo un hotel semplice ed economico sulla spiaggia di Paje o di Jambiani, lontano dalla confusione dei mega villaggi di Kiwengwa. A dicembre 2008 troviamo delle ottime offerte ...
Era da tempo che volevamo visitare Zanzibar, l’isola delle spezie e dei sultani...Cercavamo un hotel semplice ed economico sulla spiaggia di Paje o di Jambiani, lontano dalla confusione dei mega villaggi di Kiwengwa.
A dicembre 2008 troviamo delle ottime offerte su Todomondo, e, dopo avere letto buone recensioni su Tripadvisor, prenotiamo una settimana in mezza pensione presso l’Hotel Sau Inn, piccolo 3 stelle posto sulla spiaggia incontaminata di Jambiani alla modica cifra di 1.143 euro in due, volo intercontinentale compreso.
Il 25 Febbraio partiamo da Palermo per Milano Malpensa, dopo qualche ora, alle ore 23:00, saliamo sul volo della Compagnia Blu Panorama diretto a Zanzibar.
L’aereo non è male, il sedile vicino ai nostri resta vuoto per cui riusciamo a distendere un po’ le gambe e a dormicchiare per tutta la durata del volo.
Atterriamo alle 9:00 del giorno dopo, indossiamo sandali ed infradito, posiamo i giubbotti e scendiamo dall’aereo... che bel calduccio che c’è! L’aeroporto è un capannone senza aria condizionata, ma per fortuna non aspettiamo molto, dopo mezz’ora compare la nostra valigia e, stranamente, nessuno ci chiede mance.
Cambiamo un po’ di soldi in scellini tanzaniani, ( il cambio in aeroporto sarà il più favorevole di tutta la vacanza (1$ = 1.300 TZS ) e ci dirigiamo verso il bancone di Todomondo.
Dopo mezz’ora siamo sul pulmino che ci condurrà al nostro hotel, siamo gli unici del volo che vanno al Sau Inn.
L’entroterra è bellissimo, interamente ricoperto da palme, manghi, banani; purtroppo vediamo anche piccole capanne di fango con il tetto in lamiera dove vivono famiglie numerose e tanti bambini ci rincorrono dandoci il benvenuto con i loro “ Jambo! “ L’hotel è graziosissimo, immerso in un bel giardino di palme e fiori, il bungalow semplice e carino ha il letto a baldacchino con la zanzariera, il bagno piccolo e semplice ma pulito, non c’è aria condizionata né frigobar ma solo un ventilatore.
La spiaggia è a pochi metri...Selvaggia e incontaminata, quasi deserta, proprio come la sognavamo noi.
Di fronte ci sono le coltivazioni di alghe ma per noi non è un problema fa parte delle tradizioni del posto e poi basta superarle per scoprire un’acqua limpidissima! Sistemiamo velocemente i nostri indumenti nell’armadio e corriamo in spiaggia...Entriamo in acqua e cominciamo a camminare in direzione della barriera corallina che è veramente lontanissima.
L’acqua comincia a ritirarsi e noi ci divertiamo un mondo nel cercare ofiure e paguri nelle pozze d’acqua calda.
E’ giunta l’ora di andare a pranzo e così cominciamo ad incamminarci verso l’hotel; in spiaggia incontriamo un ragazzo di nome Chiki che, con le sue lunghe treccine nascoste dentro un berretto in stile giamaicano, è il sosia spiccicato di Bob Marley.
Ci chiede da dove veniamo, e ci propone un giro sul suo dhow per il giorno dopo per 20 dollari; noi accettiamo e gli diamo appuntamento sulla spiaggia alle 9:00 in punto.
Il ristorante dell’hotel è veramente molto bello, ha il tetto in makuti come i bungalows, e i tavoli sono disposti su di una terrazza panoramica da cui si vede la spiaggia e la bella piscina dell’hotel.
Ordiniamo del pollo fritto e del filetto di barracuda fritto panato nella noce di cocco grattugiata ( divino!! ), il tutto accompagnato da riso o patatine fritte, verdure e insalata.
Finiamo con due belle macedonie di frutta tropicale dolcissima e ce ne torniamo in stanza belli sazi per fare un riposino.
Trascorriamo un paio d’ore in spiaggia e, dopo una doccia veloce, andiamo a cenare