Scatterlings of Africa

Il nostro 'grande viaggio' numero nove, il secondo con Federica e Davide. Una fantastica galoppata tra le imperdibili mete del Sudafrica

  • di jackg2
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Cape Town, la città più bella del mondo. Le Winelands: vini pregiati in Africa. Una strada, un giardino, ai bordi di due oceani - la Garden Route. Squali e balene. St Lucia - il parco è tutto attorno a te. Il fantastico regno di Swaziland. Kruger: il modo migliore di stanare i Big Five, in un parco grande quanto una nazione.

20/8

Asakusa! Il nostro grido di battaglia risuona ancora nelle orecchie mentre ci apprestiamo ad iniziare il secondo ‘grande’ viaggio insieme, la Fede e Davide, Domy ed io (Jack). Era il messaggio benaugurale che sottolineava le nostre avventure giapponesi, due anni fa. Ci riproviamo quest’anno in Sudafrica, con l’auspicio di vivere insieme un’altra bella esperienza. Partenza da casa nostra con l’auto di Davide, gloriosa Toyota Avensis station, in pieno agosto, incuranti dell’inverno australe. Ore 11 e 30 – lasciamo casa. Alle 15 e 45 partiamo da Venezia, per la prima volta con Emirates – cosa diavolo si mettono in testa quelle ragazze? – con Airbus – modello? Ogni volta cambia il tipo o il sottotipo… A3 qualche cosa. Ma tutti mezzi moderni, abbastanza comodi (sempre di voli in economy si tratta). Guardiamo con invidia i posti della business e superbusiness, e ci accomodiamo dove ci tocca (zona F – sfigati, sempre gli ultimi a salire a bordo). Si mangia benino. Ovviamente non per Domy, che perde appetito solo al pensiero di salire su un aereo. Il mio curry lamb è potabile, e lo sarà anche al ritorno. I pranzi ‘lattosio free’, precedentemente prenotati per la Fede, vengono consegnati sempre puntualmente… a me! Gli schermi funzionano bene, si possono vedere molti film, giocare, guardare i tanti display delle telecamere esterne, ed avere le informazioni sul volo. Perfino la temperatura è moderata e non rischiamo l’ibernazione. A Dubay, sosta obbligatoria. Il transfer dall’aereo al terminal è interminabile, dandoci un’idea delle dimensioni dell’aeroporto. Percorriamo i lunghi corridoi per il reimbarco, già assonnati, tra popoli di ogni razza, e donne sotto ogni sorta di velo. Ripartenza prevista alle 3 e 50.

21/8

Il viaggio ci sfinisce. 10 ore non sono uno scherzo, dopo quanto già accumulato. Arriviamo alle 11 e 20 a Cape Town. Alle 12 e 20 in Hotel – Gaden Court Eastern Boulevard. Ci riposiamo giusto un’ora, comprensiva di doccia, e ci dirigiamo subito verso il V&A Waterfront, il bel centro commerciale moderno costruito nei pressi del porto, meta preferita per acquisti e cene. Piove e fa freddo. Facciamo i biglietti per Robben Island per l’indomani, dopo uno spuntino al Mug & Bean locale. Per la cena, (o la merenda: sono le 6 e 30 pm), invece, scegliamo, tra i tanti, il Cape Town Fish Market. Il primo di una serie di successi gastronomici della nostra vacanza. Stiamo sul pesce (ovviamente). I bagni bisogna cercarseli – quelli pubblici – all’esterno del locale. Si devono percorrere cunicoli che mettono ansia, ma alla fine risulteranno sempre puliti e innocui. Stremati dalle oltre 24 ore di viaggio, torniamo verso la nostra minivan, minicompatta, Nissan Livina, parcheggiata a un km di distanza. Attiriamo le attenzioni di un personaggio locale, vistosamente alterato dall’alcol, che ci accompagna, decantandoci la bellezza di Cape Town, la più bella città del mondo a sentire lui (e Flora, mia cognata, che ci va ogni anno) - I travell’dd wo’dd becous’ I’m a seeeea man and havn’tt seen a betta one - Sea men, da questo momento saranno tutti i personaggi strani che incontreremo in questo colorato girovagare per l’Africa. Ed “I’m a seeea man, tarattattata’, sulle note di Soul Man di Sam & Dave (1967 – ripresa poi da James Brown, ma soprattutto dai Blues Brothers in un memorabile Saturday Night Live del 1978) diventa il tormentone del viaggio. Per fortuna un poliziotto viene in nostro soccorso e da lontano apostrofa il nostro, che cerca da noi un appoggio, per evitare la lavata di capo. Non trovandolo, si allontana, seguito dal minaccioso tutore della legge – non prima che questi sia da noi ringraziato – sea man sembrava innocuo, ma quien sabe? Siamo strangers in (cape) town. Alle 20 (!!! questi sono i nostri orari qui in SA) raggiungiamo l’Hotel, e ci addormentiamo di conseguenza

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