Ma quale paese canaglia

Dimenticatevi le immagini dei telegiornali, le minacce terroristiche, le bombe, l’odio religioso. La Siria non è proprio nulla di tutto questo, ed è un peccato perdersi un paese come questo per colpa delle informazioni distorte che ci arrivano!!! Noi siamo ...

  • di buddy & Mcmara
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dimenticatevi le immagini dei telegiornali, le minacce terroristiche, le bombe, l’odio religioso. La Siria non è proprio nulla di tutto questo, ed è un peccato perdersi un paese come questo per colpa delle informazioni distorte che ci arrivano!!! Noi siamo appena tornati da questo bellissimo paese, dove abbiamo passato una settimana incantevole e indimenticabile. Ci fa rabbia pensare che solo perché un signore americano li definisce “paese canaglia” il turismo non decolli. Abbiamo viaggiato da soli, e non ci siamo mai sentiti in pericolo, nessuno ci ha mai infastidito, i siriani ci hanno accolto con gentilezza e curiosità. Tutto, lì, ruota ancora intorno ai vecchi suq, ai commerci primordiali, agli odori di spezie e alla confusione, è così bello lasciarsi trasportare da questo turbinio di sensazioni. Ed è bello lasciarsi rapire dall’intensa religiosità delle moschee, dai canti dei muezzin che alle 5 di mattina invadono tutta la città. Oppure concludere una giornata di visite con l’esperienza inebriante del bagno turco, che qui chiamano bagno arabo o hammam, oppure farsi tentare dalle pasticcerie che propongono peccati di gola irresistibili... la Siria è anche il dottor Bashar, ossìa il presidente Assad, immancabilmente presente in qualsiasi angolo, col suo sguardo malinconico e i suoi baffetti è onnipresente sulle gigantografie, sui poster nei negozi, su qualsiasi tipo di gadget... dopo un viaggio di 10 giorni, diventa un’immagine consueta, per non sentirne la mancanza abbiamo acquistato un magnete che lo raffigura, che ora troneggia sul nostro frigorifero!! Insomma, la Siria è medio oriente, senza contaminazioni né compromessi, ed era proprio quello che cercavamo!!! Qui di seguito vi diamo qualche dettaglio pratico: Siamo partiti con un volo Syrian Air da Roma a Damasco, pagato 387 euro a persona, spartano ed essenziale. E’ buono per l’orario, perché l’Alitalia, inspiegabilmente, ha degli orari assurdi (notte fonda sia partenza che arrivo). Abbiamo sempre dormito in alberghi economici vicino al centro della città (circa 4-5 euro a persona per notte), alcuni sono un po’ sporchi, per questo vi consigliamo di farvi mostrare la stanza (e il bagno...) prima di decidere.

I prezzi sono davvero bassi in confronto all’Italia.. Si mangia sempre e comunque con meno di 7 euro a persona, un taxi per un’intera giornata costa (contrattando) 40 euro, i trasferimenti da una città all’altra (l’autobus è il mezzo migliore) costano pochissimo.

Nelle moschee bisogna seguire dei codici di comportamento rigorosi... togliersi le scarpe, andare nelle corsie riservate a uomini/donne, mantenere un certo decoro.

Soprattutto nelle piccole città, tutte le donne portano il velo.. Ma se voi non lo portate, nessuno vi dirà niente.. Al limite si avvicineranno chiedendovi da dove venite e dandovi il benvenuto in Siria! Contrattare, contrattare, contrattare... una cosa un po’ fastidiosa dei siriani è che quando vedono che sei straniero, alzano i prezzi di qualsiasi cosa, dai taxi ai biglietti dei treni, agli alberghi, alle mercanzie. Il primo prezzo che dicono è sempre e comunque gonfiatissimo... abituatevi all’idea che non pagherete mai come un siriano... ma almeno una via di mezzo è già un grande risultato!!! Se sapete inglese o francese, non avrete problemi a comunicare... quasi tutti, conoscono qualche parola di queste lingue.

Le città che abbiamo visitato sono: Damasco, che ha le moschee più belle (è meta di pellegrinaggio per gli sciiti, quindi troverete, in ogni periodo dell’anno, turisti iraniani)... è chiaramente la città più rappresentativa della Siria. Non perdetevi una cena in un’antica casa damascena, né gli spuntini dolci e salati proposti dalle bancarelle del suq. Aleppo, molto diversa da Damasco, è la città dei commerci e del melting pot... qui ci sono comunità armene, russe, turche e c’è un maggiore ordine rispetto al caos di Damasco. Qui ci sono belle chiese ortodosse e cattoliche.. E questo la dice lunga sulla tolleranza religiosa di questi popoli. Il suq di Aleppo è fantastico, non ci sono parole per descrivere l’atmosfera che si respira lì dentro, è un angolo di mondo antico... stoffe, spezie, oggetti di ogni tipo, ti viene voglia di comprare tutto.

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