Nanga Def, Maangi Fi! Dieci giorni in Senegal

In Senegal senza organizzazione, con visita a Dakar, Joal Fadiout, Mbour e Sine Saloum (Palmarin)

  • di Massimiliano Masi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Destinazione, Senegal! 10 Giorni fai da te. I voli Firenze - Dakar non sono tanto a buon mercato! Abbiamo preso un Bologna - Madrid, poi Madrid-Dakar, con l'Iberia. Il biglietto non e' ovviamente acquistabile online, ma solo in un'agenzia IberiaPlus, a Milano o a Roma. O tramite un'agenzia. Si dovrebbe dormire le prime due notti da alcuni amici, che non si sono fatti sentire. Per essere sicuri si prenota l'albergo, non si sa mai: l'hotel du phare, alle mamelles, vicino all'aeroporto. Io lo prenoto per sicurezza (attenzione: non e' SSL!!!). 

Insomma, com'e' come non e', si parte da Bologna verso Madrid. Il gate ci cambia tre volte a dieci minuti dalla partenza, senza ovviamente nessun messaggio vocale ... Me ne accorgo io per sbaglio, lo dico agli altri (in francese!!!) e mi seguono tutti e 300! S'arriva all'altro gate, esattamente nel momento in cui ci rimandano al gate di partenza. Comunque, si parte. Il volo pensavo durasse tantissimo, invece e' un breve volo di poco piu' di 4 ore. Si arriva a Dakar, si scende dall'A340-400 col BUS, per arrivare all'aeroporto Sengor. Ovviamente problemi all'immigration, in quanto non sapevamo di preciso l'indirizzo della casa del nostro amico di roma che ci stava aspettando.

Arrivo in Senegal!

L'approccio con Dakar: umido! Noi venivamo da un piovoso fine inverno fiorentino. La mattina successiva mi e' sembrato di tornare indietro nel tempo di tanti anni, e mi sono immaginato un'epoca post-coloniale, dove il potere era appena stato preso e le possiblità sembravano enormi. Radio che trasmetteva in inglese la BBC africa che parlava di problemi politici in Nigeria, della siccità dei pascoli Maliani. Dopo colazione visita a Dakar, con partenza dal Centro Culturale Francese. Il nostro amico ci aveva prenotato il Taxi del suo amico per portarci in centro. Ovviamente, non ci aveva detto come riconoscere il suo amico! Infatti, ogni singolo tassista conosceva il nostro amico! E ci diceva: Io certo che lo conosco il Toubab! Alla fine, ne abbiamo preso uno. E l'amico, quello vero, s'e' arrabbiato! :)

Dakar!

Arrivo in centro e primo impatto con la citta': stupendo! Dakar e' una citta' strana, diversa da come la potessi immaginare. Si vede tantissimo che e' una citta' pensata dagli europei, fatta per gli europei, ma non ci vivono europei. Il centro culturale francese e' molto carino, c'e' l'aranciata col ghiaccio (che non bevo, non si sa mai, pregiudizi di un medio-europeo). E li' incontriamo Amin, un ragazzo di 18 anni che cerca di venderci delle statue, ma che in realta' diventa un amico spettacolare! Teranga! Facciamo il giro della citta', troviamo la moglie di un diplomatico italiano (fa strano sentir parlare italiano a Dakar) che stava andando in spiaggia (lei era in ferie, il marito era in ambasciata a lavorare). Ci aiuta a contrattare un piccolo foulard, sul lungomare dietro al parlamento. La temperatura e' buona, come un maggio fiorentino inoltrato. Nel frattempo Amin ci porta nei mercati di Dakar a Sandanga, ci fa mangiare il Chebu djen in un ristorante all'interno del mercato di Kemel (nota: io volevo una Coca, e lui e' andata a comprarmela al negozio accanto. Alche' l'ho accompagnato e l'ho regalata anche a lui). Ci porta all'interno di un negozio di sartoria, dove i ragazzi stiravano i capi appena fatti, all'interno di una falegnameria dove il falegname aveva la maglia di Totti, ci fa il giro della citta'! Un'esperienza magnifica! Ovviamente a Dakar, tutti a fare ginnastica ... Nel pomeriggio si va a visitare la statua della rinascita africana (il taxi non ce la faceva a fare la salita... ) Fra gli stati che l'anno costruita c'e' il Mali, la Mauritania, il Ghana, il Burkina Faso, e la Corea del Nord... Che Abdullaye Wade abbia fatto qualcosa?). Comunque si sale sulla statua (Amin ci fa prendere il biglietto residenti) e dalla testa dell'uomo si vede che il bambino e la moglie hanno gli occhi un po' a mandorla ... Comunque all'interno del museo, Mugabe e' messo accanto a Mandela. E questo nella galleria dei politici che hanno avuto rispetto per le popolazioni locali. Mah

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