In moto, nel periodo più bello verso l'isola più bella, con cartina e quel poco che serve... anche di denaro! 16 notti, oltre 2000 km., mangiare, bere, visitare luoghi, musei e quant'altro... a metà tra spiagge ed entroterra, spendendo davvero ...
È un viaggio questo, ma non solo… è molto più di un viaggio. È un’esperienza, nuova e intensa, che concentra sensazioni ed emozioni, momenti di confronto, di introspezione. Come sono alcuni episodi della vita, momenti che lasciano una traccia dentro, che aprono orizzonti sconosciuti. Perché come scriveva Oscar Wilde “ l’esperienza è il tipo di insegnante più difficile; prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione.” Ed ogni viaggio è di per sé un’esperienza, basta saperne cogliere le sfumature, aprirsi agli altri, lasciarsi portare, come una nuvola nel cielo che non si oppone al vento che soffia. Si, proprio così, il viaggio è scuola, ed è davvero, forse, l’insegnante più difficile che hai mai avuto, quella più esigente, quella che ti impegnava di più, ma anche quella che indubitabilmente ti ha appassionato di più. E che ti ha lasciato maggiori memorie, maggiori conoscenze. Così è un viaggio. E non importa quale sia la meta, piuttosto conta lo spirito con il quale lo si affronta. Il più delle volte rimaniamo attratti da mete straordinariamente lontane, conosciamo culture e popoli geograficamente tanto distanti. E il più delle volte ignoriamo la storia della nostra città, dei borghi a noi vicini, scorci meravigliosi, di colori, di suoni, di visi, di occhi, di sguardi che sono lì, ad un passo da noi, eppure misteriosamente sconosciuti. Si toccano allungando solo la mano, troppo vicini per destare interesse. A scuola, nei miei studi, tuttavia, mi hanno insegnato che, per ben comprendere culture ed usanze del mondo, è necessario conoscere prima la nostra storia, sapere chi siamo, quali sono le nostre origini, il nostro passato. Ecco perché amo viaggiare anche la mia terra, il mio paese. Amo immensamente l’Africa, è vero, da sempre forse, ma mi appassiona tanto anche, in maniera straordinaria, la mia, la nostra Italia. Dalle Dolomiti alla Valle dei Templi, attraverso il Po, e poi la mia amata Emilia, godereccia e cordiale, la divertente Romagna, la poetica Toscana che distende le sue colline per unirsi alla verde Umbria. Ma non v’è luogo del nostro paese che la bellezza sia stata avara, che la storia non abbia lasciato tracce che sono oggi patrimonio dell’umanità, un’umanità a volte distratta. O ignara. Il mio viaggio, questa volta, mi porta nella mia seconda patria, si può anche dire, nella mia terra d’adozione. È là dove trascorro ormai la maggior parte del mio tempo, dove ho deciso di scrivere, di lavorare, di continuare la mia crescita personale e professionale. Nell’isola che è la più bella che c’è, per la sua aspra terra, per la sua gente vera, per quel vento che soffia costante, per quel cielo che solo lì risplende così luminoso, per quelle notti accese dal bagliore delle stelle. Ritrovo un po’ d’Africa qui, in questa terra di Sardegna. E quindi ritrovo un po’ di me, e di mio…
Aprile, maggio, giugno e poi settembre, ottobre, a volte anche novembre, sono mesi straordinari per vivere l’isola, sicuramente i migliori. Un’isola alla portata di tutte le tasche, basta saperla viaggiare, sapersi organizzare, come ogni angolo del mondo. Personalmente vivo quest’isola da quasi trent’anni e la viaggio, ogni anno, in lungo e in largo, meravigliandomi, ogni volta, per quanto poco ancora la conosco. La Sardegna è un piccolo continente, ogni stagione cambia radicalmente. E ti sorprende, ti “spiazza”, ti meraviglia. Eppure, spesso, si leggono tante sciocchezze, sui giornali locali come anche sulle testate specializzate in turismo... Ahiahiahiiii, quante bufale, quanti luoghi comuni. Per alcuni di loro è noto che la Sardegna è cara! ma quale Sardegna? Che le spiagge sono affollate e, notizia recente, anche inaccessibili per le privatizzazioni, i lidi e gli stabilimenti! Ma quali spiagge? Che sono sporche, trascurate! Mon dieu! Solo bufale! Tremende bugie! E lo dico e lo scrivo da emiliano. Lo dico, semplicemente, per amor di verità