Da Chicago a Los Angeles... life is a highway

Il viaggio on the road per eccellenza, sulle tracce della storia lungo la US Route 66

  • di Valeria23
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Dove andate in vacanza quest'anno? Negli Stati Uniti. Sì, ma dove negli Stati Uniti? Negli Stati Uniti. Perché non c'è una risposta più precisa di questa. La Route 66 rappresenta gli States tanto quando il Grand Canyon o Times Square. È una destinazione a sè, pur essendo lunga 2400 miglia, attraverso ben otto stati e tre fusi orari. Un viaggio sulla route 66 è un viaggio nello spazio e nel tempo. È il viaggio adatto a chi ha voglia di scoprire un'America dimenticata, posti dove tutti ti ringraziano per essere passato di lì e dove tutti restano stupefatti nel vedere un turista, soprattutto uno straniero. Poiché la Route 66 non esiste più come strada ufficiale, ma solo come strada storica, e non è indicata dai GPS, cosa serve per intraprendere questo viaggio? Innanzitutto una buona guida. Non una guida degli USA, ma una guida specifica della Route 66, perché le attrazioni che visiterete non sono le grandi hit, ma piccoli paesini, motel e ristoranti degli anni 50, vecchie pompe di benzina e città fantasma, tutti posti non menzionati nelle normali guide di viaggio. Due sono i libri più usati: Route 66: EZ66 Guide for Travelers, di Jerry McClanahan, e quella che ho usato io, Route 66 Adventure Handbook, di Drew Knowles. Ma quello che vi serve, davvero, è la Here it is Route 66 Map series. Si tratta di otto mappe, una per ogni stato, dove il percorso da seguire è indicato con estrema precisione e nei minimi dettagli. Certo, occorre conoscere abbastanza bene l'inglese, ma vi assicuro che sono mappe validissime. Tutti i libri che ho citato sono reperibili su internet.

Bene, adesso possiamo partire!

26/8/2012 - Milano-Chicago

Atterriamo a O'Hare dopo un viaggio di circa 11 ore, con più due ore e mezzo di scalo a Madrid, e riusciamo a mettere il piede sul suolo americano solo dopo un'altra ora e mezza di estenuante coda alla dogana. Facciamo l'abbonamento per i mezzi per 3 giorni a 14 dollari, poi, con qualche difficoltà, riusciamo a raggiungere il terminal 3 e da lì prendiamo la metro fino al nostro hotel. Hotel Willows, zona nord di Chicago, metro Diversey più autobus, mi pare il 76. Percorriamo gli ultimi metri sotto una pioggia battente, e poi riusciamo finalmente a sdraiarci su un letto e farci una meritata doccia calda. Nonostante la stanchezza, per prendere subito dimestichezza con il nuovo orario usciamo a cena. Il diluvio universale sotto il quale ci troviamo non ci consente di spostarci, così ci buttiamo nella prima pizzeria che troviamo, tale Renaldi's. Poco convinti a causa del terribile arredamento, ordiniamo una pizza che ci stupirà.

27/8/2012 - Chicago

Il primo impatto con la città l'abbiamo dall'alto della metro sopraelevata, un'esperienza suggestiva. Per prima cosa andiamo al centro visitatori, in un edificio storico accano al Millennium Park, dove ci riempiono di mappe e consigli. Usciti, visitiamo subito il parco, la cui principale attrattiva è The Bean, una struttura in metallo a forma di fagiolo, sulla quale si specchiano, orgogliosi, i bei grattacieli della città, e dove i turisti si divertono a fotografare i propri riflessi deformati. Lì vicino si trova la Crown Fountain, una coppia di grosse fontane rettangolari e speculari, sulle cui facciate vengono proiettati i volti di persone comuni. Da lì prendiamo l'autobus fino al Field Museum, il museo di storia naturale. Chicago è incredibilmente ricca di arte e di musei, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Purtroppo, il poco tempo a disposizione ci ha permesso di visitare un solo museo, e abbiamo scelto il Field. Il biglietto è caro, 29 usd, ma il museo è incredibilmente esteso, e occorrerebbe un'intera giornata per visitarlo con calma e attentamente. È ora di pranzo, e decidiamo di provare un'istituzione di Chicago e della Route 66: Lou Mitchell's! Il posto è famoso per le colazioni superabbondanti, servite tutto il giorno, ma noi preferiamo un pranzo leggero: insalata di pollo con fiocchi di latte e un panino club sandwich con patate fritte. Il piano del pomeriggio prevede il tour a piedi del Loop, il centro di Chicago, ricchissimo di architettura e arte pubblica. Sul sito ufficiale di Chicago potrete trovare il tour auto guidato, da stampare o scaricare. Partiamo dalla Sears Tower, il grattacielo (per il momento) più alto degli Stati Uniti, poi proseguiamo per The Rookery, il Board of Trade, vediamo le sculture pubbliche di Pablo Picasso e Mirò, e il coloratissimo mosaico di Chagall. Facciamo un giro di shopping da Macy's, e completiamo il tour lungo il fiume. Da qui vediamo il Wrigley Building e la bellissima Trump Tower. Dopo un breve pit stop in hotel usciamo per la cena e per la visita al John Hancock Observatory. Abbiamo prenotato i biglietti da casa, così saliamo subito. Arriviamo proprio al tramonto, e la vista sulla città è spettacolare. Da qui si vede anche l'immenso lago Michigan. A sole ormai tramontato, torniamo sulla terra e ceniamo al nostro ristorante preferito, il Cheesecake Factory! Una cremosa cheesecake al lime è proprio quello che ci vuole per recuperare le forze dopo la super camminata di oggi!

28/08/2012 - Chicago

Oggi facciamo la crociera fiume + lago, prenotata da casa con la compagnia Wendella. Ci sono diverse compagnie di navigazione a Chicago, basta scegliere quella più adatta a voi. Noi ci siamo trovati bene con la Wendella, la nostra guida era molto preparata e simpatica, e il panorama dal lago è uno dei più belli degli USA. Dopo la crociera percorriamo il Magnificient Mile, la via dello shopping e dell'architettura. Vediamo il bianchissimo Wrigley Building, e il particolare Tribune Building, alla cui base sono incastonati pezzi provenienti da edifici famosi di tutto il mondo: dal Colosseo alla muraglia cinese, dalla reggia di Versailles al Taj Mahal. Davanti ai nostri occhi passano le maggiori firme della moda, ma anche marchi alla portata di tutti, e infine, finalmente, arriviamo al John Hancock center. Da qui, dopo un giretto a Macy's, prendiamo i due pullman che ci portano al Navy Pier, il molo turistico. Il molo è gigantesco, vi si trovano tantissimi negozi e ristoranti, e persino un cinema IMAX multi sala. Pranziamo al Bubba Gump, la catena di ristoranti ispirata al film Forrest Gump. Il locale è divertente, ma come cibo c'è di meglio. Alla fine del pranzo, il cameriere ci propone anche un breve quiz, per verificare quanto ne sappiamo di Forrest Gump. Facciamo una passeggiata lungo il molo, ma il gran caldo ci stanca molto, così ritorniamo al John Hancock center per fare un po' di shopping culinario. Andiamo prima da Hershey's, poi da Ghirardelli, e facciamo scorta di cioccolatini per il viaggio. Purtroppo adesso dobbiamo affrontare una lunga e noiosa missione: dobbiamo andare all'aeroporto per ritirare la macchina. Tra andare, ritirare la macchina, e tornare nel traffico cittadino, riusciamo ad arrivare in hotel che è già sera. Lasciamo l'auto in un parcheggio pubblico per 22€, e ci prepariamo per cena. Stasera assaggeremo la pizza Chicago style. È una pizza alta, più simile a una torta salata, perché ha i bordi rialzati ed è farcita. Quasi tutte le pizzerie di Chicago la propongono. Noi, basandoci sulle recensioni internet, scegliamo Lou Malnati's. La pizza impiega circa 30 minuti a cuocere, ed è molto buona e saporita. Sembra proprio che il nostro soggiorno a Chicago sia terminato, domani si parte per il grande viaggio!

29/08/2012 Chicago - Springfield

Bene, è il momento di partire! Per praticità, e perché il primo tratto di Route 66 è stato praticamente inglobato da Chicago, decidiamo di prendere l'autostrada fino a Joliet, e poi imboccare da lì la strada madre. Arrivati a Joliet, visitiamo per prima cosa il Joliet Historical Museum, costo 7$. Qui abbiamo subito un assaggio dell'incredibile ospitalità americana. Tutti vogliono chiacchierare con noi, e darci dei consigli sul nostro viaggio. Appena sentono che siamo italiani, tutti tirano fuori qualche antenato italiano, loro o di qualcuno che conoscono. Qui la nostra "connazionale" è un'anziana signora di nome Gloria, che ci fa da guida all'interno del piccolo museo, che racchiude tanti piccoli tesori, oggetti di uso comune di tanti anni fa. Facciamo una passeggiata per il centro di Joliet, ma dobbiamo già ripartire: la tabella mi marcia è serrata! La nostra prossima tappa è la minuscola Wilmington, la cui principale attrazione è il Gemini Giant, la gigantesca statua di un uomo vestito da astronauta! Proseguiamo fino a Braidwood, dove ci fermiamo al Polk-a-dot drive in, nel cui parcheggio si trovano delle statue raffiguranti James Dean, Marylin, Betty Boop e l'immancabile Elvis. La Route 66 è ben segnalata, e a volte riusciamo a seguirla anche senza l'aiuto delle nostre preziose mappe. L'Illinois si srotola davanti ai nostri occhi, ed è un paesaggio molto simile a quello cui siamo abituati in pianura padana, solo parecchio più grande. Le fattorie sembrano quelle dei film, e i campi di granoturco si susseguono. La nostra sosta per il pranzo è a Dwight, al Route 66 Family Restaurant. Qui mio marito assaggia il pollo fritto, quattro pezzi giganteschi con patatine fritte! Vicino al ristorante troviamo una vecchia pompa di benzina restaurata, dove due simpatiche signore ci raccontano un po' di storia e ci fanno mettere una puntina sull'enorme mappa appesa alla parete, per indicare la città da cui veniamo. Ogni visita a queste vecchie pompe di benzina nasconde un piccolo tesoro, con cimeli risalenti agli anni 50 e 60. Il tempo stringe e noi ci rimettiamo in marcia, attraversando Odell, con un'altra pompa di benzina restaurata, fino a fermarci un po' nella bella Pontiac. Qui vale proprio la pena di fare un giretto: la città è disseminata di murales e di piccole macchinine pitturate. Particolarmente bello è il retro del museo, con dei murales che rappresentano un bar, un meccanico, e l'onnipresente pompa di benzina. Continuiamo la nostra marcia fino a Bloomington, dove facciamo scorta di noccioline al negozio della Beer Nuts, e arriviamo appena in tempo al negozio di Funks Grove, dove producono dell'ottimo sciroppo d'acero non zuccherato (anche questo finisce in borsa!). Arriviamo ad Atlanta e vediamo un'altra statua gigante, stavolta raffigurante un uomo con un hot dog, poi a Lincoln facciamo la foto a un carro gigante guidato da Lincoln. Giungiamo alla nostra meta, Springfield, a tramonto inoltrato. Meno male che il nostro hotel, lo State House Inn, è lì che ci aspetta. Il tempo di una doccia e usciamo per cena. È incredibile, sono le 8 e mezzo, e tutti i ristoranti sono già chiusi. Troviamo aperto il Maldaner's, locale un po' troppo raffinato ma dall'ottima cucina

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Commenti
  1. Diego Amici
    , 22/3/2017 18:37
    Racconto stupendo, deve essere stato un viaggio bellissimo , un viaggio che non si scorda. Vorrei farlo anche io appena posso , di sicuro troverò molto utile questo post, grazie per la condivisione!
  2. Vertical
    , 30/10/2012 13:07
    Bel racconto!....da quando ho fatto lo stesso viaggio leggo sempre i diari degli altri...e ogni volta mi stupisco di quante cose ci sono da vedere e visitare lungo la Route: alcuni punti fissi sono presenti in tutti i racconti ma a parte questi non c'è mai un diario uguale ad un altro, si potrebbe rifare lo stesso viaggio ogni anno e non sarebbe mai lo stesso. Grazie dei ricordi!

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