Route 66… da Chicago a Los Angeles

Realizzare un sogno, viaggiare sulla strada madre!
 
Partenza il: 06/06/2010
Ritorno il: 21/06/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Route 66 – 6 giugno 2010

Finalmente il giorno tanto atteso, si parte! Destinazione: la fantastica e famigerata Route 66. Partenza da Milano per andare a Roma e poi volo diretto Alitalia per Chicago. Volo molto tranquillo e piacevole di circa nove ore, un paio di bei film. Atterriamo a Chicago all’incirca alle ore 14,30 locali (9 indietro), un’ora per i vari controlli alla dogana sono molto meticolosi e poi corriamo all’esterno per dare la prima vero boccata Americana. Una sensazione straordinaria! Chiamiamo subito casa e poi cerchiamo un Taxi che ci porti direttamente all’hotel (l’unico) che avevamo prenotato da casa. Arrivati al super 8 Rosemont O’Hare Motel ci attende la proprietaria, una signorona classica americana e una ragazza d’origini indiane con dei denti davvero strani, comunque entrambe gentilissime ci danno le chiavi della nostra camera, che aveva un odore sgradevole. Decidiamo quindi di lasciare le finestre e le porte per far girare l’aria, ma per i 50 € pagati non è neppure male. Ci diamo una lavata e io mi prendo un’aspirina (poiché prima di partire mi sono presa una bell’influenza) e velocissimi ci prepariamo a sfruttare al massimo l’unico pomeriggio disponibile a Chicago. Dato che siamo parecchio lontani dalla città prendiamo un taxi che ci porti alla fermata della stazione. Prendiamo il treno e lì forse assaporiamo la prima e vera boccata americana. Il treno arriva al centro del Loop. Si rimane sbalorditi. I grattacieli ti lasciano senza parole. Bellissimi. Iniziamo a camminare e mi accorgo che già amo l’america. Chicago è una città multietinca, ed è anche la città natale (?) del presidente degli Stati Uniti, Obama. Iniziamo a camminare a camminare e nel frattempo facciamo mille foto di questi splendidi palazzoni che in parte avevamo già ammirato dall’aereo. Non visitiamo nulla in particolare giriamo a caso, ma dopo un paio d’ore, la fame inizia a farsi sentire accompagnate dalla stanchezza. Ci fermiamo quindi a mangiare qualcosa in un bel ristorantino. La classica cena americana: un mega hamburger e tante patatine accompagnate da coca e birra. Rifocillati riprendiamo il cammino, ci dirigiamo verso un parco, per fortuna ha appena smesso di piovere. Pare che all’interno di questo parco ci sia una sorta di Festival, c’è molta gente e tutti afroamericani, ci fermiamo qualche minuto e poi proseguiamo la nostra lunga passeggiata. Ci dirigiamo verso il lago Michigan… al tramonto la vista è strepitosa. Qui facciamo amicizia con 2 texani simpaticissimi. Ci dirigiamo verso un altro parchetto, dove beviamo un super mega caffè americano e due dolcetti. Qui ci giriamo verso una splendida fontana e via con mille foto. Più avanti c’è la statua di Lincon, e qui vicino facciamo le foto con una famiglia di afroamericani troppo forti. Stavamo andando verso la fermata di un treno, quando ci accorgiamo che in onore alla vittoria degli Hanks, tutti i grattaceli con l’aiuto delle luci degli uffici fanno disegni di coppe e scritte tipo let’s go etc etc. Ci dirigiamo sul trenino quello che vedevo sempre su Er… e sincermente non sappiamo dove stiamo andando, ma a quanto pare in periferia! Quindi facciamo un giretto sul trenino. Poi scendiamo ci fermiamo in una mini market, compriamo due cose che ci servivano e decido di prendere un gratta e vinci… ed ecco 50$!!! Finalmente prendiamo il trenino giusto e ci portiamo al nostro Motel, stravolti. Alle 22.30 doccia e poi letto.

7 giugno

Oggi inizia il nostro on the road. Grazie al fuso orario alle 7 siamo svegli, quindi, doccia e io anche aspirina. Tiriamo su i nostri bagagli, andiamo a consegnare le chiavi, prendiamo un caffè da portare via e prendiamo il Taxi che ci porta fino all’aeroporto dove all’agenzia Alamo prendiamo la car prenotata dall’Italia. Una Toyota dorata spaziosissima che profuma ancora di nuovo, attacchiamo il nostro splendido navigatore… ma vista la voce femminile direi navigatrice… e partiamo con il pieno già fatto ci dirigiamo verso il loop di Chicago la nostra meta è il Lou Mitchell’s, ristorante simbolo della Route 66. Parcheggiamo la nostra car dietro l’angolo in un parcheggio a pagamento (14$). Entriamo e rimaniamo senza fiato, ma dall’aria condizionata! Il locale è proprio in classico stile americano e noi facciamo una classica colazione americana. Prendiamo una ciambella enorme, caffè e poi uova strapazzate con cotto e peperoni con patate saltate, e uova prosciutto e cipolle con patate saltate per Paolo. Le porzioni sono enormi… saranno le 8 uova a padella. Sazi, paghiamo il conto (33$) e usciamo. Qualche foto di rito, poi prendiamo la macchina e finalmente da questo angolo di strada parte il nostro viaggio: Route 66, arriviamo! Dopo qualche difficoltà prendiamo l’Interstate 55 e ci mettiamo alla ricerca della mitica route 66, quindi usciamo dalla I55 e finalmente la troviamo. Il primo paese che incontriamo è Joliet, il classico paesino Americano, che bello… siamo già pazzi dell’America. Qui troviamo delle strane opere… tipo un omone con in mano un missile e una famiglia di latta con le mani in alto! Passiamo per Dwight e Pontiac e mentre ci dirigiamo verso Bloomington ci fermiamo in una fattoria Funks Grove dove producono sciroppo di mele. Qui incontriamo altri che stanno percorrendo la Route 66. Ci fermiamo, facciamo le foto e compriamo qualche souvenir. Ripartiamo e facciamo sosta da Dixie dove si fermano tutti i camionisti, infatti ce ne sono tantissimi. Entriamo e ci troviamo in un ristorante bar, una sorte di mini museo della Route66, un supermarket e i classici souvenir. Ci rimettiamo in macchina nel verde dell’Illinois, delle vedute bellissime il cielo sembra non finire mai. Arriviamo a Springfield, ma purtroppo non vediamo nulla perché la mia colazione esagerata si fà risentire, ma mentre stavo male mi rendo conto della gentilezza e dell’altruismo degli americani. Una signora nel parcheggio dove ci eravamo fermati si avvicina a noi per darmi una bottiglietta d’acqua. Che carina! Dopo questo stop ripartiamo e piano piano mi riprendo. Ci fermiamo in un bel paesino, Verden, dove ci sembrava di stare in un telefilm. Ne approfittiamo e facciamo un po’ di foto. Sul tragitto troviamo dei locali dell’epoca della Route66, un Ariston… troppo belli! In macchina ci godiamo il tramonto di queste splendide pianure! Prima che facesse del tutto buio ci fermiamo al Rabbit Ranch, dove il proprietario ci allieta con storie sulla sua attività, un negozio sulla route e un camion (ormai fermo) passato di generazione in generazione… ma il punto forte sono i conigli. Qui c’è anche un cimitero e lui ci racconta tutto sulla vita dei suoi amati conigli passati a miglior vita. Ci fa una foto sulla sua attrazione, cioè un coniglio gigante. A malincuore lo salutiamo, ma ci lascia qualcosa di importante. In ogni negozio, locanda, bar della route 66 il turista è sempre il benvenuto. Ti sono grati anche se non acquisti nulla e hanno tutti dei guest book dove i passanti lasciano delle dediche; chiaramente noi non manchiamo nel farlo. Rientrati in auto dopo questa splendida fermata, andiamo verso l’ultima meta della giornata: St. Louise. Arriviamo a destinazione intorno alle 10, ma troviamo un Motel alle 11, il Motel 6… per l’amor di Dio!!! 45$ e siamo in piena pessima periferia. Io distrutta dalla giornata e dal mio mal di pancia mischiato all’influenza mi metto a letto vestita, mentre Paolo, più temerario, si mette sotto le coperte. A mezzanotte ci addormentiamo.



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