Usa 2010, dall’Atlantico al Pacifico

...ovvero la luna di miele di una coppia innamorata degli Stati Uniti, che per festeggiare l'inizio del viaggio più emozionante della vita, il matrimonio, ha deciso di percorrere 8000 km on the road in un viaggio auto-organizzato
Scritto da: nicoletta-colomban
usa 2010, dall'atlantico al pacifico
Partenza il: 28/05/2010
Ritorno il: 17/06/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

8000 km on the road in un viaggio auto-organizzato che è costato meno di quanto si possa prevedere. L’organizzazione, miglio dopo miglio, motel dopo motel, è durata più di sei mesi, nei quali abbiamo “studiato” la geografia statunitense, e contemporaneamente abbiamo sognato, tappa dopo tappa, il momento magico in cui ci saremmo finalmente trovati davanti ai paesaggi che da anni contemplavamo sulle fotografie di altri. Il viaggio è durato 23 giorni e ad ogni giorno corrispondeva una tappa, tranne New York (a cui abbiamo dedicato tre giorni) e San Francisco (2 giorni).

28.05.2010 – h. 8.45 MILANO – NEW YORK

Quando ho sentito il piccolo velivolo rosso dell’AirBerlin alzarsi bruscamente (ma puntualmente, cosa che ci ha tranquillizzato parecchio, perché il fatto che fosse un aereo ad elica ci aveva messo un po’ d’ansia!) ho finalmente realizzato: la nostra grande avventura è iniziata!

h 4.00 (22.00 ora italiana) NEW YORK

Finalmente la nostra lunghissima giornata (24 ore in piedi di fila!) è finita! Per fortuna il viaggio è andato benissimo, i due voli della AirBerlin sono stati puntuali e precisi, anzi il volo Dusseldorf–NY è arrivato con mezzora di anticipo! Considerando il prezzo pagato (1200€ per due voli Milano-NY + due Los Angeles-Milano) il trattamento è stato eccellente. Se dovesse capitare, sceglieremo ancora AirBerlin. I controlli per l’ingresso negli USA sono moltissimi e precisi: siamo stati perquisiti più di una volta come se fossimo terroristi prima di riuscire ad imbarcarci… probabilmente anche a causa del gigantesco phon che mi porto sempre appresso e che somiglia ad un’arma! Lo sbarco al JFK, che ci preoccupava di più, è invece filato liscio come l’olio! Nessun intoppo, neppure per la scorta di sigarette e medicinali che portavamo ai nostri amici che vivono a Cincinnati da poco, e che tra pochi giorni raggiungeremo… anzi l’agente nero che ci chiede per quale motivo siamo negli USA, alla nostra risposta “It’s our honeymoon” si alza in piedi e, stringendoci la mano, con un gigantesco sorriso ci risponde: “Congratulation!”. Emozionati e stupiti ci rendiamo conto di aver toccato con mano per la prima volta la proverbiale gentilezza degli americani… ragazzi… siamo a New York!

Il nostro viaggio prevede tre giorni per visitare la City, prima di metterci on the road in viaggio per l’altra costa. Per raggiungere il nostro albergo prendiamo allora il trenino della Airtrack (7$) fino alla stazione della metro di Jamaica, e da lì, la metro per la fermata più vicina al nostro albergo (Herald Square Hotel, 19 West 31st Street). I bagagli sono pesantissimi (poiché ci aspetta un viaggio lungo e vario, soprattutto come clima, abbiamo appresso pochi capi, ma per ogni temperatura… dalla canottiera al maglione di lana!), noi siamo stanchi e la strada parecchia, e ora che arriviamo all’hotel siamo stravolti… ma quasi non ce ne accorgiamo, New York è fantastica e sembra di stare dentro ad un film! E un signore incontrato nell’ascensore dell’hotel ha perfino l’ironia di farci notare che per un solo piano potremmo anche usare le scale…! Scarichiamo i bagagli, una doccetta e via, pronti per scoprire la Grande Mela.

Facciamo fatica a realizzare di star percorrendo davvero le strade viste centinaia di volte nei film… passiamo la serata con la fotocamera in mano e il naso all’insù, ci sentiamo come se stessimo sognando, ma tutto è incredibilmente VERO!

Ceniamo in una Steak House vicino a Times Square con un’ottima bistecca con contorno di patate al cartoccio, mettendo per la prima volta alla prova il nostro inglese e cercando di capire la differenza tra i vari piatti fotografati sopra al banco delle ordinazioni… incredibile, riusciamo ad avere nel piatto la stessa cosa che avevamo in mente! Con gli occhi ancora pieni di luci, gente e colori torniamo al nostro albergo (distante una decina di minuti a piedi da Times Square) sentendoci incredibilmente al sicuro, probabilmente più che a Como la sera… sarà anche merito della quantità incredibile di forze dell’ordine che tappezzano la città?

Le spese di oggi: Voli Milano-NY = 440€ Pranzo al Nordsee in aeroporto = 10€ Navetta JFK-Jamaica = 10€ Cena = 28€

I Km di oggi: tanti, tutti a piedi!

29.05.2010 – h. 8.00 NEW YORK

Nel nostro primo American day, complice il fuso orario, ci svegliamo presto ma un po’ stralunati, e alle 8 siamo già alla ricerca di un posto dove fare colazione. Ci sembra scontato scegliere Starbucks… dove non capiamo quasi nulla di quello che ci viene detto, lasciamo senza rendercene conto una mancia che rende molto felice la ragazza dietro al bancone e riusciamo a bere un immenso cappuccino condito con tutto ciò che troviamo, con l’unico risultato di non riuscire a digerirlo per tutto il giorno! Per la modica cifra di 23$ prendiamo anche una torta e un “Protein Mix”, con uova, frutta e altre cose fresche. La giornata è nuvolosa e scende anche qualche goccia di pioggia, ma si rischiara nel giro di poche ore, e noi partiamo a piedi alla scoperta della City. Oggi visitiamo: Il Chrysler Building (dove stanno girando un film… wow!) e la statua di Prometeo, la St. Patrick Cathedral, la Central Station, sbirciamo il Palazzo di vetro dell’ONU, passeggiamo ancora increduli per la Fifth Avenue, e poi in Central park (dove ci facciamo anche un pisolino nei prati), andiamo a vedere il Guggenheim Museum (ma solo da fuori), per poi proseguire con una passeggiata in Little Italy. Qui c’è una divertentissima processione per Sant’Antonio, dove uomini vestiti come ne “Il padrino” trasportano la statua del Santo davanti alle varie attività commerciali e la fanno pittorescamente ruotare su se stessa quando ricevono delle offerte in denaro! Ci spostiamo poi nella vivacissima China Town e, passando per il mercato, pranziamo con un hot dog preso a una bancarella e un bicchiere di frutta fresca da un’altra…

Nel girare per la città ci rendiamo conto che il traffico automobilistico è composto al 70% da taxi, è straboccante di bandiere americane e non è caotica come ci aspettavamo: è calda, ordinata e umana, e antico e moderno convivono armoniosamente creando un’architettura unica. Noi ci siamo sentiti subito “a casa”! Sarà anche a causa del fatto che abbiamo già visto mille volte nei film ogni angolo di questa metropoli? Eppure… non ho ancora pienamente realizzato di essere davvero a NY! Verso le 5 del pomeriggio andiamo all’hotel con l’intenzione di riposarci un po’ prima di uscire per cena ma, probabilmente per colpa della stanchezza del giorno, il fuso, il letto comodissimo e il post-matrimonio (la “grande corsa” è finita solo due giorni prima!) ci addormentiamo della grossa e ci risvegliamo alle 21,30. Troppo sonno e zero fame, quindi… restiamo a letto!

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