Arrivo a Santo Domingo, sosta a Boca Chica, tre giorni a Bayahibe, poi tre giorni a Samanà e Las Terrenas, tre giorni a Las Galeras, risalita fino a Puerto Plata e notte a Santo prima di ripartire
Questo nostro racconto di viaggio è anche una miniguida con informazioni pratiche per chi, come noi, proprio non ce la fa a chiudersi dentro un resort. Per chi vuole girarselo questo paese, e viverselo davvero questo popolo assolutamente delizioso che sono i dominicani.
...usciti a tarda notte da una divertente festa di Carnevale a Milano (Cucciola vestita da Infermierina e io da Fido), decidiamo che non ha senso andare in albergo: faremo un pisolino al parcheggio di Malpensa e da lì ci recheremo in aeroporto, da cui partiremo alle 10 di mattina del giorno dopo, destinazione Santo Domingo! Il parcheggio ci chiede meno di 60 euro per tenerci l'auto 12 giorni, non male. Come sempre, andiamo in viaggio in tre: io, Cucciola e la mitica Lonely Planet (LP). Le nostre valigie sono uno zainetto invicta a testa. Non dimenticatevi: anti-zanzare, convertitore per prese, cappellino e tappi per le orecchie (capita di dormire in alberghi non proprio insonorizzati...)
Volo Iberia con scalo a Madrid, pagato 700 euro (ma se l'avessimo prenotato a gennaio sarebbe costato meno di 600 - è solo che noi, se non decidiamo all'ultimo minuto, non siamo contenti). Arriviamo in aeroporto: il volo prima è in ritardo, poi in gran ritardo e poi...è cancellato. Iberia ci spedisce a Madrid col volo successivo, ma è troppo tardi: partiremo per la RD il giorno dopo. Dormiamo e mangiamo a spese di Iberia (in questo molto corretta), ma ci rodiamo perché ci hanno rubato un giorno di Caraibi, per un guasto all'aereo. Un signore spagnolo (che frequenta spesso la rotta Milano-Madrid) dice che questi problemi con Iberia non sono affatto rari.
A pranzo in albergo a Madrid incontriamo altri italiani sventurati, e scatta la tavolata comune. Composta da me e Cucciola; un imprenditore italo-svizzero con l'accento comasco e l'aria viscida, che dice di andare a trovare amici; una coppia composta da un signore italiano con l'aria da macellaio, sposato a una signora cubana dall'aria infelice; un'altra cubana che viaggia da sola perché il marito italiano non vuole venire a Cuba, ma lei non vede la sua famiglia da un po'. A parte l'indimenticabile litigone politico con l'imprenditore filo-berlusconiano, ci rattrista la scena del macellaio italiano che umilia davanti a tutti la moglie cubana, solo perché lei aveva osato dire che alcuni italiani sono razzisti verso gli immigrati...ed entriamo così nel favoloso mondo delle coppie miste italo-caraibiche, che ci accompagnerà in tutto il nostro viaggio in RD.
Arriviamo a Las Americas, l'aeroporto di Santo Domingo, mercoledì sera alle 20. Ai controlli aeroportuali tutto fila liscio e veloce, e sono persino arrivati i bagagli, uauuh!. Prima splendida sensazione appena usciti dall'aeroporto: quel caldo umido che ti entra dentro fino ai polmoni, e che sa proprio di Caraibi! Ed è vero, siamo proprio ai Caraibi: appena usciti ci avvicina un tassista che per portarci a Boca Chica spara un prezzo di 30 dollari, mentre la LP dice che ne devono bastare 20. Contrattiamo, fingiamo di andarcene indignati, e lui accetta di portarci per 20. Nota sui trasporti: i taxi sono cari, praticamente costano come in Italia, ma la RD ha uno splendido sistema di trasporti pubblici basato su pullman. Ne esistono di due tipi: quelli a lunga percorrenza, grandi, molto confortevoli e con aria condizionata; e poi ci sono i mitici gua-guas, che coprono le distanze più brevi, come tra due città vicine 20 o 30 km. In entrambi i casi, non si paga nulla: max 3-4 euro per un viaggio di 4 ore nei super-pulman, oppure 1-2 euro per un viaggio nei gua-guas che peraltro partono molto spesso (ma solo fino al tramonto, occhio a non perdere l'ultimo!).
Se fossimo in Italia, in un gua-gua ci starebbero al max 10 persone, ma siccome siamo in RD a noi è capitato di starci anche in 17. Vabbé, si, si sta un po' ammassati, ma il bello è che puoi scambiare 4 chiacchiere coi dominicani, oservare il “cobredor” (ossia il bigliettaio) che passa buona parte del viaggio sospeso fuori dal pulmino a gridare alla gente di saltar su e che, naturalmente, non manca di commentare le curve di tutte le donne che passano per la strada. E poi è delizioso vedere come i domenicani si scambino cortesie e se la ridano insieme per un nonnulla, anche quando non si conoscono. E poi si fanno incontri interessanti. Ad esempio, una volta accanto a Cucciola si è seduto un ragazzo nero, altissimo, che portava sulle spalle un arnese enorme (ho detto sulle spalle!) che pareva una chitarra gigante. E' un cercatore d'oro. Si gira le spiagge più frequentate di tutto il mondo per cercare anelli, braccialetti d'oro e oggetti preziosi persi dalla gente per spiaggia: quell'aggeggio gli permette di trovare oggetti d'oro. Mostra a Cucciola il suo bottino di quel giorno, mica male! Dice che con questo lavoro si vive bene. Tira fuori il suo pc portatile di ultimissima generazione (mai visto un altro pc così nella RD) e le mostra un documentario sulla fine del mondo....
...ma riprendiamo il nostro racconto. Dall'aeroporto arriviamo in taxi a Boca Chica, paese a una decina di km a sud dell'aeroporto. Il sito del Ministero degli Esteri sconsiglia questa cittadina, per alcuni episodi di scippo a danno di italiani (avvenuti mesi fa). Inoltre, in aereo avevamo incontrato degli italiani che abitano in RD e che dipingevano questa cittadina come il più grosso puttanaio del paese. Ma noi, dopotutto, dobbiamo solo dormirci, ed è così comodamente vicina all'aeroporto in direzione sud, verso Bayahibe! E poi la Lonely Planet ci ha consigliato un ottimo albergo (Hotel Neptuno). Tra parentesi, la RD è un posto sicurissimo, non ci siamo mai sentiti neanche lontanamente in pericolo. Ovviamente, vanno evitate alcune zone “movimentate” della capitale, soprattutto di notte (esattamente come fareste con certe zone di Roma o Milano). La mattina ci svegliamo presto, e facciamo un giro in spiaggia, ci godiamo le prime sfumature di colore del mare caraibico, però ha ragione la Lonely: la spiaggia è un po' rovinata dalle ciminiere di fabbriche che si vedono in lontananza sulla costa. E poi metà spiaggia è chiusa al pubblico, perché occupata da un resort, con casinò annesso. In RD i casinò vanno alla grande, a noi mettono tristezza. Camminiamo per la via del paese e in effetti, dall'aspetto dei locali, non è difficile credere che quest'allegra cittadina sia piena di prostituzione.
Partiamo subito per Bayahibe. Ci arriviamo con un paio di gua-guas in meno di due ore. Nei gua-guas non si dovrebbe contrattare il prezzo, perché ci sono tariffe fisse, ma non mancano i cobredores che tentano di fregare il turista, quindi vale la regola d'oro: chiedete sempre il prezzo PRIMA (e magari chiedetelo a un passeggero, prima che al cobredor). Nei dintorni di Bayahibe non c'è un resort, bensì un'intera cittadina di resort (Dominicus Americanus) pieni zeppi di italiani, canadesi e americani. Ma i resortari se ne stanno chiusi nei resort, quindi in paese ci sono pochissimi turisti. Noi optiamo per un alberghetto che si trova nel centro del paese, gestito da un abruzzese che pare il fratello (truzzo) di Bud Spencer. Cmq se passate per Bayahibe, prendete un gua-gua verso il tramonto e fatevi lasciare vicino alla spiaggia dei resortari, che è semplicemente magnifica (ci si entra gratis). Nel nostro albergo troviamo una stanza ampia, pulita e con ventilatore per circa 30 euro. Considerate che qst cittadina è cara per la RD: altrove abbiamo trovato sistemazioni più che accettabili per 20 euro. Inoltre, è facile trovare una stanza praticamente in ogni angolo della RD (e noi siamo venuti a febbraio, che qui è alta stagione). In tutte le città ci sono offerte d'alloggio per ogni tasca. Conviene vedere sempre le stanze prima di prenderle, magari controllando che acqua calda e ventilatore funzionino. Se stai fuori dai resort non trovi la calca nemmeno in alta stagione
jettero, 12/6/2010 02:13
Saluti.
Complimenti per il viaggio, per la scelta dell'itinerario e per come l'avete commentato.
Ci sono stato 4 volte in RD e tutte le volte l'ho girata come avete fatto voi. A volte in comitiva, l'ultima volta da solo. Mi avete fatto rivivere i bei momenti che si passano in RD.
In due parole, la RD é il THE BEST vacanze corto-medio-lungo periodo. Le classiche parole tipo: belle spiaggie, bella natura, ecc... non rendono abbastanza omaggio a questo paese. Starei qua volentieri a stilare una lista sui PRO (e anche sicuramente sui CONTRO), ma non é questo il momento.
Volevo giusto aggiungere qualche indicazione che potrebbe rivelarsi utile:
- La capital vale la pena "viverla" per qualche giorno per scoprire i vari sistemi di vita, di trasporto, attività sportive, di alimentazione del dominicano medio, stando attenti a non lasciarsi abbordare da falsi amici (sono molto furbi). Non starò a descrivere come uno di questi é riuscito a fottermi una 50ina di euro.
- In RD sono tutti taxisti. Basta alzare la mano e qualcuno si ferma subito. Bisogna solo conoscere preventivamente la tariffa e il metodo. Mai domandare il prezzo, salire in macchina, dire evtl. dove vai oppure segnalere dove vuoi scendere, pagare con calma durante il viaggio. In Capital é 20 cts di usd!!
NOTA: questi taxxisti "illegali" si dividono comunque le strade. Non possono andare ovunque. Alla Capital per esempio se sali su una macchina, questa ti porterà solo in una direzione, cioé dritto. Non svolterà, andrâ solo dritto. Ecco la differenza fra i veri taxi e questi qui. Se tu gli indichi una direzione, lui ti porterà solo al punto più vicino sulla strada che stà percorrendo.
Comunque é un bel risparmio: taxi normale 5 usd, auto dei privati: 0,20 usd. Capita molto spesso che le auto sono piene, ma il tipo si ferma comunque a caricarti (per lui sono 0,20 cts in più, chiaro). Puô capitare che ti debba sedere quasi in groppa a una signora che sta tornando a casa dal lavoro oppure sarai tu a dover fare da sedile al prossimo utente (eh eh). Comunque sono queste le vere esperienze da fare, cioé vivere il più possibile come la genete comune del posto. Basta non fare lo sborone esperto ma neanche l'ingenuo. A loro fa piacere comunque vedere che un turista si immerga nella vita di tutti i giorni per registrare nuove esperienze.
Questo alla Capital é possibile farlo. Per questo insisto che vale la pena vivere un attimo in città. Ne esci arricchito. Altrove non é possibile perché é tutto predisposto per il turismo.
- La Capital la si può raggiungere tranquillamente da Boca Chica in una mezzoretta con il GuaGua (1$). Quindi alla mattina visite alla Capital, pomeriggio in spiaggia a Boca Chica.
- Per cominciare la vacanza in RD é meglio fermarsi a Boca Chica per 2-3 giorni per acclimatarsi. Quando pronti, anche dopo una settimana, fare i bagalgi e dirigersi alla Capital per raggiungere la stazione degli autobus e prendere un biglietto per Samanà (grande bus moderno). Se non ricordo male non costa più di 10 USD per 3 ore di viaggio molto confortevoli. C'é effetivamente anche la possibilità di fare La Romana-Samanà. Le ho fatte entrambe.
- Confermo che la Playa el Rincon, vicino a Las Galeras é un paradiso in terra.
- Un amico italiano residente a Las Galeras mi ha mostrato un posto in cima a una collina, di cui purtroppo non ricordo il nome (simile a "infinito" o "porta dell'infinito"). Vale la pena. Si resta a bocca aperta per la vista mozzafiato sul golfo di Samanà per il paesaggio. Si raggiunge a piedi in una 30ina di min.
- A Las Galeras, per visitare i posti magnifici adiacenti, é bene accordarsi con un moto concho per la giornata. Per 20 $ ti fa da guida e ti porta in moto (125cm) dove vuoi e per tutta la giornata. Quando fai il bagno, cammini o ti fai i cavoli tuoi, lui si allontana educatamente e ti lasciandoti alla tua privacy. Sono loro a capire quando te ne vuoi andare. ATTENZIONE: non prendete però troppa confidenza con il ragazzo del moto concho perché se non avete più bisogno di lui i giorni successivi, tenterà con la via del figlio che deve essere portato all'ospedale a Samanà, ma gli mancano i soldi per i medicinali. Vi chiederà, guarda caso, se avete la bontà di dargli 20 $ per il figlio malato. (chiaramente é una balla).
Meglio non affittare la moto. Non conoscete la tipologia delle buche dominicane ed é quindi facile farsi male o rovinare il mezzo, nel qual caso vi chiederanno chiaramente di sborsare una cifra che molto probabilmente non ha senso.
.....ormai, quando sono in vena o nelle condizioni di partire per le vacanze invernali, la destinazione é una sola: REPUBBLICA DOMINICANA