Toda la dominicana di guagua in guagua

Diario di Viaggio in REPUBBLICA DOMINICANA DI GRIGNANI LAURA GIAMPAOLO MATTEO (15) E CARLOTTA (14) TRE SETTIMANE E MEZZO IN REPUBBLICA DOMENICANA. Meravigliosa ma melanconica. un viaggio effettuato forse alla ricerca di un isola che non c’é. un viaggio in ...

  • di grignanilaura
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  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Diario di Viaggio in REPUBBLICA DOMINICANA DI GRIGNANI LAURA GIAMPAOLO MATTEO (15) E CARLOTTA (14)

TRE SETTIMANE E MEZZO IN REPUBBLICA DOMENICANA. Meravigliosa ma melanconica.

Un viaggio effettuato forse alla ricerca di un isola che non c’é.

Un viaggio in mezzo ad un popolo cui é stata strappata la propria terra.

Nei secoli precedenti dalle dominazioni straniere, adesso dai capitali stranieri.

Un viaggio in un paese che ci aspettavamo molto diverso.

Un viaggio in un paese che possiede delle bellezze naturali e delle risorse turistiche che, anche da sole, sarebbero ampiamente sufficienti per far vivere agiatamente la decina di milioni di abitanti che popola l’isola. MA NON É COSÌ! UN VIAGGIO IN UN PAESE DOVE LA DIFFERENZA FRA RICCHI E POVERI É ABISSALE.

MA É STATO COMUNQUE ...UN VIAGGIO! BELLO, AFFASCINANTE, PARTICOLARE.

DALLE SISTEMAZIONI SEMPLICI AI GRAN RESORT, DALLE CITTÀ ALLE CAMPAGNE, DALLE SPIAGGE ALLE MONTAGNE, ACCOMPAGNATI DAL MERENGUE E DA UN “TRAGO” DI RUM, ABBIAMO GIRATO QUASI TUTTA LA DOMINICANA IN GUAGUA!

9 Dicembre 2006 – Sabato (Amsterdam – Punta Cana – Cortecito) Alle 7:00 sveglia, colazione veloce in albergo ad Amsterdam e poi treno per l’aeroporto di Schiphol. Alle 9:00 siamo già in aeroporto. Indossiamo solo un maglioncino (meno male che non fa freddo) poiché i ns. Cappotti pesanti li abbiamo lasciati in un valigione in albergo (ce li terranno fino al ritorno)! Io personalmente calzo già i sandali! Facciamo il check in e ci avviamo all’imbarco. L’aereo é in ritardo di 50 minuti. Ci beviamo qualcosa in un Pub molto simpatico (la sottoscritta beve un doppio whisky contro la paura dell’aereo) e poi ci imbarchiamo. Il servizio della Martinair é ottimo e le poltrone sono comodissime. La nostra rotta di volo é verso ovest, si rincorre il sole, pertanto oggi non si dorme! Si pranza (cucina orientale) e poi Carlotta ed io giochiamo a carte. Sul volo ci sono anche dei Dominicani. Sembrano molto uniti poiché ridono e scherzano parecchio fra loro. Che si conoscano già? Che siano in gruppo? Carlotta ed io cerchiamo di attaccare bottone con la signora dominicana che ci siede a fianco (molto scollacciata e prosperosa) ma senza grossi risultati. Il suo amico poi non ci considera nemmeno. Staremo a vedere dov’é la famosa affabilità e simpatia dei dominicani... Per ora, su questo aereo, di dominicani simpatici c’é solo qualche bambino. Mi sovvengo di aver letto qualcosa su un forum di viaggi francese, dove più di una donna, con marito dominicano, si lamentava del fatto che quando tornano in patria non sono trattati molto bene dai loro connazionali. ...Certo che se ci tornano con la puzza sotto il naso come questi... Forse dovrebbero aspettarselo! Comunque poiché non c’é verso di chiacchierare con nessuno, continuiamo a giocare a carte. Poi guardiamo “Friend’s”! A metà viaggio ci portano anche la merenda! E successivamente la cena.

Alle 16:20 locali, dopo 9 ore e mezza di volo, atterriamo a Punta Cana. L’atterraggio é piuttosto brusco e violento, tanto che i passeggeri, che stavano per cominciare ad applaudire, al rumore provocato dall’apertura di quasi tutti gli sportelli dei vani bagagli... Si bloccano all’istante! E si, ragazzo... Non ti sei meritato l’applauso! Impara ad atterrare! {NDR: ma forse é proprio quello che stava facendo!} L’aeroporto di Punta Cana é troppo bello! Non avevo mai visto un aeroporto così in tutta la mia vita. Nemmeno a Malé. É un enorme capannone, tutto aperto, con i tetti spioventi di paglia. Tanto verde, fiori, spazi aperti. Ci sono delle ragazze in costume tradizionale che si fanno fotografare con i turisti e, anche con noi. (NDR: Scopriamo dopo che le ragazze in costume erano di un tour operator che riceveva un gruppo!!). Il Taxi per il Cortecito ci chiede 25 usd. Dato che il proprietario dell’albergo via internet ci aveva indicato la cifra di 24... Non mi sembra il caso di discutere! La musica, che in aeroporto non c’era, in compenso é ben presente sul taxi! Arriviamo con un caldo bestiale alla Posada de Piedra, alberghetto con cabanas sulla spiaggia. A noi toccano le “cabanas” perché le stanze normali sono già occupate. Le cabanas (ne hanno 3) consistono in capanne con tetto in paglia, pavimenti in cemento, due letti (semoventi), un tavolino, una luce centrale. No vetri, no zanzariere... E in più, le pareti che sostengono il tetto, nella parte superiore hanno un’apertura di circa 20 cm. Che scorre tutto intorno alla stanza (Sistema di aerazione?). Il bagno é fuori. Come primo contatto con la Dominicana non c’é male... Anche a livello di spesa 30 usd per cabanas mi sembrano un pó eccessivi... Comunque... Ormai siamo qui! Chiedo timidamente alla proprietaria (peruviana) se qui non ci sono insetti (?!). E lei mi risponde.. “Non siamo mica a New York!”. Non oso invece chiedere se ci sono anche i ragni neri pelosi (le cacate) altrimenti potrei anche non dormire per due notti... Ci infiliamo il costume veloce veloce e ci tuffiamo nelle azzurre acque caraibiche di Punta Cana! Non proprio cristalline in verità perché il mare é un pó mosso ma con una temperatura eccezionale! Il bello di questo albergo é che sei proprio sulla spiaggia... Se non fosse per la struttura della stanza, sembrerebbe di essere alle Maldive. Dopo la nuotata, ci beviamo una Presidente (birra locale) e chiacchieriamo un pó con la proprietaria che parla fra l’altro molto bene l’italiano poiché é vissuta a Napoli per diversi anni. Il marito (che non c’é) é invece argentino! (NDR: credevo che la proprietà almeno di questo semplice albergo fosse dominicana ma mi sbagliavo). C’é anche una bimba, Maria, simpatica e molto chiacchierona! Disfiamo gli zaini e ci facciamo a turno una doccia. In bagno mi sembra di sentire dei rumori (che in effetti provenivano dalla cabana a fianco) perciò apro lo sportello del sottolavello e ci trovo una grossa tartaruga (viva? morta?)?! Sicuramente morta (o perlomeno imbalsamata) perché dopo 2 gg. Sarà ancora lì, nella medesima posizione. Avrà magari una sua funzione, chi lo sa? Verso le 20:00 usciamo per andare a cena. Il Bancomat é proprio dall’altra parte della strada quindi prelevo. Per 250 euro mi danno un bel pacco di pesos che a stento stanno nel portafoglio... Intanto sentiamo qualcuno cantare una baciata, ma in lingua italiana. La musica proviene da un ristorante lì a fianco... Ma dai!! É un italiano, Luciano Salerni, ex avvocato penalista che vive in Dominicana da diversi anni e canta e scrive canzoni per hobby! Ci offre un aperitivo e ci accordiamo per cenare insieme domani sera, così stiamo in compagnia e cantiamo! Noi stasera andiamo al Capitan Cook! Il Capitan Cook é un ristorante spagnolo sulla spiaggia. Ordiniamo troppe cose e siamo così stanchi (per noi sono le due di notte) che non riusciamo a mangiare tutto. Poi dobbiamo anche litigare sul conto per il quale ci chiedono 110 usd. Ma il conto é di 3000 pesos, che equivarrebbero ad 85 usd... Poco male: paghiamo in pesos e risolviamo il problema. 10 Dicembre 2006 – Domenica (Cortecito) Alle due di notte Carlotta mi chiama dalla sua stanza perché ha trovato due insetti e non riesce più a dormire. Ce li abbiamo anche noi quegli insettini lì in camera.. Sembrano un incrocio fra un grillo e uno scarafaggio. Matteo é invece avvolto a bozzolo nel lenzuolo, testa compresa, e dorme come un sasso. Mi infilo nel letto di Carlotta e dormo con lei. Ma alle quattro ci svegliamo perché nessuna di noi due ha più sonno. (Fuso orario?). Così andiamo in spiaggia e passeggiamo avanti e indietro per aspettare l’alba... Ma l’alba qui giunge molto tardi, quasi alle 7:00!!! Verso le sei ci spostiamo a passeggiare in paese sperando di trovare un barettino aperto per gli insonni... Ma é tutto deserto, solo guardie giurate. Ieri sera ci siamo dimenticati di comprare l’acqua e da quando sono sveglia ho una tale sete che mi berrei anche l’acqua del rubinetto... Ma non mi azzardo. La Coca Cola di Carlotta é strapiena di moscerini e zanzare... Pertanto si soffre la sete! Alle 7:00 finalmente si alza la proprietaria e ci rifornisce di bottiglie d’acqua. Intanto si svegliano anche i rappresentanti maschili della famiglia e così, sotto i primi raggi di sole, facciamo un bel bagno in mare! Dopo colazione passeggiata in paese. Tutti ci invitano ad entrare nei loro negozi: “Just look, just look...” ma, purtroppo per loro, non siamo potenziali buoni clienti perché sicuramente non ci pensiamo neanche lontanamente ad acquistare souvenir all’inizio del viaggio! In paese, a parte negozietti vari e agenzie di escursioni, non c’é nulla. Torniamo in spiaggia e proseguiamo a passeggiare sul bagnasciuga. Sia verso sud che verso nord ci sono grandi resort all inclusive. Sembrano però apparentemente deserti. Il tempo é splendido ed il sole molto forte... Perciò ci spalmiamo con una crema protezione 8 ma, dopo un pó, ci accorgiamo che luccichiamo tutti! Eh eh... Per errore ho comprato un antisolare con i brillantini!!! Anche lungo la spiaggia é pieno di negozietti di souvenir. Matteo ed io rientrando verso l’albergo riusciamo a parlare cinque lingue diverse così, per accontentare tutti gli esercenti. Pensano che siamo tedeschi, americani, francesi... E ci provano in tutti gli idiomi! Poi ci scoprono... “Ah... Ma siete italiani...!!!” Ebbene si!. (L’ungherese però non lo parla nessuno). A pranzo oggi andiamo alla Langosta del Caribe (anche questo di proprietà spagnola)! Ristoranti Dominicani ancora nessuno... Né barettini, né bancarelle... Nada de nada. Rispetto al Capitan Cook questo ristorante non ha paragone! Il servizio é eccellente, la paella é fantastica e si spende anche meno, anzi, molto meno!. Oggi, prima di pranzo, Carlotta e papà mi hanno raccontato che hanno visto un piccolo squaletto in mare. Così, nel pomeriggio io mi limito ad entrare ed uscire rapidamente dall’acqua, sotto le risate di tutti... Perché era uno scherzo! A metà pomeriggio si riparte per una passeggiata lungo spiaggia ma, dopo una mezz’ora, Carlotta e la sottoscritta, distrutte dal sonno, crollano su due lettini di un all inclusive deserto e si addormentano. Giampaolo e Matteo invece percorrono chilometri! Dopo la doccia andiamo al Supermercato, compriamo sigari, acqua e una bottiglietta di rum con due bellissimi bicchierini di legno, per poterlo bere al chiaro di luna! Ci si trova poi al ristorante del Cortecito Inn, dove ci eravamo dati appuntamento con Alfredo, il cantante italiano di ieri sera. C’é anche un altro italiano con lui. E qui ci sembra di essere in un vecchio localino di New York ai tempi dell’immigrazione italiana. Alla fine ci mettiamo tutti a cantare: Volare, O sole mio... Etc. Carlotta ed io mangiamo una cheviche eccezionale (piatto sudamericano a base di pesce crudo marinato nel lime e condito con cipolla pomodoro e peperoni tagliati piccoli piccoli). Alle 23:00 andiamo a nanna! 11 Dicembre 2006 – Lunedí (Cortecito – Higuey - Bayahibe) Alle 8:00 siamo già a fare colazione. Zaini pronti (mi si era pure infilato l’insetto dentro..). Oggi si va a Bayahibe all’All Inclusive del Dominicus Beach. 200 usd al giorno in quattro... Se penso che ieri qui ne abbiamo spesi 300... Non sappiamo ancora come ci arriveremo ma ci hanno detto che basta andare alla fermata del bus e dire all’autista dove si deve andare e lui ti fa scendere alle varie fermate di coincidenza. Alle 9:00 siamo sulla strada per Higuey. Abbiamo già cambiato 3 bus... Ma i cambi sono così rapidi e semplici che non c’é nessun problema a spostarsi con i mezzi. Praticamente sono loro che ti fermano al posto giusto e l’autobus successivo ti tira su. Sono piccoli autobus privati, li chiamano guagua. Sono in genere gestiti da una coppia di persone. Uno guida e l’altro fa salire le persone e prende i soldi. Sull’autobus c’é anche la musica. Lungo la strada ville, baracche, casupole con tetti in lamiera, fabbriche di sigari, depositi di materiale per l’industria alberghiera, piantagioni. Alle 9:40 il traffico rallenta. Siamo quasi fermi. C’é un’enorme mandria di mucche e buoi per strada, accompagnata da cow-boy a cavallo e, cosa divertente, c’é anche il cartello stradale che segnala il passaggio mucche! La mandria gira poco più in là ed il viaggio prosegue. Mi aspettavo che gli autobus corressero come pazzi, invece (almeno fin’ora) guidano abbastanza bene e prudentemente. Chi ha detto che in Dominicana guidano male o pericolosamente dovrebbe farsi un giretto in Sri Lanka! A Higuey ci fermano proprio di fronte alla famosa chiesa in cemento armato, così la fotografiamo. Higuey é la classica cittadina tipica del centro-sud america con tanta gente per strada, bancarelle di frutta e verdura, macellerie con svariati tipi carni fresche (?!?) appese al sole e musica che proviene da tutte le parti

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