In Puglia fuori stagione

La Puglia è fantastica anche fuori stagione!

  • di mque_mque
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Puglia terra di vacanze estive, di gran sole, di splendido mare? Si, certo, ma non solo! Il nostro weekend di fine novembre ci ha fatto capire che la Puglia è fantastica anche fuori stagione.

Partiamo da Torino il sabato mattina, e con soli 14 euro a testa siamo a Bari prima delle 11.00, pronti a recuperare l’auto a noleggio e a tuffarci in un giro ad anello che in tre giorni ci permetterà di scoprire le grandi cattedrali romaniche di cui il nord della provincia di Bari è ricco, di rivedere la Valle d’Itria (cioè l’area più ricca di trulli, patrimonio UNESCO) che già conosciamo, e di visitare le grotte di Castellana, che solo L. Ha visto, da bambino. Il tempo è coperto, ma per fortuna non piove. Fa freschino, ma rispetto ai 4 gradi sottozero di questa mattina, in aeroporto, siamo in paradiso!

LE TERRE DEL ROMANICO

Attiviamo il navigatore, che per l’occasione decidiamo si chiamerà Nicoletta (in onore di S. Nicola, ovvio), e siamo subito a Bitonto, a pochi km dall’aeroporto. Il paese è carino, ma è la cattedrale il motivo per cui siamo qui: è splendida! Tutta in pietra bianca, poco decorata come tutte le chiese romaniche, ha un pulpito duecentesco che è una vera opera d’arte di intagli e rilievi. Vorremmo visitare anche la cattedrale di Ruvo di Puglia, a pochi km di distanza, ma come tutte le chiese di Puglia chiude a mezzogiorno, e riaprirà ahimè solo alle 16... Purtroppo ci dobbiamo accontentare di vederla solo da fuori. Bello però il centro storico, un dedalo di viuzze bianche molto ben conservato, più caratteristico di quello di Bitonto. Proseguiamo fino a Castel del Monte, che A. e B. non avevano ancora visitato. Rispetto alla nostra precedente visita, fatta in agosto con una folla di turisti e venditori di souvenir in ogni dove, ci godiamo il castello da soli, nel silenzio assoluto, sotto nuvole nere che corrono veloci in cielo. Il “fuori stagione” ha dei vantaggi incomparabili.

Lasciato Castel del Monte, tra centinaia di migliaia di ulivi ci dirigiamo verso la costa, fino a Trani. Il paese è tutto raccolto intorno all’insenatura che ospita il porto; ad un’estremità svetta la cattedrale, all’altra una fortificazione eretta nel cinquecento a protezione del porto. Passeggiamo insieme a qualche gabbiano lungo il mare, godendoci splendidi scorci tra le barche da pesca ormeggiate, in attesa che la cattedrale apra (alle 16, ovvio). Si tratta di una chiesa romanica, ovviamente, ma ha la particolarità di essere stata costruita su due preesistenti chiese più antiche, che sono anch’esse ancora attive e perfettamente visitabili… una chiesa a più strati, in un certo senso! Usciti dalla cattedrale, sono le quattro e mezza di un giorno di novembre ed inizia già a far buio; questo è forse l’unico lato negativo del “fuori stagione”, le giornate sono davvero corte.

Lasciamo Trani, che ci è piaciuta davvero moltissimo, per Molfetta, a pochi km lungo la costa. Qui visitiamo…indovinate? La cattedrale! E’ il duomo di S. Corrado, romanico, affacciato sul porto. A differenza delle altre, questa chiesa ha una copertura a tre cupole che ci richiama subito alla mente le moschee di Istambul; in Puglia l’Oriente è davvero vicino. Dopo una breve tappa a Bisceglie, dove facciamo quattro passi nel centro storico senza che nulla ci colpisca più di tanto, raggiungiamo il nostro albergo, a Giovinazzo. Preferiamo dormire qui senza dover entrare in Bari, che tanto visiteremo lunedì. L’albergo è poco prima del paese, l’indomani scopriremo che è sul mare e ha anche una bella piscina. Come tantissimi alberghi qua in zona, è soprattutto una sala ricevimenti per matrimoni, che qua in Puglia ci paiono essere una delle industrie principali: negozi di abiti da sposa, sfarzose sale ricevimenti e pubblicità di gruppi musicali e servizi di catering sono in ogni dove!

Facciamo un micro-riposino, sperando che la stanza si scaldi in fretta (è davvero gelida, qua il riscaldamento lo usano così raramente che..dimenticano di accenderlo) ma poi la fame diventa aggressiva: cena! In paese abbiamo un riferimento molto consigliato per mangiare pesce, ma è chiuso, causa nascita dell’erede del proprietario. Ripieghiamo su un’osteria di mare nella piazza principale, e mangiamo davvero bene ad un prezzo più che onesto. Quando usciamo, sta piovigginando; pazienza, tanto la stanchezza per la levataccia si fa sentire

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