Non ho mai avuto dubbi su quale fosse, per me, un viaggio da sogno..la Polinesia ci chiamava da sempre e dalle spiagge della mia Sicilia, sentivo echi di mari lontani e cristallini e pensavo che il nostro viaggio di nozze ...
Non ho mai avuto dubbi su quale fosse, per me, un viaggio da sogno..La Polinesia ci chiamava da sempre e dalle spiagge della mia Sicilia, sentivo echi di mari lontani e cristallini e pensavo che il nostro viaggio di nozze avrebbe avuto, come sfondo, quei magnifici atolli. Il quattro luglio ha inizio l’avventura : partiamo,infatti, per New York , prima tappa di un lungo viaggio durante il quale la gioia non mi ha permesso di riposarmi un attimo.
Arrivati in America, prendiamo il volo per Tahiti e, lungo il tragitto, siamo allietati da danze tipiche e inebriati dal profumo dei fiori di Tiarè. Giunti a Papeete intorno a mezzanotte ora locale,dopo 22 ore di volo complessive, siamo subito accolti dall'atmosfera tipica del luogo: canti e musiche suonate con l'ukulele, strumento nazionale simile ad una chitarra, e giovani ragazze che regalano ghirlande di fiori ai turisti.
Il primo giorno in città, purtroppo, non è bellissimo perché le piogge tropicali, anche se momentanee, rattristano quell'angolo di paradiso ma, non ci perdiamo d'animo, e andiamo a visitare il mercato coperto di Tahiti . Ci accorgiamo subito che i prezzi sono piuttosto alti, ma è impossibile non acquistare qualche pareo dipinto a mano e una borsa intrecciata con foglie di banano. La passeggiata prosegue con la visita della cattedrale dell'Immacolata, dove sembra che gli abitanti si incontrino più per parlare che per pregare, del parco Bouganville e della chiesa evangelica dalla facciata di un rosa acceso. Al ritorno in albergo, notiamo che i festeggiamenti dell'Heiva, che si svolgono ogni anno a luglio, sono iniziati e veniamo coinvolti in balli tipici, mentre osserviamo le sapienti mani delle donne polinesiane che realizzano bijoux.
Il secondo giorno a Papeete, lo trascorriamo guardando negozi di perle nere, un vero must da queste parti, ma rimandiamo l'acquisto ai giorni successivi anche perché nel pomeriggio partiamo per Maupiti, un vero spettacolo della natura! Prendiamo, quindi, il nostro primo volo interno con il tipico aereo con le eliche, L’atr 42, che, pur essendo nuovo, mette un attimo di ansia. Appena superato il tratto di mare che separa Papeete da Raitea, Huahine e Taha'a, non riesco più a chiudere la bocca per lo stupore. Le immagini che si mostrano ai miei occhi, sono superiori a qualunque aspettativa: la barriera corallina è di un blu incredibile e l'arrivo a Maupiti resterà per sempre nei nostri cuori. L'isola è un susseguirsi di motu e piccole lingue di sabbia bianca finissima intervallate da acque trasparenti, mentre l'isola vulcanica principale sembra quella di Robinson Crosue. L'aeroporto è piccolissimo e a terra è ricco coralli che hanno perso il loro colore e lì ci aspetta la proprietaria del nostro bed and breakfast che ci aiuta a caricare i bagagli sulla barca, per raggiungere un altro motu. La pensione è molto carina ed è completata da un romantico pontile, ma quello che subito ci attira è l'odore di cibo che si tramuta in polpettine di pesce spada con una salsa simile al ketchup e in poisson cru, pesce spada con latte di cocco e limone. Sublime!!! Mentre in Italia è sera, a Maupiti inizia un'altra splendida giornata, ricca di sole, mare e verde. Una breve passeggiata mattutina, ci porta in una baia con un'acqua che sembra una immensa piscina naturale, incorniciata da palme e altre strisce di sabbia intorno. Il tratto di mare è basso e iniziamo a "passeggiare" da una spiaggia all'altra, a contatto continuo con i pesci tropicali, fino a perderci...Tanto che nel tardo pomeriggio, saranno un gruppo di locali a riportarci con la barca alla pensione. Durante la notte veniamo svegliati da una tempesta tropicale e capiamo subito che il giorno successivo non riusciremo ad andare a Bora Bora. La pioggia, infatti, continua ininterrotta e l’aereo non parte, ma noi ci divertiamo lo stesso a girare tutta l’isola in bicicletta, osservando dei giganteschi granchi che escono fuori dal terreno per la grande umidità. La gita improvvisata ci fa meglio capire le abitudini di questo popolo, che amano seppellire i propri cari nel giardino di casa, che realizzano abiti e gioielli a mano e che vivono di pesca e agricoltura. È il nostro quinto giorno in Polinesia e, verso sera, arriviamo finalmente a Bora Bora, dove trascorreremo solo una notte in un hotel a cinque stelle in overwater, sul mare cristallino. Questo sarà l’unico soggiorno di lusso di tutto il viaggio di nozze, visto che per nostra scelta abbiamo deciso di prenotare le stanze nei villaggi di pescatori, per meglio comprenderne le abitudini. La nostra stanza è bellissima: il pavimento è tutto trasparente e i pesci vengono a salutarci non appena ci sentono camminare; il tavolino è a forma di tavola da surf, mentre il letto ha le zanzariere ed è tutto lavorato in legno...Ma il vero protagonista è lui: il mare perfetto delimitato da una verde collina vulcanica! Poche ore in questo eden, perché le prime luci dell’alba ci portano via, verso la parte forse più bella del viaggio: il giro in barca delle isole di Raiatea, Taha’a e Huahine! La nuova avventura, ha inizio dalla laguna di Huahine, sulla barca dove ci siamo solo io, Massimo e la coppia di proprietari e intorno a noi un gruppo di donne che si allenano con le canoe per la festa dell’Heiva . Qui l’acqua cambia profondità in continuazione e, di conseguenza, i colori tendono a mutare creando un contrasto cromatico interessante. Dopo un’ora di viaggio Claude, il nostro skipper, ci porta nel reef per farci fare un poco di snorkeling e farci entrare, per la prima volta, realmente in contatto con la natura incontaminata dei fondali marini. Coralli cotone, a fiore, a corna e pesci coloratissimi ci accolgono in un mondo unico e affascinante, tanto che riportarci sulla barca per l’ora di pranzo non è affatto un’impresa facile. Il pomeriggio, invece, è dedicato all’entroterra con una lunga scalata su per la montagna di Huahine; ma ne vale la pena, lo spettacolo dall’alto è davvero insuperabile