Camino real peru’: un dipinto di emozioni

La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita o una vacanza, ma un sogno. E va crescendo poco a poco, costruendosi una delicata architettura. Un viaggio, quindi, ha sempre un ...

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La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita o una vacanza, ma un sogno. E va crescendo poco a poco, costruendosi una delicata architettura. Un viaggio, quindi, ha sempre un inizio e una fine, che quasi mai coincidono con la sua durata effettiva.

Il mio viaggio in Perù cominciò almeno due anni fa, quando dopo la laurea avevo un’estate libera da occupare, e nessuno con cui farlo. Il Perù, perché gli Inca mi hanno sempre affascinato, fin dalle scuole medie. L’unico problema erano i pochi soldi a disposizione… stesso discorso o quasi nell’estate 2005. Nel 2006 qualcosa è cambiato. Finalmente potevo contare su un piccolo gruzzoletto, e ancora meglio ho trovato delle persone con cui fare il viaggio… E’ incredibile come il conoscere nuove persone e il consolidarsi di nuove amicizie ti possano cambiare la vita anche nel giro di pochi mesi… Con l’Ale e l’Anna eravamo decise a fare un viaggio con Avventure. Fra i viaggi possibili il Perù era una seconda scelta a causa della durata e del costo… poi però scopro che hanno affidato il viaggio in Perù a Nicola…. Il sogno da quando ero ragazzina stava per realizzarsi….

Con la prima mail di Nicola è cominciata la seconda parte del viaggio: sentivo in me l’eccitazione crescere giorno dopo giorno, mail dopo mail, libro dopo libro… Un momento particolare è stato sicuramente quando ho letto in una di queste mail del “coordinatore” i nomi dei miei compagni di viaggio: il gruppo si stava materializzando pian piano e la curiosità di conoscerli cresceva a ritmo esponenziale. L’adrenalina pre partenza era talmente alta che ad un certo punto avrei anche voluto non partire, percependo la partenza un po’ come già la fine del viaggio.

La terza parte del viaggio, cioè il viaggio vero e proprio, comincia all’alba del 4 agosto... Sarà la prima di tante albe…

Zaino in spalla a Malpensa incontriamo i primi nostri compagni di viaggio. Comincia il valzer dei nomi e finalmente si svelano i visi delle persone: Flavio e Marie di Bologna, Fabiana di Treviso, Michele di Genova, Francesco e Francesca. Ad Atlanta facciamo la conoscenza dell’altra metà del gruppo proveniente da Roma: Andrea, Fabio, Giuliana e Luigi di Roma, Andrea e Chiara di Firenze.

Atlanta non offre molto di più del Museo della Coca Cola e lasciarla non è poi un dispiacere così grande! Del resto neanche Lima è niente di che. Se non fosse stato per due piccoli inconvenienti del passaggio a Lima nessuno avrebbe conservato un ricordo particolare… E invece temo che Fabiana e Giuliana se la ricorderanno molto bene: a Fabiana è stato rubato lo zaino e a Giuliana il cellulare… Meno male che ce ne andiamo via, relativamente, in fretta e concludiamo la serata scoprendo a Pisco il Pisco Sour, una delle bevande tipiche del Perù. Fatto con il Pisco, succo di Lime, zucchero di canna, bianco d’uovo montato e una spolverata di cannella va giù che è un piacere!

Il terzo giorno è uno di quei giorni che difficilmente si dimenticheranno. Partenza da Pisco all’alba: se tutte le alzatacce, anticipassero giornate così, mi sveglierei alle 5 tutte le mattine… A Paracas salpiamo con la barca verso le isole Ballestas: il sole che ci sorge alle spalle rende l’atmosfera incantata. Ci fermiamo qualche minuto per osservare il Candelabro: nonostante in queste zone piova solo 30 minuti ogni 4 anni, pare inspiegabile che un disegno realizzato sulla sabbia secoli fa sia ancora intatto. Dopo circa un’altra oretta di barca arriviamo alle Isole Ballestas: isole famose per essere abitate da uccelli, leoni marini, cormorani, e addirittura pinguini, piccoli e tenerissimi. Altra particolarità di queste isole è il loro colore: al rosso delle rocce fa da contrasto il bianco che si vede sulle cime, dovuto al Guano, ossia agli escrementi degli uccelli. Marie e Anna ne possono descrivere la bontà!

… E’ proprio la giornata di Marie… dopo essere stata colpita dalla cacca di un uccello, riceve lo sputo da un’Alpaca che successivamente ha anche cercato di montarla.. Tutto documentato!

Non è neanche trascorsa mezza giornata e ne abbiamo già viste di ogni colore… non ci immaginavamo che il bello dovesse ancora venire! Lasciamo Ica e ci addentriamo nel deserto. A Huacacina noleggiamo due macchine per fare un giro sulle dune… ma a dire il vero pareva di essere più sulle montagne russe: discese verticali e curve a gomito… elettrizzante! …e poi che paesaggi: da lasciare senza fiato… Ma poteva finire qui?… certo che no.. Mancava la ciliegina sulla torta, che golosi abbiamo mangiato a Nazca, facendo il giro in aereo sopra i suoi famosissimi simboli: il ragno, l’astronauta, il colibrì, la scimmia, etc… visti da un’altezza di 150 m…. Pura ebrezza!

Tutte queste emozioni devono avermi fatto addormentare con il sorriso sulle labbra….

Dopo una giornata come quella di ieri un po’ di riposo ci vuole, anche se forse definire riposo 10 ore di pullman non è proprio corretto. Abbiamo avuto così l’occasione per conoscerci meglio e per consolidare il gruppo. Di cose ne abbiamo comunque viste: la produzione della ceramica e dell’oro, il cimitero di Chauchilla, dove si possono ancora osservare le tombe e qualche mummia in posizione fetale. In questa giornata abbiamo anche avuto modo di vivere un reale momento peruviano, passeggiando tra le bancherelle di un mercato incontrato sulla strada per Arequipa: un insieme di visi, occhi, colori e prodotti molto diversi dai nostri.

Da Nazca ad Arequipa non solo ci sono 10h di viaggio, ma anche circa 50 anni di vita. Siamo partiti da una città poverissima, che vista dall’alto pareva essere stata bombardata, e siamo arrivati in un’altra che non ha niente da invidiare ad una città occidentale.

La visita ad Arequipa comincia dal Monastero di Santa Catalina: una città nella città, dove la “mezcla” dei colori rosso e azzurro usati per dipingere le mura, ti porta ad una estraniazione totale. Il pomeriggio siamo andati un po’ a zonzo, anzi forse sarebbe meglio dire a “bisquero”. Ci siamo poi attivati per regalare all’Ale un grande compleanno: Nico ha commissionato al ristorante la torta, gli altri ragazzi del gruppo si sono organizzati per fare un biglietto speciale, mentre io pensavo solo a come non farle scoprire niente! Tutto ha proceduto alla perfezione e quando al ristorante ha aperto il regalo e letto tutti i biglietti, qualche lacrimuccia stava per scendere… ma sono state subito asciugate dalla splendida e buonissima torta al cioccolato! Ne proveremo di altre lungo il viaggio… ma così buona non la ritroveremo, vero Francesca? Peccato solo che la serata sia finita così presto….

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