Viaggio in Birmania

CARU – PERUGIA – ANTHOS VIAGGI MYANMAR (BIRMANIA) 16-28 novembre 2005 APPUNTI DI VIAGGIO E’ giunto il momento del bilancio, dopo giorni intensi in cui tutti eravamo tesi a catturare, con i mezzi più sofisticati o soltanto con gli occhi, ...

  • di TofanettiG
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

CARU – PERUGIA – ANTHOS VIAGGI MYANMAR (BIRMANIA) 16-28 novembre 2005 APPUNTI DI VIAGGIO E’ giunto il momento del bilancio, dopo giorni intensi in cui tutti eravamo tesi a catturare, con i mezzi più sofisticati o soltanto con gli occhi, il maggior numero di immagini, un tesoro di ricordi che ci sosterrà fino al prossimo viaggio... Può essere scontato, ma si torna a casa sempre più ricchi di esperienza, di emozioni, di cultura, i nostri viaggi valgono moltissimo, sono una sorta di corso accelerato, una presa di contatto con una realtà diversa, lontana, una verifica dei libri letti e pensiamo a quante scienze abbiamo disinvoltamente sfiorato: Etnografia, Antropologia culturale, Geografia, Storia delle religioni, Archeologia, Botanica, Zoologia..., ma restiamo ai fatti.

1° giorno Quando finalmente siamo approdati a Yangon (via Bangok!) avevamo fretta di iniziare il percorso culturale, sapevamo infatti che al ritorno il desiderio degli ultimi acquisti avrebbe posto in secondo piano la visita della grande pagoda mon, la Shwedagon Paya, il luogo più sacro del Myanmar, da visitare almeno una volta nella vita, una sorta di grande santuario, un complesso di costruzioni religiose che segnano un percorso storico di circa 1500 anni, la leggenda parla di 2500, in realtà quella attuale è stata ricostruita, dopo l’ennesimo terremoto, nel 1769.

La coda del monsone estivo ci aveva regalato un acquazzone che ci aveva fatto temere che la visita sarebbe stata compromessa, invece dopo la Pagoda Sule nel bel mezzo del traffico cittadino, accanto al monolite che ricorda l’indipendenza del Paese, siamo saliti alla collina (alta 58 m.), fino “al mistero dorato, alla meraviglia ammiccante” (Kipling) proprio nel momento magico del tramonto, quando i raggi del sole accarezzano lo zedi, la cupola dorata a forma di campana, alta 98 metri. La doratura fu iniziata da una donna, la regina Shinsawbu, che offrì l’equivalente del suo peso in oro (40 Kg) era troppo magra, ecco perché il genero offrì l’equivalente in oro del peso suo e della moglie moltiplicato per 4, leggenda a parte, la doratura è perfettamente riuscita. Lo stupa è a base quadrata, ma poi si passa alla struttura ottagona che permette di raggiungere la sezione circolare; nella parte più alta,oltre il coronamento, l’hti a forma di ombrello, sono contenute le reliquie, i capelli del Buddha, più di 5.000 diamanti e altre pietre preziose...Lo stupa centrale è circondato da otto stupa più piccoli su ogni lato, ma in totale sono cento i piccoli stupa che decorano la grande pagoda. Per la visita del complesso si procede in senso orario, tenendo il santuario alla propria destra, seguendo quindi la direzione del sole e l’armonia universale. Il camminamento è vigilato da demoni Nat e da Cinthe (metà leone, metà drago) dall’aspetto terrificante.

Tra i tanti padiglioni merita un ricordo quello della campana la Maha Ganda Bell del peso di 23 tonnellate; fusa tra il 1775-79 che fu rimossa dagli inglesi nel tentativo di impadronirsene dopo la 1° guerra birmana, ma la campana cadde nel fiume Yangon prima di giungere al porto. Tutti i tentativo di recupero fallirono, allora i grandi predoni, (i loro musei sono il frutto di razzie perpetrate in tutto il mondo) con magnanimità, promisero la restituzione se i Birmani fossero stati in grado di recuperarla, come puntualmente avvenne grazie ai tronchi di bambù che riuscirono a sollevarla. All’ingresso, invitati dalla Guida, avevamo subito osservato un baniano, (Ficus Bengalensis) l’albero sotto cui Buddha aveva raggiunto l’illuminazione. Abbiamo lasciato la collina quando il sole era ormai tramontato, e siamo scesi a malincuore, perché l’impatto emotivo è stato forte: è veramente un luogo incantato

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