Yucatan, Chiapas & Riviera Maya

Martedì 9 dicembre 2008 – Roma, Atlanta, Cancun Pronti via, si parte! Suona la sveglia! Sono le tre della notte e valige in mano ci dirigiamo verso Fiumicino. Ad aspettarci un volo Delta Airlines che ci porterà in Messico con ...

  • di rodivit
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  • Viaggiatori: in coppia
 
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Martedì 9 dicembre 2008 – Roma, Atlanta, Cancun Pronti via, si parte! Suona la sveglia! Sono le tre della notte e valige in mano ci dirigiamo verso Fiumicino. Ad aspettarci un volo Delta Airlines che ci porterà in Messico con scalo negli Stati Uniti. Il volo transoceanico è comodo ma lungo per i nostri gusti. Ad aiutarci a passare il tempo musica, film, libri e ... pennichelle.

Mettiamo piede nel suolo americano solo per farci fotografare e lasciare le nostre impronte digitali (tutte e dieci le dita) alla dogana. Alla faccia delle polemiche nostrane sulla proposta di prendere le impronte agli extracomunitari! Mah! Paese che vai usanza che trovi!?! Ma ormai la nostra mente è già altrove. Siamo a poche ore dall’arrivo. E’ sceso il sole, davanti a noi l’oceano, poi tutto buio e luci all’orizzonte ..Cancun!! Usciamo dall’aeroporto e subito ad attenderci una serie di minivan con destinazione gli innumerevoli hotel della riviera. Non sappiamo il nome del nostro ma capiamo di essere fortunati non appena ci apprestiamo ad entrarvi attraverso un viale illuminato. Siamo al Fiesta Americana Condesa di Cancun con la laguna di fronte e l’oceano alle spalle. La “zona hotelera” si è sviluppata su questo lembo di terra lungo e sottile unito alla terraferma da due ponti. La città è nata negli anni settanta per diventare in pochi decenni una sorta di Eldorado del turismo. Varrebbe la pena di uscire ma dopo un trasferimento del genere il letto ci attrae come una ..Calamita.

Mercoledì 10 dicembre – Chichén Itza, Mérida Di buon ora ci raduniamo nella hall per conoscere la guida che ci accompagnerà in questa nostra prima settimana. Al tour parteciperanno altri 32 connazionali, ognuno con pacchetto acquistato da tour operator differenti (Kuoni, Hotelpan, Viaggi del ventaglio etc.). La prima destinazione è Chichén Itza, il più famoso sito archeologico Maya. Attraversiamo kilometri di foresta e solo ora capiamo perché in volo le luci di Cancun erano anticipate da un’immensa distesa buia ..La jungla. La penisola è il secondo polmone verde al mondo preceduto solo dall’Amazzonia. In effetti il nome Yucatan dà a pensare un luogo più ..Esotico! Il sito è certamente spettacolare ed è dominato da “El Castillo”, una piramide di 24 metri costruita in onore di Kukulkan. Il suo disegno rinvia alle leggi astronomiche: le quattro scalinate corrispondono ai punti cardinali e durante gli equinozi, nella scalinata nord, si produce una sorta di miraggio ottico tale che i serpenti sembrano strisciare sulla piramide. Colpisce anche il Campo della Pelota e soprattutto la ricostruzione del gioco. Chi vinceva avere l’onore di essere sacrificato agli dei. Ma che razza di gioco era! Si può affermare in questo caso, senza timore di essere smentiti, che era ..Meglio perdere!! In ogni caso si ha la forte sensazione di trovarsi in un luogo che trasuda di magia, riti sacrificali e misteriosi culti religiosi (citiamo per tutti la leggenda del serpente piumato ed il culto del giaguaro ).

Dopo un esaustiva visita del sito archeologico ci dirigiamo verso Merida dove soggiorneremo per la notte al Fiesta Americana. Giovedì 11 dicembre – Merida, Uxmal, Campeche Iniziamo la giornata lasciando la città passando per il quartiere del ..Cimitero!! Eh sì, è proprio cosi interi isolati composti non da comuni abitazioni ma da tombe!! Sono dei colori più disparati e di diversa fattezza. In diversi casi riportano solo la data di morte ..Non essendo nota quella di nascita per molti indigeni! Non mancano ossa umane sparse per i viottoli. Ripartiamo alla volta di Uxmal (ossia “costruito tre volte”), sito archeologico come gli altri immerso nel verde. Tra gli edifici spiccano il cosiddetto Quadrangolo delle Monache (si ipotizza che fosse una sorte di convento religioso considerate le 74 stanze poste intorno ad una corte centrale) e soprattutto l’imponente Piramide dell’Indovino (secondo la leggenda costruita in una sola notte appunto dall’Indovino). La struttura, alta 35 metri ed in realtà costruita lungo 400 anni, si apprezza molto di più se vista dal Palazzo del Governatore. Da qui si nota come il sito sia completamente immerso nel verde. Si consideri che i siti Maya sono stati strappati alla foresta nel senso che sono stati letteralmente ..Scoperti. I vari ricercatori hanno dovuto estirpare la vegetazione che li ricopriva

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