Da Marrakech a Fès passando per il Sahara

Zaino in spalla... a spasso per il bellissimo Marocco

  • di valdo1977
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
Annunci Google

Febbraio 2011

Il mio viaggio verso le terre del Marocco ha inizio sabato 26 febbraio, in una calda giornata invernale. Abbandonato il centro di Madrid, dove ho soggiornato per un giorno, con la comoda ed efficentissima metro raggiungo il Terminal 4 dell'aeroporto Barajas. Arrivato in aeroporto, raggiungo il piano superiore e dato un occhiata ai voli in partenza, mi sorge un dubbio: dov'è il mio volo per Marrakech? Non esiste, cosi come non esistono compagnie low cost ma solo voli di linea. Ecco, lo sapevo, la Ryanair ha sicuramente base nel Terminal 1-2-3. Come ho fatto a dimenticarmene? Pazienza, rifaccio il biglietto metro da due euro per fare due stazioni prima di essere al Terminal1. Con il mio pesante bagaglio m' avvio al gate 28, distante una decina di minuti di cammino dall' ingresso. Quanto è grande Barajas...Arrivato al gate mi svacco in attesa dell' imbarco, che avverrà qualche ora più tardi. Mi levo scarpe ( mond dieu...), maglia e polo, fa un caldo assurdo e sto sudorando a dismisura! Quando finalmente giungono le hostess ed il gate apre, mi prende un colpo: controllano i bagagli a mano, le misure, onde evitare persone che abbiano con se sull' aereo valige troppo spaziose o comunque fuori dalle misure consentite. Cavolo, il mio zaino è un baule, ha assunto forme stranissime per via del carico. Sono allarmato, inizio a togliere tutto il possibile dal suo interno, a spostare di qua, di la, indosso una maglia in più ( sono vestito come un esquimese, peccato per gli oltre 25 gradi che mi fanno sembrar ridicolo...). Alucni viaggiatori sono costretti a pagare una sovrattassa di 35 euro a causa delle dimensioni delle loro valige, davvero 'esorbitanti'. Converso con un giovane belga, che sorride a veder le persone rimbalzate alla cassa. Io, invece, rido un poco meno... La giovane hostess passa accanto ad ognuno di noi, osserva il bagaglio a mano e poi, a seconda della sua impressione, lo misura con uno di quei terribili aggeggi in dotazione della Ryan. Quando s'avvicina il mio turno inizio a sudare freddo, dovrei essere al limite. Eccola, si avvicina: osserva il mio bagaglio, una veloce occhiatina per poi passare al setaccio dello zaino della ragazza alle mie spalle (vestita come se fosse su una spiaggia delle Maldive: al confronto pare prendiamo voli opposti...invece!). Sono salvo, e felicemente m' imbarco prendendo posizione sull' aereo, rigorosamente accanto al finestrino. Partiamo con qualche minuto di ritardo, dovuto a questa serie di controlli, e dopo circa tre ore di volo siamo nel cielo sopra la città marocchina di Marrakech. Prima di atterrare però l' aviomobile compie tre giri sulla città. Probabilmente l' aeroporto era sovraffollato, ed aver ritardato la partenza ha creato qualche problema di 'traffico'. Atterro a Marrakech quando ormai sono le ore sette ed il sole sta lentamente scomparendo dietro l' orrizonte, lasciando intravedere un bellissimo cielo. Mi avvio verso l'uscita ma prima devo ancora sottostare ai controlli di dogana, e dopo una ventina di minuti in coda ad attendere il mio turno, posso finalmente lasciare all' addetto il mio passaporto e il piccolo questionario che si è obbligati di compilare. Meno di venti minuti d' attesa e il visto d'ingresso viene posto sulle pagine del mio passaporto, aprendomi cosi le porte al Marocco!

...Marrakech tra magia e realtà...

L'aeroporto della città è piuttosto piccolo ed una volta all'aria aperta inizio a cercare di capire come muovermi. Al centro informazioni dell' aeroporto una giovane m' aveva informato che è attivo un servizio bus che collega il centro Marrakech all'aeroporto. Ma quando domando ad un addetto-taxi, mi sento rispondere: 'no, nesun bus per Marrakech'. Lo mollo immediatamente, falso impostore. Raggiungo un giovane che come il sottoscritto ha un grande zaino sulle spalle. Tra viaggiatori ci si capisce, ci si aiuta, come in poche altre situazioni di vita. E infatti mi informa che a poco dovrebbe sopraggiungere un bus diretto a Djemaa el-Fna. Pochi istanti di attesa, ed ecco il bus arrivare e che per una modica cifra mi consegna al cuore pulsante di Marrakech, la piazza che ha saputo attirare gli sguardi e gli interessi di migliaia di persone a questo mondo, dai Beatles ai Rolling Stones. Le vie della città sono affollatissime, il traffico nelle strade è fuori da ogni norma e regola: macchine pre-guerra, motorini che sfrecciano ovunque, calessi e asini...è una festa, tutti sono diretti al cuore della città, in quella piazza che nel corso dei decenni ha saputo mantenere inalterato il suo fascino e il suo carisma. Il bus sosta davanti ai giardini Arset el Bikl e lentamente, mischiandomi alla folla, cammino verso Jemaa el Fna attirato dal rumore dei tamburi e dalla musica Gnaoua. La piazza è vestita a festa, migliaia di persone passeggiano avanti e indietro mentre auto e motorini sfrecciano a tutta velocità tra i passanti. Dove andare? Consulto la mappa della mia Lonely Planet, giusto per capire come osservare la cartina. Mi avvio verso la zona dove ha inizio il souk di Marrakech, sbagliano ovviamente direzione. Ritorno sui miei passi e intravisto il caffè Argana (diventato punto di riferimento nei giorni a venire) lentamente procedo verso il souk Laksour. Il mio albergo sorge a pochi minuti dal cuore di Jemaa el-Fna, nella medina di Marrakech, ma scovarlo in questo dedalo di viette è impresa assai difficile. Cammino e cammino, e quando mi risolvo a domandare informazioni ad un giovane che si appresta a chiudere la sua bottega, questi mi fa cenno di seguirlo. 'E il negozio, lo lasci incostudito?' mi verrebbe da domandarli... Seguo, titubante, questo omone grande e grosso in un labirinto di vicoli. Gira a destra gira a sinistra e poi ancora a sinistra. Viette silenziose, affascinanti, illuminate da una fioca luce che intriga anche l' animo più fermo. Dopo qualche minuto di passo, ecco finalmente davanti a me la porta dell' Equity Point. Che grazia! Saluto cortesemente questo giovane, che si è impegnato ad aiutarmi quando avrebbe potuto semplicemente indicarmi la via e poi lasciarmi nelle mani della fortuna. Svolte le pratiche di assegnazione della camera per la nottata, vengo a conoscenza che il giorno seguente avrà vita il tour che tanto desideravo (da come avevo avuto modo di vedere su internet): gole del Todra, del Dadès e deserto del Sahara, per una tre giorni all'insegna dell' avventura.

L'albergo è di una bellezza unica: un piccolo riad con piscina al suo interno, dotato di tutti i confort possibili ed immaginabili. Sono più tranquillo e sereno, arrivare la notte in una città a me sconosciuta, con uno stile di vita completamente diverso da quello occidentale e senza una vera e propria mappa della città, mi aveva inquietato un poco. Ora che finalmente sono davanti al mio letto, a svuotare il pesante bagaglio, la mia apprensione svanisce. Pochi minuti e sono pronto ad immergermi nella musica di Djemaa el-Fna, a vivere con questa gente e in mezzo a loro, a mischiarmi tra la folla lasciandomi allietare da ogni particolare e curiosità. Vago a caso in questo dedalo di vicoli scuri e silenziosi, che portano la mente ad un lontano passato. Imbocco rue Mouassine, più affollata, che porta dritto al cuore pulsante di Marrakech. Mentre mi avvicino sempre più alla piazza, lungo la stradina il rumore dei tamburi si ode sempre più forte nell' aria, mentre sono avvolto dai profumi che si levano da Djemaa el-Fna. E poi, d'improvviso, aprirsi davanti a me un grandissima festa, migliaia di persone che vanno avanti e indietro alla ricerca di qualche attrazione suggestiva, mentre gli occidentali osservano dall'alto dei caffè la folla rumorosa. Rimango per alcuni istanti sbigottito, come preso da un vortice che mi impedisce di muovermi, di comprendere la situazione. Sono abbagliato da tale visione. Djemaa el-Fna è musica, spettacoli, profumi: è sito patrimonio dell'Unesco. Mi lascio preda delle emozioni e dell'istinto, vago a caso nella grande piazza, m'aggrego alle mille persone che osservano lo spettacolo del momento, ora un concerto di musica gnaoua, ora una commedia, ora un incontro di boxe... e tutt'attorno, mille donne che sedute su seggiole rendono le mani di giovani donne opere d' arte con i tatuaggi all' hennè. Poi lentamente, avvolto da mille pensieri, come inebriato da mille emozioni, da questo mondo al primo impatto cosi distante dal mio, e forse sotto certi aspetti decisamente migliore, cammino verso il minareto della moschea Koutoubia, illuminato a giorno. Una breve visita e poi nuovamente mi lascio travolgere da Djemaa el-Fna, attratto dai mille profumi che s'innalzano dai mille chioschetti

Annunci Google
  • 24370 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. valdo1977
    , 1/7/2013 12:49
    Ciao! Io avevo speso 90euro tutto compreso! ( tranne due pranzi)
  2. amedeo85
    , 4/4/2013 17:34
    Ciao
    quanto costa orientativamente una gita nel deserto? Vorrei passarci almeno una notte
  3. valdo1977

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social