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Madagascar en route

Itinerario: Tana, Ambositra, Ranomafana, Fianar, Ambalavao, Ranohira, Toliara, Ifaty, Salary, Morombe, Manja, Mandabe, Morondava, Miandrivazo, Antsirabe, Tana, Nosy Be, Tana.

  • di Sonja Aebersold 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

29 Marzo – 21 Aprile

Itinerario: Tana, Ambositra, Ranomafana, Fianar, Ambalavao, Ranohira, Toliara, Ifaty, Salary, Morombe, Manja, Mandabe, Morondava, Miandrivazo, Antsirabe, Tana, Nosy Be, Tana.

Spesa approssimativa: 3.100€ a persona (929 volo, 380 volo interno, autonoleggio 800, nosy be 380, cash 550, prelievo 400)

Eravamo in due, io e la mia amica Cristina.

Consigli pratici

Con o senza autista – Avendo sempre viaggiato in maniera indipendente, abbiamo deciso di noleggiare una macchina senza autista, poi abbiamo scoperto perchè il 95% dei noleggi è con autista! La situazione di alcune strade, se strade si possono chiamare, è veramente tragica e forse anche il periodo non era uno dei migliori, infatti le guide consigliano di fare certe strade solo da giugno a novembre. Inoltre le indicazioni sono una rarità! A parte la bellissima RN7 e la RN34.

Imparate un po’ di francese, è un peccato non poter dialogare con i malgasci e l’inglese lo sanno veramente in pochi.

Malaria si malaria no – Dopo averci pensato a lungo, letto molto e parlato con i dottori, ho deciso di fare la profilassi antimalarica. Ho iniziato a prendere il Lariam 2 settimane prima di partire per vedere se lo tolleravo. A parte un po’ di vertigini sembrava che lo tollerassi bene. Ora riguardando indietro e ripensando ai momenti di ansia che ho avuto in diversi momenti di questa vacanza (e io non sono un persona ansiosa!) e le vertigini per 1-2 giorni dopo ogni assunzione, non sono sicura se la rifarei...

L’organizzazione è iniziata 4 mesi prima della partenza, con l’acquisto del biglietto aereo (Air France, Firenze-Parigi, Parigi-Antananarivo) e le letture di guide (Lonely Planet, la mia bibbia di tutti i viaggi, è stata una delusione.... Molto meglio la Bradt, a breve dovrebbe anche uscire una nuova edizione).

Iniziamo con il racconto....

29 Marzo 2010

Sveglia alle 4! Portata Maya, la mia gatta, da Cristina e alle 4 e 50, a 2ºC, siamo partite da Siena. Alle 6 siamo arrivate a Firenze, colazione e imbarco. A Parigi abbiamo fatto le corse per prendere il volo per Antananarivo, per fortuna era un po’ in ritardo e ce l’abbiamo fatta.

Il volo di 11 ore è stato tranquillo, visti vari film, mangiato, bevuto, sonnecchiato....

Siamo arrivate a Tana poco prima delle 11 di sera, ci ha subito accolto un caldo umido incredibile! Per fare la fila alla dogana, lentissima, abbiamo sudato l’inverosimile. Abbiamo aspettato i timbri e le firme sul passaporto e l’arrivo delle valige. Sono arrivate! Un miracolo! Anche loro sono riuscite a prendere la coincidenza a Parigi!

All’aeroporto c’era ad aspettarci il tassista mandato dall’albergo, con cartello col mio nome. Sosta allo sportello della Bank of Africa, per cambiare degli euro in ariary. Per fortuna il tassista ci avverte dicendoci di cambiare solo pochi soldi. Ok, ne cambiamo 200€ e ci torna indietro una montagna di ariary! Oddio, sembra una rapina!

Abbiamo fatto 15-20 minuti in macchina e visto poco perchè era tutto così buio! Le poche luci che ci sono sono così fioche... Dopo mezzanotte e mezza siamo arrivate all’hotel Sakamanga, consigliato da vari viaggiatori e in effetti è molto carino, un labirinto di hotel pieno di cimeli da museo! Camera nº 16, carina, con matrimoniale e letto singolo, bagnetto e ventilatore! 39€, prenotato dall’Italia.

Doccia e a letto!

30 Marzo

Dormito sega cane bau...... Alle 7 nostre (le 8 in Madagascar) ci siamo alzate e siamo andate a fare colazione nel cortile interno dell’hotel, pieno di piante. Colazione francese con baguette, marmellata, miele, ananas, succo acidulo, cake, caffè latte. Buono.

Alle 10 eravamo già in strada e abbiamo iniziato a girare per la città un po’ senza meta. Che casino questa città! Tantissime macchine e altrettanta gente, che vende di tutto per la strada. Ci siamo dirette verso la zona alta della città, faticando un po’ non solo per le salite, ma soprattutto per il caldo che si iniziava a sentire

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