Ascoltando il suono del riso che cresce

Risveglio in Asia Siamo in volo da Palermo a Roma, da Roma a Kuwait City e da Kuwait City a Bangkok. Per la prima volta vado dall’altra parte del mondo. Non ricordo nemmeno come abbiamo deciso di partire per il ...

  • di eledra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Risveglio in Asia Siamo in volo da Palermo a Roma, da Roma a Kuwait City e da Kuwait City a Bangkok.

Per la prima volta vado dall’altra parte del mondo. Non ricordo nemmeno come abbiamo deciso di partire per il Laos...Forse dopo aver visto Apocalypse Now per la terza volta.

Arriviamo alle 10.40 del mattino in perfetto orario all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok, nuovo di zecca, bellissimo, supermoderno; all’interno vi sono diversi ristoranti, noi proviamo il City Garden, la noodle soup è eccellente.

E ora? Sappiamo solo qual’è la nostra meta, vogliamo raggiungere il Laos, ma non abbiamo organizzato né prenotato niente. Decidiamo di volare low cost a Chiang Rai, acquistando direttamente all’aeroporto il biglietto Air Asia. All’arrivo, prendiamo un taxi per Chiang Khong in un’agenzia all’interno dell’aeroporto. La strada è alquanto monotona e la guida spericolata; l’aspetto positivo, visto il caldo che fa, é che il taxi è dotato di aria condizionata. A Chiang Khong troviamo subito una guest house di fronte al Mekong, con splendida terrazza da cui si vede il Laos e, compreso nel prezzo, un ragno peloso gigante in camera che facciamo accomodare fuori con l’aiuto del padrone di casa che che se la ride...Sembra un lottatore di box thai. Sistemate le zanzariere che fortunatamente abbiamo portato con noi, ci godiamo un ottimo pad thai in un ristorantino lungo la main (and only) road. Mekong Oggi attraversiamo in barca il fiume giallo, il grande Mekong, fino alla frontiera col Laos. Il visto è fatto istantaneamente, pagando 35 USD a persona. Huai Xay, siamo ancora solamente a Huai Xay...Decidiamo di passare un giorno qui perché siamo stanchi e poi ormai è tardi per imbarcarsi sul battello delle 11.00.

Per pranzo ci fermiamo in un ristorante riverside col menu in solo laotiano. Prendo una pietanza immangiabile a base di maiale sminuzzato, aglio, cipollina, lime e menta che dalla guida capisco essere un parente del piatto tipico laotiano, il laap. Ho la gola infuocata e mi sento stordita dall’afa e dalla stanchezza. Il colpo di grazia me lo dà la beer lao. Decidiamo di fare una passeggiata fino alla stazione dei bus. I villaggi su palafitte si susseguono lungo una strada principale, la povertà si tocca con mano; nelle case abitate dai cinesi le donne lavorano ed i bambini seminudi giocano in mezzo alla polvere che si volatilizza nell’aria per tutta la camminata. I km passano e la stazione non si vede...In compenso ci salutano bambini laotiani dallo splendido sorriso...Bisogna fermarsi a bere diverse volte per sopportare il caldo. Arriviamo ad un mercato di cianfrusaglie cinesi, alcuni bus semi-sfasciati ci fanno intuire di essere arrivati. Rinunciamo a prendere il bus il giorno dopo e ci incamminiamo nuovamente verso Huai Xai. Ci fermiamo al passaggio a visitare un wat su una collina, con bella vista sul Mekong tinto di rosa... siamo già al tramonto. Ci viene incontro un monaco di 22 anni e ci intrattiene con la sua storia. E’ molto gentile e curioso di conoscerci. Tornando ci fermiamo in un ristorantino un po’ sudicio sul fiume.

L’indomani partiamo dal pittoresco porto delle slow boats per un viaggio sul Mekong da Huai Xai a Pakbeng. Piove a dirotto e superiamo indenni la prova dell’accesso al battello, in equilibrio con gli zaini su una tavola di 20 cm di larghezza sospesa sul fiume. Osservo le acque del Mekong, fangose e placide, bucherellate dalla pioggia ed il rosso-azzurro delle imbarcazioni in legno. Alcune sono adibite solo al trasporto merci, come quella accanto a noi, carica di casse di beer lao. Ad un certo punto, quando la barca è piena, partiamo...Il panorama è incantevole, si incontrano villaggi sul fiume, spiagge frequentate da bufali d’acqua, foreste secolari...Peccato per il tempo che ci costringe spesso ad abbassare le tende della barca. In serata, sorpassate numerose rapide, arriviamo a Packbeng. L’approdo è rocambolesco. E’ buio e dopo mille manovre per infilarci tra le altre barche, ci spingono sugli scogli infangati tirandoci i bagagli dall’imbarcazione. Una moltitudine di abitanti locali ci abbaglia con le torce al grido di “falang, falang!” (straniero) per condurci alle proprie guest house. Data l’ora e la situazione seguiamo una ragazzina che ci porta in una guest house riverside che al nostro arrivo sembra una bettola. La mattina dopo ci accorgiamo che dalla terrazza si gode un eccellente panorama sul Mekong. Qui la luce elettrica è disponibile solo tra le 18 e le 22, ma noi siamo dotati di torcia dalla luce un pò flebile. La giungla folta ci circonda, il cielo stellato ci sovrasta ..

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