Nord India: parte finale

11 marzo - Agra Oggi dal gruppo traspare una forte emozione. Ci attende, infatti, la visita del “mitico” Taj Mahal, un monumento noto in tutto il mondo per la sua strabiliante bellezza. Durante la fase di preparazione del viaggio ho ...

  • di gcolnaghi
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  • Viaggiatori: in gruppo
 

11 marzo - Agra Oggi dal gruppo traspare una forte emozione. Ci attende, infatti, la visita del “mitico” Taj Mahal, un monumento noto in tutto il mondo per la sua strabiliante bellezza. Durante la fase di preparazione del viaggio ho avuto modo di ammirare centinaia di fotografie del superbo mausoleo e ho letto altrettanti appassionati commenti, tant’è che il mio timore è di restarne deluso a causa delle troppe aspettative.

Superati gli scrupolosi e giustificati controlli di sicurezza, eccomi al cospetto di... Non ho parole per descriverlo. Nessuna immagine o filmato può rendere l’idea della grandiosità di quest’opera d’arte. I miei timori espressi in precedenza mai potevano dimostrarsi più infondati. Oltre ad essere splendido è ...Immenso... (non ho più aggettivi).

Agli appassionati di fotografia, oltre al classico scatto del Taj Mahal che si riflette nello specchio d’acqua antistante, consiglio di ricercare inquadrature dai giardini laterali al monumento giacché è possibile ottenere immagini con una prospettiva diversa dal solito e, forse, più suggestive.

Successiva tappa obbligata del tour è il forte Agra. Il forte dove il figlio del costruttore del Taj Mahal ha incarcerato il padre, si dice, per bramosia di potere. Personalmente sono più propenso a credere che tale iniziativa sia stata assunta quando il figlio è venuto a sapere dell’intenzione del padre di costruire un altro mausoleo identico al primo (di colore nero), per la costruzione del quale sono state dilapidate ingenti risorse. Probabilmente, ai tempi nostri, in simili circostanze, il figlio avrebbe semplicemente chiesto ed ottenuto l’interdizione del padre.

Elucubrazioni a parte anche il forte merita di essere visitato. Specialmente le stanze ove era detenuto il maraja e quella finestrella da dove è possibile vedere in lontananza il Taj Mahal, oggi avvolto da una leggera e misteriosa foschia.

Anche ad Agra non manca l’opportunità di fare shopping. Nel pomeriggio veniamo accompagnati in negozi, se possibile, ancor più forniti di quelli di Jaipur. Io sono particolarmente tranquillo in quanto le nostre valige sono già strapiene ed anzi, colgo l’occasione per rinfacciare a mia moglie la sua imprevidenza nel portarsi da Roma troppi inutili indumenti. La mia consorte, per nulla turbata dai miei rimproveri, risolve l’inconveniente con l’acquisto di un’altra valigia di dimensioni considerevoli e subito si dà da fare per riempirla.

12 marzo - Agra - Gwalior - Orchha Dopo la prima colazione ci avviamo verso la stazione ferroviaria di Agra per prendere il treno che ci porterà a Gwalior. Qui salutiamo il nostro autista ed il suo simpaticissimo aiutante, che tornano a Delhi per accompagnare un altro gruppo. Mia moglie ed io riserviamo un affettuoso saluto all’aiutante, un ragazzino di quasi 18 anni, con il quale in questi giorni, grazie al mio stentato inglese, siamo riusciti a stabilire un qualcosa di simile ad una conversazione. Abbiamo appreso che è il terzo di sette figli e che è molto orgoglioso del proprio lavoro e dell’aiuto che è in grado di fornire alla famiglia. Abbiamo constatato che non si sveglia mai “con la luna di traverso” e che per lui la vita è bella e merita di essere vissuta gioiosamente. Proprio come i ragazzi europei...! Le stazioni ferroviarie italiane sono caotiche e vi si incontrano i personaggi più strani. Immaginate come può essere una stazione indiana. Caos elevato alla decima potenza. In ogni caso è un’esperienza che vale la pena di essere vissuta.

Il nostro treno, il Shatabdi Express, arriva con mezz’ora di ritardo che, in indiano, significa essere puntualissimo. La carrozza a noi riservata è paragonabile alle nostre obsolete terze classi, ma per i canoni locali è considerata una super lusso. Il viaggio è confortevole ed io non devo angosciarmi preoccupandomi dei sorpassi

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