In India del sud

In India del sud Sono scivolato lungo l`autostrada Napoli Fiumicino Aeroporto, ho ripasseggiato per l`avenue sovrastata di finte palme dell`Hub di Dubai, ed infine mi sono ritrovato all`improvviso in un vagone affollato che dall`aeroporto di Chennai mi ha portato in ...

  • di Marco Salvyuolo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

In India del sud Sono scivolato lungo l`autostrada Napoli Fiumicino Aeroporto, ho ripasseggiato per l`avenue sovrastata di finte palme dell`Hub di Dubai, ed infine mi sono ritrovato all`improvviso in un vagone affollato che dall`aeroporto di Chennai mi ha portato in centro citta`. Venni in India dodici anni fa, e di allora comincio a riconoscere quello immediatamente percepibile, i profumi, o meglio i tanfi caratteristici di posti sporchi ed inquinati. Tuttavia non sono molesti, perche` mi avvolgono e proteggono nella loro semplice normalita`. Cosi` come e` normale ritrovarmi ad altezza cintola un tipo che sembra esser passato in un tritacarne; vecchie lebbrose che tendono la mano monca di articolazioni per chiedere qualche rupia, raggomitolate in un pugno di stracci; bambini che hanno la loro casa sui marciapiedi, assieme ai genitori. Ieri mattina, mentre camminavo per le vie affollate di Chennai, per un momento il mio sguardo ha incrociato quello di una donna che si stava cambiando, utilizzando il suo sporco sari a mo` di paravento, avvolto attorno ad un palo; l`ho distolto subito, per rispettare quel minimo di privicy che si era creata in quel modo.

Forse dovrei restare ancora qualche giorno qui, tuttavia non ho voglia di sforzarmi a trovare quello che forse non c`e`, per cui domani comincero` il mio Gran Tour, da Chennai a Mumbai, passando per il sud e risalendo la costa occidentale.

Mamallapuram e` un paesino in questo momento frenetico per la festa del Pongal, che celebra annualmente il raccolto, tesa a ringraziare divinita` ed animali per il dono di aver avuto dalla terra di che aver da mangiare ancora per un anno. Inoltre c`e` un festival di danza, e la sera stessa assisto ad un meraviglioso spettacolo con ballerine e musicisti, che per due ore trascinano tutto il pubblico in un`altra dimensione, da quella incasinata che sta appena fuori la scena; la vocalist da` di gorgheggi a mo` di Cheila Chandra, per chi la conosce, mentre la ballerina si muove in una maniera cosi` armoniosa che difficilmente ricordo di aver visto in spettacolo analoghi.

C`e`troppo casino, troppa ressa; stamattina me ne andavo in giro per i templi del villaggio, e frotte di famiglie ne affollavano gli spazi coi loro picnic di semplici e gustosi thali, offrendomi da mangiare, augurandomi Happy Pongal, chiedendomi do posare per foto ricordo assieme a loro. Ad un certo punto ho incontrato Stephan, svizzero di Zurigo, autista di tram, anche lui coi turni; forse l`ho preso in simpatia per questo. Che tipo questo Stephan! Caritatevole ed incazzato allo stesso tempo per le continue e spropositate elemosine che si costringeva a dare ai questuanti di professione, che una volta si ed una no lo facevano fesso, con una guida spirituale dell`India sotto braccio, che non sapevo manco esistesse, una Lonely o Routard del pellegrino occidentale in cerca d`illuminazione. Se ne va in giro per i templi dell`India in cerca di una serenita` e pacatezza che evidentemente latitano in lui. Ci ho passeggiato, chiacchierato, posato per delle foto che ragazzi ubriachi da fine Pongal ci chiedevano sulla spiaggia, aspettato il ciabattino che terminasse i sandali su misura che gli avevo commissionato (non avrei potuto trovarli gia` bell`e` fatti, chiaramente), cenato assieme: alla fine mi ha riempito di complimenti, che non merito, credendo di vedere in me quello che sta cercando con troppo accanimento. Domani partiro` per Pondicherry, 100 km. Piu` a sud, la citta` che avrebbe voluto essere stata francese

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