India... dai templi alla bellezza della natura

I templi del Tamil Nadu e le bellezze paesaggistiche del Kerala

  • di fiorella_fiore
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 14
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Partiamo il 5 marzo 2012 alle 21,25 da Milano diretti a Delhi. Siamo partiti da Genova con Piero che, as usual, è orfano di Gianna e meno male che viene con noi. Piove che Dio la manda. Quando arriviamo a Malpensa per fortuna smette, ma fasciamo la valigia rossa per non farcela bagnare nel caso ritornasse a diluviare.

L'aereo decolla in orario – prima volta con Jet Airways, compagnia indiana – e per otto lunghe ore si vola. Nonostante l'aereo sia mezzo vuoto e io sia comodamente allungata su quattro sedili non chiudo occhio. Arriviamo a Delhi, aeroporto Indira Gandhi alle 9,55 del 6 marzo ora locale, abbiamo 4 ore e mezzo di fuso orario in meno, e attendiamo gironzolando per l'aeroporto l'imbarco per Chennai, dopo il recupero valigie e nuovo imbarco delle stesse, e poi il nostro che avverrà alle 14,25. Nell'attesa mangiucchiamo qualcosa e, meno male, non ci sono topi in aeroporto come mi aveva preannunciato Miriam!

Finalmente alle 17,15 siamo a Chennai e qui si compone il gruppo: oltre a noi tre di Genova ci sono Enrico, la moglie Anna, Elda e Stella di Crema, Maria Antonietta ed Elisabetta di Terni, Enrico con la moglie Annalisa e la cognata Lucia di Verona. In albergo troveremo anche Franca e Aldo di San Donà di Piave. 14 è un bel numero, ma per fortuna non sono sorte complicazioni.

La nostra guida è Sarin, giovane e simpatico che ci seguirà con competenza per tutto il viaggio. Il pulmino con aria condizionata non è un ultimo modello ma pazienza. Ci sono anche l'autista (che si è fatto un mazzo notevole) e un ragazzino in aiuto.

Arriviamo all'hotel The Checkers che dalla lobby ci aveva fatto ben sperare, invece camere non troppo pulite, bagno terribile anche senza asciugamani, piatti nel ristorante sporchi da far paura... abbiamo protestato tutti con la Metamondo! Comunque il viaggio è incominciato. Doccia, cena (ci salviamo coi noodles piccantissimi alle verdure!) e poi a nanna, domattina cominciano le visite!

7 marzo

Qui a Chennai suonano tutti il clakson, il traffico è notevolissimo, spazzatura dappertutto, mucche per strada, cacche, gente miserevole sdraiata per strada, non esistono marciapiedi, strada asfaltata per le auto e poi tutto sterrato, attenzione a dove mettere i piedi, caldo...il primo impatto è stravolgente. Dopo colazione partiamo per la prima visita dirigendoci a Kanchipuram. a circa 70 km da Chennai, la città dei mille templi, famosa per la produzione della seta. Visita dei primi templi, del periodo del massimo splendore dell'arte Pallava, VII-VIII secolo d.C, città sacra, gopura alta 59 metri, statue del XIV e XVI sec. Il tutto abbastanza bello. Pranziamo nel ristorante dell'albergo Grt Regency di Kanchipuram piuttosto bene, ritorniamo a Chennai e andiamo a visitare la città con la chiesa di San Tommaso dove sono conservate le spoglie dell'apostolo, la Marina, la Galleria Nazionale dei Bronzi, un mercato e il tempio Mylapore veramente bello, dove tanta gente prega (le donne mettendo la fronte per terra gli uomini prostrandosi interamente), luci, profumi, colori, suoni, fiori. Chennai è una grande città di 6 milioni di abitanti, l'antica Madras, col forte di San Giorgio e la Chiesa di Santa Maria, ha una bellissima strada litoranea che costeggia il mare, detta la Marina, una bella università e molti edifici vittoriani. Cena al Checkers e poi a letto, stravolti.

8 marzo

Stamattina si parte per Mahabalipuram dove visitiamo una delle località archeologiche più importanti dell'India, templi e bassorilievi bellissimi col capolavoro dei “cinque carri” dedicati ai cinque fratelli Pandava eroi del Mahabharata. Sono cinque monumenti ognuno scolpito in un unico blocco di granito e, per ultimo, il fantastico Shore Temple sulla spiaggia, santuario dedicato a Shiva, bellissimo, restaurato dopo lo tsunami del 2004. Impressionante la Penitenza di Arjuna una grande scena scolpita nel granito con grande maestria e la “palla di burro” un enorme masso che sta in bilico sul terreno e che neppure lo tsunami ha smosso di un millimetro

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