8 agosto: arrivo in Kashmir Arriviamo in aereo con la coincidenza da Delhi, le pratiche burocratiche sono lunghe e ci si deve registrare almeno 5 volte! Al banchetto delle House boat scegliamo la categoria intermedia, prendiamo un taxi e attrversiamo ...
8 agosto: arrivo in Kashmir Arriviamo in aereo con la coincidenza da Delhi, le pratiche burocratiche sono lunghe e ci si deve registrare almeno 5 volte! Al banchetto delle House boat scegliamo la categoria intermedia, prendiamo un taxi e attrversiamo Srinagar: una città completamente militarizzata con i negozi chiusi a causa di un coprifuoco imposto per recenti scontri nella regione.
La Hilton Kashmir è in mezzo al lago Dal, circondata da fiori e con ogni comfort; ci rinfreschiamo e poi prendiamo una shikara (piccola imbarcazione) per un giro del lago con gli orti galleggianti e veri e propri villaggi costruiti sull'acqua. Il paesaggio è splendido e alquanto surreale, la ricettività è notevole ma il turismo è in crisi e siamo in pochi a godere di questi luoghi.
La cena lascia un po' a desiderare ma ci accontentiamo.
9 agosto: srinagar Affittiamo un taxi per il giro dei giardini Moghul e del tempio sulla collina dal quale si vede tutta la vallata, anche oggi i negozi sono chiusi e la città vecchia è deserta, visitiamo la jama Masjid costruita in legno nella tipica architettura kashmira e ci fermiamo per un caffè nell'unico bar per turisti aperto.
Vista la situazione decidiamo di ripartire subito per il Ladakh e concordiamo il prezzo dell'auto con autista (8000Rs) per l'indomani, un po' di shopping allo spettrale negozio statale e torniamo a goderci il tramonto in mezzo al lago.
10-11 agosto: srinagar-kargil-lamayuru-leh Il lungo viaggio inizia attraversando la verde valle del kashmir fra paesi in legno, pastori nomadi che scendono a valle col bestiame e basi militari che difendono la line of control, cioè il confine con Pakistan dal quale siamo lontani poche decine di km.
Man mano che saliamo il paesaggio si fa più brullo e la strada diventa sterrata, superiamo il passo Zoj La a 3500mt non senza apprensione viste le dimensioni sempre più ridotte della carreggiata a strapiombo sulla valle. Superiamo Kargil (che è già in ladakh anche se la popolazione è ancora lashmira) e l'autista ci propone di continuare ancora ma evidentemente non è pratico della zona così ci troviamo a passare il Fotu la a 4000mt che fa già buio, piove e siamo avvolti dalle nuvole.
Dormiamo a Lamayuru (anche s ein realtà ci coglie l'insonna dovuta all'altitudine) e la mattina dopo visitiamo lo splendido monastero buddista del X secolo. Ripartiamo e attraversiamo la cosiddetta Moonland perchè sembra proprio un paesaggio lunare. A 70km da Leh una piena ha distrutto il ponte, prendiamo gli zaini e attraversiamo il fiume su una passerella di fortuna e dall'altra parte cerchiamo un passaggio fino in città.
Il panorama è cambiato, entriamo nella valle dell'indo: cime innevate, pendii brulli e qua e là macchie verdi colivate, mele e albicocche e le tipiche case hymalayane col tetto piatto e le larghe finestre di legno.
Arrivati a Leh ci coglie lo smog e il traffico di jeep che portano i turisti attraverso le due strade principali, decidiamo di cercare una guesthouse un po' fuori e siamo molto soddisfatti della scelta. (Lak rook garden: doppie da 200 a 400Rs, compost toilet, orto biologico e acqua scaldata coi pannelli solari) 12 agosto: Leh-monasteri della Valle Noleggiamo una jeep (sempre con autista per quelle strade è fondamentale) per visitare i monasteri a sud della città: al Tak Tog c'è un festival ma è un po' troppo turistico però c'è una signora che frigge degli ottimi "panzerotti"; l'Hemis è chiuso in una vallata laterale molto silenziosa. Ci colpisce lo Stakna, su un montarozzo in mezzo alla valle, costruito da monaci provenienti dal Bhutan che hanno affrescato le sale di preghiera in maniera assolutamnete originale; in lontananza il Matha Gompa unico in ladakh unico in ladakh a ospitare la setta buddista sakya