Uttar Pradesh: Rajastan Agosto 2006

Tragitto: Delhi, Varanasi, Agra, Jaipur, Pushkar, Jodhpur, Ranakpur, Udaipur, Bombay. Periodo: 31 luglio – 19 agosto 2006. Nonostante agosto sia un periodo sconsigliato per andare in India causa i monsoni, devo dire che di pioggia ne abbiamo presa ben poca ...

  • di bisi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Tragitto: Delhi, Varanasi, Agra, Jaipur, Pushkar, Jodhpur, Ranakpur, Udaipur, Bombay.

Periodo: 31 luglio – 19 agosto 2006.

Nonostante agosto sia un periodo sconsigliato per andare in India causa i monsoni, devo dire che di pioggia ne abbiamo presa ben poca e tutta concentrata principalmente ad Udaipur ed in maniera minore a Pushkar e Bombay. Ci hanno pensato comunque caldo, umidità ed inquinamento a tenerci ottima compagnia per tutto il tempo. Il viaggio l’ho fatto con una amica e ci siamo sempre mossi con i mezzi pubblici. Anche per gli alberghi ci siamo organizzati direttamente la, telefonando volta per volta a quello della città successiva leggendo le “referenze” scritte sulle guide. Avevamo sia la Lonely Planet che la Routard, più precisa la prima un po’ più “pataccona” la seconda ma comunque entrambi valide. Non abbiamo fatto nessun tipo di vaccino, su consiglio del farmacista la mattina a digiuno prendevamo una capsula di fermenti lattici. Rispetto ai nostri canoni, i mezzi pubblici sono particolarmente lenti, con gli autobus la media difficilmente supera i 35/40 km orari e poco più veloci vanno i treni che però, per la nostra esperienza e per quanto sentito da altri viaggiatori, sono meno puntuali. Il servizio di biglietteria e prenotazione mi è parso buono per entrambi i mezzi come pure i vari bigliettai. I costi sono proporzionati al servizio. Ad esempio con il treno da Delhi a Varanasi (circa 12 ore) abbiamo speso 2000 rupie a persona con il biglietto di prima classe A/C. Da Varanasi ad Agra (più o meno uguale distanza) 1000 rupie con il biglietto di seconda classe A/C, la principale differenza è che nel primo caso ti puoi chiudere a chiave dentro la cuccetta mentre nel secondo no. I due treni sono entrambi partiti in orario ma hanno maturato rispettivamente una e due ore di ritardo. Abbiamo parlato con alcuni turisti italiani che dovevano prendere un treno in partiva da Varanasi per Agra a mezzanotte, ma che in realtà è partito alle 6 del mattino. Comunque, anche chi viaggiava con l’auto a noleggio ed il conducente a volte ha dovuto patire ritardi causa guasti meccanici o incendio all’auto. Da Udaipur a Bombay in corriera con lo sleeper bus (dichiarate ore 17 e un quarto, effettive ore 20 e mezza per la bellezza di 750 km circa, fate voi la media) 450 rupie sempre a testa. E’ stato comunque l’unico bus in ritardo, gli altri sono stati tutti puntuali (percorsi da 1 a 7 ore). Se possibile meglio prendere i bus della categoria “de luxe” ma anche i normali “express” sono affrontabili a patto non siano stracarichi di gente, generosa la frequenza delle corse. Negli spostamenti all’interno della città (risciò sia a motore che a pedali) bisogna sempre contrattare il prezzo prima di partire e, dove possibile, servirsi del servizio “pre paid” (di solito un gabbiotto fuori dalle stazioni). Purtroppo non in molti posti c’è, noi l’abbiamo trovato a Delhi dove dall’aeroporto al centro (oltre 20 km per altro di notte) abbiamo speso 300 rupie. Se ne usufruite, date la ricevuta al taxista solo alla fine del viaggio, così facendo andrete dove volete voi e non dove vuole lui. Per i tragitti urbani in tutte le città (esclusa Bombay che è più cara e dove in centro ci sono solo i taxi con il regolare tassametro) non abbiamo mai speso più di 40/50 rupie. A Bombay, dal centro all’aeroporto (25 km per un’ora e tre quarti di tempo) abbiamo pattuito 400 rupie senza tassametro, almeno così eravamo sicuri che facesse il giro più breve evitando di perder tempo solo per far girare il tassametro. Comoda la metropolitana a Delhi. Efficiente e puntuale il servizio consegna bagagli dell’aeroporto di Delhi, siamo arrivati all’una di notte ma il nostro bagaglio era rimasto a Vienna, l’hanno quindi caricato sull’aereo del giorno seguente e alle 5,50 della mattina dopo (cioè dopo neanche 5 ore che erano arrivati in India) ce li avevano già consegnati nel nostro albergo in centro a Delhi. Per quanto riguarda gli alberghi, indicazioni e tariffe della Lonely Planet sono piuttosto veritiere. Salvo un paio di eccezioni abbiamo scelto sempre alberghi di categoria media/media-alta spendendo dalle 1000 alle 2000 rupie a camera per notte e siamo più o meno sempre stati soddisfatti. A Delhi ed a Bombay i prezzi sono sensibilmente maggiori. Quasi tutti accettano la carta di credito, molti non includono nel prezzo la colazione. Non è necessario portarsi dietro adattatori per le prese elettriche. Tra i più carini ricordo il Ratan Vilas (Jodhpur non in centro 950 rupie a camera tel. 0291 2614418, rapporto qualità prezzo il migliore), il Pal Haveli (sempre Jodhpur in centro 1800 rupie a camera, senza carta di credito ma che cambia gli euro con un cambio molto buono, caro ma molto bello), Hotel Madhuban (Jaipur non in centro tel.0141 200033, bello il giardino per la colazione), Hotel Raj Palace (Udaipur in centro 1200 rupie senza carta di credito tel. 0294 2527092 un po’ disorganizzati ma gentili), India Hotel (Varanasi lontano dal Gange 1800 rupie tel. 0542 2507593 bello e classico), Hotel Atithi (Agra vicino al Taj Mahal senza lode e senza infamia). A Pushkar e Ranakpur (albergo statale della RTDC) abbiamo speso rispettivamente 200 e 600 rupie a camera ma oltre una notte erano difficilmente affrontabili. Va comunque detto che in tutti gli alberghi, sia le reti che i materassi permettevano di fare delle ottime dormite. Le varie città visitate hanno si molte cose in comune ma anche parecchie particolarità tali che alla fine non è possibile confonderle, o non ricordare se una determinata cosa fosse in una o in un’altra. Varanasi non ha nulla di particolarmente bello ma un giro nei ghat (specie in barca all’alba) ha un suo fascino come pure perdersi per i vicoli della città vecchia, le cremazioni sembrano diventate un po’ troppo “commerciali” con le immancabili richieste di offerte per la legna da utilizzare per cremare i poveri; Agra ha i monumenti più belli (Taj Mahal, Red Fort, Itimad ud Daulah e Fatehpur Sikri a un’ora e mezza di bus); Jaipur è una delle più trafficate ma ha palazzi e forti molto belli (City Palace, Palazzo dei Venti ed Amber Fort (bus n° 29 dalla rotonda a fianco del Palazzo dei Venti) più tutta la città vecchia rossa con i suoi colorati bazar) così come Jodhpur (Mehrangarh Fort, ottima l’audioguida in italiano compresa nel biglietto ed il panorama sulle case azzurre dei bramini e Jaswant Thada). Più piccole e meno trafficate Pushkar, Ajmer e Udaipur che non necessitano di lunghi tempi per visitarle. Ranakpur è praticamente il tempio giainista. Oltre a quello ci sono alcuni alberghi sparsi nella valle, il bar alla fermata del bus, scimmie e pavoni. Se andate in bus da Jodhpur ad Udaipur o viceversa vi consiglio di visitarlo se non altro per spezzare il viaggio (7 ore). Apre dalle 12 alle 17 e si trova a 200 metri dalla fermata (sono gentili e vi tengono anche il bagaglio). Discorso a parte per Delhi e Bombay che sono più “occidentalizzate”. Addirittura certi scorci di Bombay ricordano molto l’Inghilterra. A Colaba ci sono anche numerosi adolescenti vestiti griffati, con il telefonino di ultima generazione che parlano fra loro in inglese. Come controaltare ci sono i chilometri di slum (bidonville) dove vivono milioni di persone. Entrambi hanno un interessante museo (anche questi con audioguida ma non in italiano) per il resto niente di particolarmente degno di nota. Se non si cerca qualcosa di particolare, Jaipur mi è parsa la migliore per fare acquisti. Avendo qualche ora da perdere, può essere divertente farsi portare in giro per negozi dai vari cicloriscio, questi vi chiederanno pochissime rupie per condurvi poi in negozi convenzionati dai quali prendono una percentuale sui vostri acquisti. Una sera avevamo deciso di andare in un ristorante consigliato dalla guida non lontano dall’albergo. Ci siamo quindi incamminati a piedi rifiutando le varie offerte di passaggio in ciclo risciò. Giunti in prossimità del ristorante è arrivato l’ennesimo risciò che ci invitava a salire, io gli ho detto che eravamo praticamente arrivati cosi che ci ha chiesto se potevamo salire lo stesso perché se fossimo arrivati con lui, i ristoratori gli avrebbero dato una bibita fresca. D’altronde l’arrangiarsi in India è un’arte, si incontrano infatti pulitori di orecchie professionisti con tanto di attestato di merito scritto da fantomatici turisti in tutte le lingue, personaggi che chiedono soldi in cambio di fiori secchi che a sentir loro portano felicità e venditori di cose assurde. Inoltre, considerato che a raccontar bugie non è mai morto nessuno, abbiamo anche incontrato venditori di magliette e tessuti che fornivano abitualmente famose griffe italiane. Infine ci sono negozianti che ti invitano ad entrare nel loro negozio per scrivere lettere di saluti a loro fantomatici amici italiani per poi tentare di venderti le loro mercanzie. Al contrario di chi trascorre le vacanze in montagna che torna a casa ed al lavoro bello arzillo e pimpante, dopo 20 giorni in India si ritorna spesso un po’ debilitati (io ho anche perso quasi 5 kg di peso) e fiacchi, non le definirei certo vacanze rilassanti ma nonostante ciò sono ben felice di esserci andato.

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