A Cuba in casas particulares

Viaggio fai da te per conoscere Cuba, i suoi abitanti, il suo mare e il modo di vivere

  • di Antonio1950
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Cuba è stata per anni la meta dei miei sogni. Finalmente quest’anno sono riuscito a realizzare questo mio desiderio. L’ostacolo che da sempre si frapponeva a questa realizzazione era … la compagnia. Finalmente sono riuscito a mettere insieme un gruppetto di persone desiderose come me di esplorare Cuba. Siamo partiti in 7. Abbiamo prenotato il volo con la AirEuropa ad un costo di € 703,00 (a/r) a persona ai quali vanno aggiunti € 15,00 per un’assicurazione sanitaria che a Cuba è obbligatoria e € 30,00 per il visto. Dopo diverse ricerche via web, abbiamo scelto di iniziare il nostro viaggio, che doveva essere, nelle nostre intenzioni, un’esplorazione non solo di un territorio ma anche del modo di vivere di una popolazione, prenotando il nostro soggiorno in case particolar tramite il sito www.amorcuba.com. Dopo alcune mail, guidati da Diego, l’ottimo webmaster del sito, abbiamo concordato sia il nostro soggiorno per le prime due notti a L’Avana in quattro camere doppie (al prezzo di CUC 25 cadauna) presso Hostal Concha (http//concha-renta.galeon.com/) sia il transfert dall’aeroporto alla nostra residenza cubana (altri 35 CUC complessivi). Nota positiva: l’accordo è stato via mail senza nessun esborso preventivo da parte nostra. Siamo arrivati quasi puntualmente alle 20,12 locali (l’arrivo era previsto per le 19,30) e abbiamo trovato Pablo, il nostro taxista, ad attenderci ed a portarci a destinazione. Ci siamo sistemati nelle nostre stanza, un po’ spartane ma pulite e, affamati, siamo andati a mangiare nel ristorantino Da Antonia collegato alla nostra residenza al quale si accede senza uscire. E’ stato un primo impatto … ottimo. Ho mangiato la miglior aragosta di tutta la vacanza (12 CUC). Sempre nello stesso posto la mattina dopo abbiamo fatto un’abbondante colazione a base di frutta tropicale mista, frullato, frittata, marmellata di mango , caffè (5 CUC).

Alle 9 ci è venuto a trovare Alejandro, il referente di amorcuba.com a L’Avana. Abbiamo cercato insieme di organizzare il nostro viaggio. Facendoci guidare dalla sua esperienza, rinunciamo a raggiungere Santiago perché è troppo lontano (circa 850 km) e decidiamo di visitare Viňales, Cienfuegos, Santa Clara, Trinidad e Moròn: praticamente un itinerario che prevede sia la visita di città che escursioni al mare. Una volta fissate orientativamente le notti di permanenza in ogni località, Alejandro si preoccuperà di farci trovare le casas particulares. Altro servizio che si rivelerà in seguito molto utile ed economico è la proposta che ci fa di spostarci in taxi ad un prezzo, da concordare di volta in volta con il tassista, ma che non sarà mai superiore ai prezzi praticati da Viazul (la locale organizzazione di pullman). Tutto questo servizio ci viene offerto da Alejandro gratuitamente (ovviamente sarà, penso, ricompensato da coloro che ci ospiteranno, ma aver già previsto di non doversi mai preoccupare dell’alloggio è una cosa che da una particolare tranquillità).

in giro per la città

Inizia la nostra esplorazione di L’Avana. Scopriamo di aver dormito in una zona abbastanza centrale (il Vedado) a due passi dall’università ed a 200 metri dall’Habana Libre un enorme albergo che dopo 9 mesi dalla sua ultimazione, fu requisito e divenne proprietà statale. Per noi è stato il punto-internet a L’Avana. Seguendo le indicazioni della nostra guida (l’ottima ed indispensabile Lonely planet) prendiamo il pullman turistico a due piani (CUC 5 a testa) che ci porterà in centro. Scendiamo nei pressi del Capitolio National e ci inoltriamo nelle viuzze di Habana vieja. La nostra meta è visitare le quattro piazze più famose di Habana Vieja. Dopo un tentativo di visitare il Museo del Rum (nel quale decidiamo di non entrare perché costa 8 CUC a testa) ci dirigiamo verso Plaza Vieja. L’atmosfera che si respira è veramente molto intrigante; ci sono costruzioni tipiche in barocco cubano, c’è l’immancabile orchestrina che suona musica locale e si intravvedono case diroccate subito dietro alla piazza. Una visita alla càmara oscura (CUC 2) per vedere la città dall’alto e per ascoltare una spiegazione in spagnolo sul panorama della città che, tramite un gioco di lenti, si vede. Poi ci sediamo in uno dei tanti bar-ristoranti per fare uno spuntino. La visita prosegue poi verso le altre piazze (Plaza de la Catedral, Plaza de Armas e Plaza de San Francisco de Asis). Durante il percorso andiamo anche a La Bodeguita del Medio, celebre per la frequentazione di Ernest Hemingway, dove abbiamo bevuto il … peggior mojito della nostra vacanza. La sera tentiamo di andare a cena in un ristorante consigliatoci da Alejandro che si trova nella piazza del Capitolio National: il locale si chiama Las Naydos ma c’è una fila che ci convince a cercare un’alternativa. Mangiamo discretamente in un locale nelle vicinanze (un consiglio: conviene sempre portare qualcosa per coprirsi perché i ristoranti hanno tutti l’aria condizionata che va a palla!). Il secondo giorno la nostra meta è Plaza de la Revolution: prendiamo due taxi (il prezzo per ogni spostamento sembra codificato CUC 5 a taxi) e ci facciamo accompagnare sul posto. La piazza è enorme, al centro spicca il Memorial a Jose Marti. La visita al memorial costerebbe CUC 5 a testa, decidiamo di soprassedere e optiamo per una lunga passeggiata che ci riporti in centro. Camminiamo per un’ora abbondante e ci ritroviamo nei pressi del Capitolio National; è ora di pranzo e … andiamo a vedere com’è la situazione a Las Naydos, il ristorante in cui non siamo andati la sera precedente per la fila: valeva la pena, si mangia bene e si spende il giusto. Io prendo un arroz negro (riso nero con pesce) veramente buono. Ci resta giusto il tempo per andare a visitare il Museo de la Revolution e poi a casa dove alle 18 c’è il taxi che ci aspetta per portarci a Viňales (costo 15 CUC a testa). Arriviamo che è buio e … piove. Il referente di Alejandro, Daniele, che ci deve procurare le camere per dormire … tenta di fare il furbo: vuole farci dormire tutti in due camere (le sue!). Alla nostra protesta, si decide a fare quanto previsto e ci “trova” altre due camere: ora la sistemazione è decente. Decidiamo di farci preparare la cena dai nostri ospiti; il menù è sempre il solito ma le pietanze sono soddisfacenti. Poiché ha smesso di piovere facciamo due passi in paese ma non c’è molto da vedere

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Commenti
  1. Gabriella Secchi
    , 22/3/2012 10:32
    nostro prossimo....

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